Questa è una storia vera e risale a tanto, tanto tempo fa.
E insomma, è una di quelle vicende che, sinceramente, fa un po’ sorridere.
La protagonista si chiama Vittoria e ci troviamo, come potrete immaginare, nel 1856.
Ora, la signora Vittoria era una che aveva le idee chiare e già in quel di Torino aveva una casa, nella quale si esercitava una certa professione e volendo ampliare il proprio giro d’affari, scelse come destinazione per la sua nuova attività un palazzo del centro storico di Genova.
Questo palazzo, altro e stretto come sempre sono le case dei caruggi, si trova in una piazzetta, piccola, nascosta e davvero incantevole.
No, non ci sono immagini di questo gioiello, mi dispiace, ma voi immaginate un fazzoletto di strada, rettangolare, al quale si accede da un vicolo sormontato dagli archetti, immaginate tante piccole porte, ad una si arriva tramite una scaletta, saranno cinque o sei gradini.
E insomma, Vittoria scelse questa piazzetta.
Seguì la trafila di rito, burocrazia, richieste di permesso alla Questura.
E come si può immaginare, si scatenò un vero e proprio bailamme, capofila della rivolta contro Vittoria era un signore che abitava al piano di sopra e proprio non ne voleva sapere di ritrovarsi con certe vicine di casa.
Insomma, sapete quando i cittadini si riuniscono in comitati, in effetti lo scontento serpeggiava da tempo tra gli abitanti della zona.
Tra il resto, da quelle parti era pratica diffusa e c’è da dire che un rigido regolamento prevedeva che in certe case si tenessero vetri appannati e persiane chiuse, ma quelli del comitato ci andavano giù pesante con le lamentazioni, eh no, parlano bene le cosidette Autorità!
Loro fanno i provvedimenti, ma poi non è che tutti rispettino le regole, accidenti!
D’altro canto, quelli della Questura, tutto sommato, trovavano che fosse meglio che certe ragazze si concentrassero in un’unica casa anziché essere sparse qua e là.
Tuttavia, da diverse parti della città si alzavano prepotenti le lagnanze dei cittadini, la protesta e lo scontento erano manifesti e ben evidenti.
Eh sì, le Autorità! E intanto c’è gente che non riesce ad affittare gli appartamenti, a causa di quelle signorine!
Di notte c’è rumore, trambusto, gente che va e che viene, non si riesce a chiudere occhio, ma la Questura ci pensa alle persone perbene oppure no?
E giù con le raccolte di firme, con le petizioni.
Solo che Vittoria aveva certi argomenti, insomma, era una che sapeva farsi ascoltare e non si sa come, ma pare che alla fine li abbia convinti, quelli della Questura.
E il vicino, quello del piano di sopra, non se lo filò nessuno, malgrado continuasse a protestare anche piuttosto vivacemente.
Anzi, quelli della Questura dissero che, a conti fatti, da quelle parti erano abituati a certe presenze e che la gestione di Vittoria avrebbe reso la situazione più tranquilla, sembrava davvero la soluzione ottimale.
Per salvare capra e cavoli, oltre tutto, misero in atto un provvedimento che è una perla di diplomazia.
Che Vittoria intraprenda pure il suo commercio in quella casa, resta inteso che se i vicini e i comproprietari avranno qualcosa da dire e penseranno, ad esempio, di citarla in giudizio, sarà affare della signora risolvere eventuali questioni, la Pubblica Amministrazione ne rimarrà fuori, sappiatelo, le Autorità hanno già abbastanza grane.
Per amor di chiarezza, mi spiace dirvi che del vicino non ne so nulla.
Si sarà trasferito? Oppure avrà fatto buon viso a cattiva sorte e avrà tentato la via di una pacifica convivenza? Eh, purtroppo non ne ho idea!
Sapete, c’è un fatto curioso, che mi piacerebbe raccontarvi.
Insomma, io questa piazzetta non l’avevo mai sentita nominare e così mi sono incuriosita, mi sono infilata in quel dedalo di caruggi e sono andata a cercarla.
E no, non scriverò qui come si chiama, e no, non ho fatto fotografie.
Ma fidatevi, è davvero magnifica, quando si è lì sembra di entrare in un altro secolo.
E poi, sapete, c’erano delle sedie, fuori dalle porte.
E sulle scalette c’era una signorina, non era sola, erano in parecchie, direi quasi tutte straniere.
Mi hanno sorriso, tutte.
E non so cosa abbiano pensato di quest’intrusa che girovagava per la loro piazzetta guardando in alto, verso le facciate e gli archetti.
E poi mi sono soffermata di fronte al palazzo che un tempo fu il nodo del contendere e sono rimasta lì, immaginando Vittoria trionfante che fa il trasloco, con le sue ragazze e tutte le sue masserizie, e mi sono figurata il vicino, furibondo, alla finestra.
Io lo so che espressione ho, in questi momenti, e sono certa che loro, le signorine, abbiano colto un alone di romanticismo nel mio sguardo e nei pensieri nei quali ero assorta.
Una di loro, in particolare, mi osservava piuttosto divertita e per un istante ho pensato di raccontarle tutta quella rocambolesca vicenda di più di un secolo fa, invece ho salutato lei e le sue colleghe e sono andata via.
Ogni tanto ci torno, quando sono da quelle parti faccio una piccola deviazione e torno in quella piazzetta, e davvero non ho mai incontrato sguardi ostili, soltanto sorrisi.
