Un monastero, due monache

Un monastero, due monache.
A loro è dedicato questo quadro, alle monache fondatrici del Monastero di Santa Caterina di Taggia.
Maria Roero nel 1707 fu la prima priora di quel monastero, a lei succedette nel 1742 Maria Torrini.

Un particolare del quadro ritrae le due religiose, sullo sfondo un paesaggio, civitas Chereris, la città di Chieri, in provincia di Torino, dalla quale entrambe provenivano.

Questo convento accolse, tra le altre, Suor Rosa Colomba, famosa per le sue profezie e nota al mondo come la monaca Santa di Taggia.
Dopo diverse traversie, il convento di Santa Caterina chiuse i battenti nel 1936 e le suore rimaste tornarono a Genova, riunendosi nel Monastero dei Santi Giacomo e Filippo.
Il quadro è conservato in Santa Maria di Castello, insieme a molti altri oggetti legati alla vita monastica.
C’è una stanza, nella quale si riproduce l’ambiente nel quale vivevano le monache.
Due candele e il flagello, anche questo faceva parte della loro religiosità.

E poi, nel locale dove è collocato il quadro,  le stoviglie, piatti e bicchieri di peltro e posate d’argento.

E tutti quegli oggetti che facevano parte della vita quotidiana di queste monache.

Piccole cose preziose.

E oggetti utili per le più disparate incombenze.
Le monache cuocevano l’amido.

Certo le religiose tenevano di gran conto il loro misticismo e usavano persino mettersi una corona di spine.

Sono mondi lontani dal nostro, con una religiosità sentita e sofferta, vite improntate alla devozione e ad una fede salda.
Sono certa che Maria Roero e Maria Torrini, a loro modo, abbiano avuto una vita avventurosa, da Chieri a Taggia, dove fondarono quel monastero.
La loro storia è continuata laggiù e chissà se la mia amica Pigmy ha voglia di raccogliere il testimone da me e portarci a scoprire il Monastero di Santa Caterina?
Sarebbe interessante conoscere quei luoghi, vedere cosa sia rimasto del convento e quali tracce abbiano lasciato quelle religiose.
Un monastero, due monache, sulle strade di Liguria.

21 pensieri riguardo “Un monastero, due monache

    1. Anche io fino a poco tempo fa non la conoscevo, poi ho trovato il quadro, mi hanno raccontato la storia e così ho pensato di proporla a voi!
      Grazie cara!

  1. Appena hai nominato Taggia ho pensato a Pigmy! Potreste lavorare a quattro mani, una sorta di gemellaggio virtuale per completare la storia. Baci

  2. Miiiiiiiisssssssss!!!!! Ora ho capito! Ora ricordo! Ma tu pensa che sorpresa! E che compiti “da poco” che mi dai! Guarda che non sono mica brava come te! Il monastero di Santa Caterina è del XVIII ma, se non erro ora è solo più una sala per le conferenze. So di certo che al suo interno comunque sono contenute un mucchio di opere d’arte. Arrivarono da Chieri le suore giusto? Devo però vedere d’informarmi meglio, so molto poco. Dev’essere quella in piazza eroi taggiesi, oh mamma, non lo so! Farò del mio meglio. Bellissimo post Missorellina e grazie per la tua citazione! Bacionissimi!

    1. Sorellina! Sono contenta che ti piaccia la mia idea, non avevo dubbi!
      So che il monastero di Taggia adesso è chiuso e come tu dici ci sono opere d’arte al suo interno, me l’ha detto il mio amico Gian, che fa il volontario in Santa Maria di Castello, so che lui e altri avevano organizzato una gita nel mese di maggio per andare a visitare questo monastero.
      Una topina curiosa come te sono certa che riuscirà a scoprire tante cose interessanti, ne sono sicurissima!
      Un bacino tesoro!

      1. Proverò Miss, proverò te lo prometto. Non posso dirti quando ma non ti farò aspettare come per il monastero del Carmelo tranquilla! Prenderò il tuo testimone e partiamo alla conquista di……….bhè, ormai di mezza Liguria possiamo dire! 🙂

      2. Ma gioia, quando hai voglia e tempo! Lo facciamo per passare il tempo e per scoprire cose nuove, nessuno ci corre dietro 😉
        Esatto, la conquista della Liguria!

  3. Sabato 12 con i volontari di Santa Maria di Castello andiamo a Taggia a vedere il convento di San Domenico e il centro storico di Taggia con probabile visita anche di Santa Caterina,guida d’eccezione Padre Costantino, se sei interessata telefonami ciao Gian

  4. Anch’io non conoscevo la storia, molto interessante. Grazie a te ho un riferimento in qualsiasi luogo ligure non ancora visitato….
    un bacio

  5. che strano vedere questi oggetti usciti dal tempo che custodiscono la storia delle loro proprietarie…
    buona settimana cara Miss!

  6. La dicitura esatta è CIVITAS CHERENSIS (normalmente CIVITAS CHERIENSIS): città chierese, cioè città di Chieri. Saluti e grazie delle preziose informazioni messe sul web- Vincenzo Tedesco – Chieri (TO)

  7. Miss, la topina della Valle Argentina (nome a cui sono sensibile) ti ha poi trasmesso altre informazioni circa il monastero?

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