Works, works, works!

Odiate il vostro lavoro?
Siete assaliti da conati di vomito alla vista della vostra scrivania e avete un sussulto di orrore ogni volte che sentite il telefono squillare?
In vostro soccorso giungerà Dan Kieran , giornalista, editore di The Idler, autore di un esilarante libricino dal titolo “Cento lavori orrendi – Storie infernali dal mondo del lavoro”, edito da Bompiani.
Kieran, prima di dedicarsi alle sue attuali occupazioni, ha fatto di tutto: lo sguattero, l’estirpatore d’erbacce, l’ammazza tacchini.
Verrebbe da dire, mai abbandonare le proprie aspirazioni.
Sulla sua rivista, The Idler, Kieran ha ospitato una rubrica per i lettori, chiunque poteva scrivere tristezze, frustrazioni e ambizioni deluse della propria vita lavorativa.
Ne è uscito questo sagace volumetto, che a tratti fa rabbrividire.
Ad esempio, non penso sia troppo divertente fare il selezionatore di larve.
Il tapino che si è ritrovato impegnato in questa nobile attività era costretto a stare tutto il giorno in una specie di piscina piena di carcasse di animali e pesci che lui doveva rivoltare con un badile.
La promozione, tra l’altro, consistette nel passaggio all’hangar delle mosche, un luogo sigillato, pieno di insetti che manco si può immaginare.
Non sembra attraente, in effetti.
Anche l’ammazza-salmoni, però, non è che sia un gran divertimento!
Praticamente, il tizio passava otto ore a mozzare teste di pesci e per di più, siccome là dentro faceva un freddo polare, ci ha rimesso la salute, e quando il clima è un po’ rigido gli esce fuori l’artrite.
Il selezionatore di pillole, invece, sta in catena di montaggio e per tutto il turno sceglie le pillole perfettamente rotonde ed elimina quelle imperfette.
Alienazione allo stato puro!
Oppure si può finire a fare il controbilanciatore di tubi, per un’impresa edile.
Comporta star tutto il giorno in piedi, in equilibrio su un tubo, mentre gli operai sistemano il tubo medesimo. Il miserando che si ritrovò a far questo lavoro concluse che non comprendeva il motivo per cui, al suo posto, non usavano una pietra, e che è davvero triste essere consapevoli che il proprio lavoro potrebbe essere egregiamente svolto da un qualsiasi masso.
Non va meglio se ci si impiega come controllore di piselli: si sta ore ed ore a guardare un nastro trasportatore cercando di individuare i piselli neri.
E con tutto quel verde va a finire che ci si danneggia la vista.
Poi c’è il perforatore di torte, quello che, al centro dei dolci da supermercato, pratica il foro dal quale deve uscire il vapore. Ecco, a costui ogni 43 secondi passa davanti una torta. Alienazione doppia e tripla!
Quello che si era fatto assumere come sterminatore di roditori sostiene di aver resistito un quarto d’ora: doveva stare, chiuso in hangar pieno di polli, con un martello in mano con il quale, in teoria, avrebbe dovuto sterminare i topi.
Odiate il vostro lavoro?
Ogni volta che in ufficio vedete la bustina che segnala la posta in arrivo vi buttereste dalla finestra?
Quando sentite il fischio del fax vi sembra che un trapano vi stia trapassando il cervello?
Dan Kieran, signori, è il vostro uomo.

18 pensieri riguardo “Works, works, works!

  1. La cosa del selezionatore di larve è piuttosto inquietante. Mi sfugge perché le larve dovrebbero essere selezionate.
    Però mi hai dato l’idea che potrei raccogliere le lettere di Scrivilo a Bella, fare un libro e diventare ricco e famoso. Muahahahaha

  2. Oh Santa Topa! Ma sei sicura Miss? Hai letto bene? E chi si lamenta più! Per fortuna amo il mio lavoro! Comunque, complimenti, hai sempre delle idee fantastiche da scrivere, sei un pozzo senza fondo di fantasia e/o cultura a seconda dell’articolo. Questo devo farlo leggere a circa dieci-dodici persone di mia conoscenza!

  3. Uh mamma che schifezze! Il selezionatore di larve mi ha sconvolto. Immagino la puzza. Chissà cosa ha pensato al colloquio quando gli hanno prospettato gli avanzamenti di carriera dei quali sarebbe stato costellato il suo futuro. Poi ha visto tutte quelle mosche e ha capito di essere nella merda (su cui si poggiano). 🙂

    1. Eh, in effetti…immaginarsi questo che cammina con gli stivali di gomma in una vasca, c’è di peggio, comunque, nel libro…di molto peggio….non l’ho scritto per buon gusto!

  4. OMG! Stavo giusto pensando a quanto sono contenta che domani sia il mio ultimo giorno di lavoro qui in terra inglese…ma a sto punto devo ringraziare la mia buona stella per aver avuto a che fare con studenti invorniti e insegnanti, che tu ci creda o no, ancora più deficienti degli studenti di cui sopa.

  5. Dal titolo pensavo ad un attacco di stakanovismo da parte di una certa Miss ancora in vacanza. Invece no, che ti va a scovare la nostra investigatrice? Il killer di tacchini o il boia di salmoni.
    Sei incredibile Miss Fletcher. Se non esistessi bisognerebbe inventarti.
    Comunque anche io da grande voglio fare la sterminatrice di topi, con il martello. Ovviamente in un hangar gremito di polli. Professione catartica.
    Susanna Cerere

    1. Anche a te cara! P.s. io nelle valigie infilo sempre troppa roba, però son brava…le medicine le porto sempre! Riuscirò prima o poi a ricommentare il tuo blog? Lo spero!

  6. Ci sta uno che abita vicino a me che fa un lavoro tipo questi, e tutti lo sanno, ma se gli vai a chiedere che lavoro fai, quello ti risponde il meccanico, poi non lo vedi mai con qualche macchia di grasso o di olio e lo capisci che non fa quel lavoro, ma fa quell’altro, e pure lui lo capisce che tu hai capito e quando succede, gli si vede tutta l’alienazione del caso: abbassa la testa e gli si allunga la barba a dismisura.

    1. Ah, ah…Rick! Uno dei tuoi raccontini qui sul mio blog…ma grazie, quale onore! Certo che quel tipo che sta lì vicino a te potrebbe almeno sporcarsi di grasso, almeno così uno può provare a crederci…che fa il meccanico 😉

  7. Qualcuno certi lavori li deve pur fare. Pensa solo a chi deve fare la guardia all’Altare della Patria e deve stare immobile non so quante ore. E chi deve controllare i fogli dei soldi alla zecca per segnalare eventuali imperfezioni? Penso che alla sera si tolga gli occhi e li posi sul comodino….
    Da tutto ciò ricavo un senso di partecipazione e di gratitudine: tutti facciamo (e speriamo di farlo sempre bene) la nostra parte in questo complesso e bellissimo mondo e con ciò permettiamo agli altri di fare cose che, se mancasse il nostro lavoro, non potrebbero fare. Non li incontreremo mai, ma hanno lavorato per noi, fornendoci una comodità, un servizio o anche solo permettendoci di godere di un momento di gioia. Quindi, grazie a tutti, ma soprattutto a chi fa i lavori più nascosti!

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