Che colore ha l’amore?
Quello del fuoco che brucia o della tempesta che tutto travolge.
O il colore del vento.
Che colore ha il vento?
Indistinto, trasparente, lieve.
Il vento è libertà.
E a volte l’amore ha quel colore, il colore della libertà.
Ed è stato così per loro.
Incontrarsi, riconoscersi, trovare se stessi nello sguardo dell’altro.
Le attese, le attese sono sempre cariche di speranze.
E di quel vento, quello che ricordi, che ti è rimasto impresso dall’ultima volta.
Era forte il vento, allora.
Ed erano corse a perdifiato, ma quanto è esaltante correre insieme?
Con il vento, quel vento nei capelli.
E lei aveva quel sorriso, uno di quei sorrisi indimenticabili.
L’amore vero non ha bisogno di domande né di risposte, esiste di per sé, nasce da uno spontaneo moto dell’animo e rimane immutabile, sempre.
Il loro primo incontro.
A quella ragazza lo dicevano tutti, non ti fidare.
Ha un carattere ribelle, testardo, indomabile, non ti fidare.
E’ un tipo refrattario alle regole, dal cuore selvatico, è un tipo da evitare, Emma, dai ascolto.
Ma l’amore vero non ha bisogno di freni e neanche di spiegazioni.
Neppure di comprensione forse, ma solo di quel sentire che ti porta verso un tuo simile.
E vennero le giornate calde d’estate, con i prati vividi di rugiada, l’erba splendente, i cieli lucidati di fresco.
E altri traguardi, altri confini da superare.
E vennero tutte le altre stagioni, con altri colori, aranciati e bruciati, e poi freddi e metallici in inverno, e ancora tenui e delicati, al ritorno della primavera.
E ancora il caldo e altre lunghe giornate, ed ogni incontro era un ritorno, un ritorno verso qualcuno al quale si appartiene.
E parole e silenzi, sguardi d’intesa, carezze ed abbracci.
E poi il buio.
E l’attesa, attesa senza esito.
Il pensiero, il ricordo e la nostalgia.
Un silenzio assordante, che ti strappa il cuore dal petto e non lascia scampo.
E’ nero il silenzio, ha quella tinta cupa e triste.
E non c’è luce che possa rischiararlo.
L’attesa senza fine.
E’ stato allora, allora ha compreso che lei non sarebbe tornata.
E’ stato, allora, che ha pensato di andar via.
Prima ancora di lei, per poterla precedere.
Per essere già lì, ad attenderla dove lei sarebbe andata.
Lei si chiamava Emma, aveva 23 anni ed è deceduta per una grave forma di leucemia.
Il cuore che non ha retto al dolore della sua perdita era quello del suo cavallo.
Un presentimento, una sensazione, nel non vederla più tornare ha compreso che nulla sarebbe più stato come prima.
Ed è morto di crepacuore, il giorno prima che lei se ne andasse.
Se volete vederli, insieme e felici, guardate qui, troverete la loro storia e le immagini che li ritraggono insieme.
Insieme.
Come sono ancora adesso, su altri prati, dove l’amore ha il colore del vento.
Che bellissimo post, mi hai fatto commuovere :’)
Un abbraccio..
Caro Massimo, come non commuoversi?
Un abbraccio a te!
Una storia veramente toccante. Un amore che nulla ha da inviare a quello umano.
Un amore forse anche più grande, cara Viv…
Triste ma bellissima storia. E la tua scrittura e’ poesia!
Triste lo so, ma fa tanta tenerezza.
Grazie carissima, ti abbraccio.
Oh mamma mia Miss. Mamma mia. Che storia questa sera. Che amore incredibile. Quanto forte e potente può essere l’amore. Sono contenta che ci hai fatto conoscere questa cosa, io personalemente non ne sapevo nulla, quindi ti ringrazio. Sono un pò così…lo sai che queste storie mi fanno questo effetto. L’effetto di quando vorresti dire mille parole ma non dici nulla. Un bacione, brava.
Infatti pensavo che a te avrebbe toccato in modo particolare, ti conosco bene.
E’ una storia che lascia senza parole, volevo che voi la conosceste.
Un bacino Pigmy
Storia toccante, rivela tutto l’amore incredibile che un cavallo ha nei confronti della sua metà, non mi piace nemmeno chiamarlo “padrone”. Conosco bene i cavalli, ti scelgono, ti si affezionano e sono pronti a buttarsi nel fuoco per te.
Un post splendido e lirico.
Grazie cara, il tuo apprezzamento per me è molto importante.
Devo dirtelo, sono contenta che ci siamo trovate e che tu sia così presente tra queste pagine, perché sei una ragazza proprio speciale.