Beh, c’è da dire che le Pubbliche Amministrazioni non sono certo solerti nel raccogliere le richieste dei cittadini, quelli perbene, sono passati più di centocinquant’anni e il vicino e tutti quelli venuti dopo ancora attendono soddisfazione, sappiatelo.
Nihil sub sole novi, mi verrebbe da dire.
E a pensarci mi vien da sorridere.
Intanto penso.
Penso a quanto sia eterno, incorruttibile dal tempo, il valore di un sorriso.
Uffa, adesso passerò il resto delle mie giornate a scervellarmi su questa piazzetta per capire quale delle tante possa essere! Bellissima storia comunque, mi è capitato un mucchio di volte di sorprendermi ad ammirare con la bocca aperta palazzi per me ‘nuovi’ dentro al centro storico per poi abbassare lo sguardo e ritrovarmi davanti le facce divertite dei negozianti riportanti l’espressione tipica del ‘cosa sta facendo questa abelinata?” 😀
Saluti e buona serata, Sam
Ciao cara! La piazzetta è non proprio nei tuoi pressi ma quasi…. 🙂
E ti annuncio che ho fatto tutte le foto di Via Lomellini e il tuo post è presto in arrivo….mentre ero lì ti ho pensata, chissà se ho fotografato anche la tua finestra !
Vedo ora con piacere che hai anche tu un blog…l’altra volta non c’era il link!
Che bello vengo subito a trovarti!
Che bella storia quella di Vittoria! All’inizio pensavo volessi parlare di Bocca di Rosa. Peccato per le foto anche se capisco, ma…che so, un mattoncino, il battente di una porta, la finestra di Vittoria… Bella, brava Miss, come sempre.
Eh…grazie tesoro, felice che ti sia piaciuto!
Ma come, non lo sai tesoro? Il vicino si è calmato perché a ricevuto la tessera gold. Quella che gli permetteva di usufruire dei servizi della casa vitanaturaldurante completamente aggratis. 🙂
Bacini, gioia.
Hahaha…Bella, sei tremenda e fantastica!!!
Bacini Bacini!
Non vedo l’ora di leggerlo (e di ‘vederlo’)! Amo tantissimo via Lomellini per gli ultimi 2 splendidi anni che mi ha regalato e mi ritengo davvero fortunata di abitarci…per non parlare degli stranieri che ospito qui di tanto in tanto e che mi dicono, sbarrando gli occhi: “Se io vivessi in una via Patrimonio Unesco, spenderei probabilmente il quintuplo di quanto tu paghi qui”.
In questi giorni sono stata asserragliata in casa, per motivi vari, peccato che non ti abbia vista mentre fotografavi qui sotto! 🙂 Beh, non mi resta che commentare il tuo prossimo post ed indovinare questa maledetta piazzetta della signora Vittoria! Ti ringrazio per la visita al mio blog, ahimè è abbandonato al suo (mio) destino ma, comunque sia, qualsiasi altro commento a riguardo lo piazzerò laggiù, che è meglio! Grazie e alla prossima!
Ma figurati, grazie a te..poi non è abbandonato, magari in pausa di riflessione, si dice così no?
Hai ragione, Via Lomellini è un incanto, e in giorno feriale ancora di più, ci credo che ti invidiano, abiti nel cuore di una città meravigliosa.
Dai, poi della Piazzetta in qualche modo ti dirò 🙂 !
Buona serata!
Il vicino avrà ceduto, si sarà fatto convincere anche lui 🙂
Mi sa propriio di si, Cla…
Grazie e’ una storia bellissima e commovente! un abbraccio
Grazie a te…le storie del passato hanno sempre grande fascino…a presto!
Mi piace moltissimo la chiusa di questo post.
La storia che racconti è bellissima ma quelle ultime 3 righe sono proprio un verissimo universo.
Eh, i sorrisi…un bacio Giovy cara!
Eh, vero, i sorrisi non hanno tempo, e nemmeno luogo, aggiungerei. Bellissimo post, Miss. Non conosco bene Genova, ho solo dei ricordi, ma quella piazzetta mi è sembrata di vederla attraverso il tuo post. 🙂
Buona giornata!
Felice che ti sia piaciuto, Deb…buona serata!
Hi,hi,hi… anch’io, perfida, pensavo che la Signora Vittoria fosse proprio Bocca di Rosa, ero certa saresti andata a parare lì. Ma la nostra Miss Fletcher ci stupisce sempre, anche se…. pensa e ripensa, mi slogo il cervellino ma proprio non riesco a comprendere come Bocca di Vittoria sia riuscita a convincere i gentiluomini della Questura del tempo.
Mah…. Strabaciottoli Miss Fletcher, buon fine settimana ma ci sentiamo!
Susanna
Mah, avrà avuto le sue armi segrete, la seduttrice!
Bacetto cata Susa!
Questa signora, per trasferirsi nel palazzone in pieno centro, già aveva un bel giro d’affari, mi sa eh! 😀
Eh, mi sa di sì!
Ciao Matte!
Che meraviglia!!!
Hai visto 🙂 ? Un bacino, Chiara!
Miss, di solito il tempo passa e va, ma da quella piazzetta, non si è mai mosso… insomma, mutano le professioni, ma non quel mestiere…
Eh già, proprio così. Leggere questo documento, poi, è stato veramente interessante, credimi!