Dear Miss Fletcher,
c’era una volta una bella ragazza bionda e con gli occhi azzurri. Somigliava un pò a Emma, ma questa si chiamava Mara ed era genovese, non inglese.
E’ morta di leucemia a 19 anni, la sua mamma si chiama Marcella e il suo ragazzo di allora Fabio. Non aveva cavalli ma un gatto, che è morto all’età di 21 anni, due in più della sua Mara. Pensa quanto è innaturale, un gatto che arriva a 21 anni e una ragazza piena di vita che se ne va così, a 19.
E poi c’era una volta un ragazzo di nome Luca. Adorava la mountain-bike e le scarpinate in montagna, neppure lui inglese, zeneize di Pontedecimo.
Anche lui è stato portato via dalla leucemia, non aveva animali ma un amico di nome Fabio. Otto giorni prima di morire chiese a lui e a un altro amico, Gian, di portarlo via dall’ospedale perché non voleva morire lì. Fabio e Gian non lo accontentarono: si deve lottare e sperare fino all’ultimo, altro che vedersi già morti prima del tempo.
Infine c’era un ragazzino di nome Fabio. Nessuna leucemia, grazie al cielo. Solo un tumore alla tibia destra, a 12 anni d’età, tanto grande da mangiarsi letteralmente un pezzo d’osso e arrivare sino al canale midollare.
Se è benigno, sopravvivi. Se è maligno, te ne vai.
Grazie per questo post, Miss. Mi perdoni se stasera non mi firmo?
La vita spesso è molto crudele, non ci sono altre parole.
Grazie a te, Fabio.
La vita ti mischia le carte anche quando hai un poker servito in mano e non ci puoi far niente, vorresti gridare al mondo quanto sei felice e di colpo la luce si spegne.
Quattro centimetri di cicatrice sulla caviglia sono lì a ricordarmi che al di là di tutto io sono l’essere più fortunato del pianeta e forse è per questo che a volte esco un pò dagli schemi.
Rinnovo il mio grazie a te e ti prometto che da domani riprendo a firmarmi!
Cielo, amica mia. Tu sai quanto questo tema mi tocchi da vicino. Poi leggo Fabio qui sopra la mia testolina. Uhmmmm ma stasera non riesco a parlarne serenamente.
Il vento ama. Non a caso ho scelto questo.
Susanna
E noi abbiamo il dovere di amare anche per chi vorrebbe farlo ma non puo più, almeno in questa vita.
Bacioni, Susanna, verrà presto la sera in cui potrai parlarne serenamente.
Eh…il vento, il vento ama.
Un abbraccio amica mia!
Hai scritto un bel post, però che magone…
Lo so, ma la vita è fatta anche di questo…
proprio come dice viv, una grande storia d’amore che spesso supera quella tra esseri umani
E come sono belli loro due insieme, una tenerezza infinita.
Questa storia mi fa venire gli occhioni di prima mattina.
Che tenerezza … ho il cuore che si stringe
Eh, lo so…è una storia da lucciconi, ma ci tenevo a condividerla con voi.
Bellissima storia, mette in risalto il grande amore silenzioso ma vero che gli animali danno senza condizioni.
Queste prove di vero amore sono costantemente date agli uomini da moltissime specie, ma il piu delle volte l’uomo è cieco e non se ne accorge.
Io questa prova la vivo ogni giorno, con il mio Nicols (cagnolino) che ha tredici anni e da otto vive con me, lo curo come ho sempre fatto con miei figli, oggi che io e mia moglie siamo soli ci riempie di gioia tutti i santi giorni.
Grazie Miss Fletcher, della tua bella e triste storia
Eugenio
Ma che bel quadretto: tu, tua moglie e il vostro cagnolino.
Grazie a te Eugenio, a presto.
Questo è AMORE!!!!!!!!!! Ora correranno insieme e felici nelle patrterie del paradiso!!!!!!
Conoscendoti ero certa che questa storia ti avrebbe toccata.
Amore vero, sì.
difficile commentare qualcosa di cosi bello
Grazie caro…
La storia che hai raccontato insieme a quelle vissute dai tuoi cari amici mi rattristano davvero tanto ma mi ricordano anche che la vita va vissuta alla giornata senza crearsi problemi futili e inesistenti. Frasi fatte ma non sempre scontate.
un bacio Miss e grazie. Queste sono emozioni vere.
Sabrina
Per nulla scontate Sabri, grazie di averle scritte.
Un bacio grande.
Uh 🙁
Sai che io avevo un dalmata, cioè era di mia nonna ed è successa proprio la stessa cosa. Una grande tristezza, ma allo stesso tempo un amore infinito.
Sono quegli amori senza fine…