Limbania, la santa portata dalle onde

A Genova, nella zona del porto, esiste una calata dedicata a Santa Limbania.
Un tempo spiaggia sulla quale si infrangevano le onde, questa parte della città deve il suo nome a una giovane fanciulla, originaria dell’isola di Cipro dove nacque intorno al 1190.
E per narrare la sua storia, bisogna andare a quei giorni, ai tempi della giovinezza di Limbania.
Ha un fuoco dentro la ragazza di Cipro, il suo animo la spinge a votarsi completamente a Dio.
La famiglia ha altri progetti per lei e quando la fanciulla ha solo dodici anni viene promessa in sposa.
Oh, ma Limbania non pensa al matrimonio, lei desidera solo diventare monaca!
E scappa.
E giunge al porto di Cipro, dove chiede aiuto a un genovese, che era in procinto di partire con il suo bastimento.
Mi porti con sé, supplica la fanciulla.
L’uomo accetta di buon grado ma quando giunge il momento di lasciare Cipro prende il largo senza Limbania.
Ma il mare si infuria, si alzano onde giganti e potentissime che costringono il genovese a ritornare alla spiaggia dalla quale era partito, dove trova la fanciulla in lacrime che ancora lo prega di condurla a Genova.

E il viaggio ha inizio, un viaggio verso il destino e verso una città che accoglierà la giovane di Cipro.
E dal mare si intravede quella città, inerpicata sui monti, mentre la nave si avvicina al porto.
D’un tratto, improvvisamente, la forza del mare spinge l’imbarcazione verso la scogliera di San Tommaso.
I marinai, terrorizzati, si buttano in acqua, mentre Limbania con lo sguardo scruta la costa.
E lì che lei deve sbarcare, lì presso quel monastero, tra le monache benedettine di San Tommaso.
E così Limbania scende a terra e il vascello riprende il suo corso.
A Genova la fanciulla visse molti anni, in digiuno e penitenza, in una sorta di fossa scavata sotto al monastero fino a quando lasciò la vita terrena, ma la sua presenza rimase e a lei sono stati attribuiti numerosi prodigi.
E c’è un certo senso del macabro, se pensiamo che le monache scelsero come reliquia di Limbania la sua testa che, conservata in una teca d’argento, veniva esposta e mostrata ai fedeli in circostanze particolari.
Si narra, ad esempio, che nel giorno di Pentecoste del 1294 il cappellano prese la testa di Limbania e la porse ai fedeli per il bacio alla reliquia.
All’epoca la giovane non era stata ancora canonizzata e il religioso ebbe una sorta di esitazione sulla liceità del proprio gesto, quando d’un tratto il capo della Santa si sollevò e miracolosamente ritornò sull’altare, lasciando il povero prete attonito.
E sempre a questa reliquia è collegato un miracolo attribuito a Limbania.
Si narra di una madre che aveva un figlio molto malato, prossimo alla morte.
La donna vide in sogno la santa che promise la guarigione per il figlio se questi avesse bevuto del vino nel quale era stata lavata la sacra reliquia, la testa di Limbania.
Così, si dice, quel giovane riebbe la propria buona salute.
La fanciulla venuta da Cipro, dopo un viaggio avventuroso tra i flutti, è la santa protettrice dei viaggiatori e dei mulattieri.
Per anni ed anni, il 16 di giugno, giorno dedicato al suo culto, si osservò la consuetudine di distribuire cotone benedetto per combattere le emicranie e il così detto Vino di Santa Limbania, del quale non è nota la ricetta.
Il monastero di San Tommaso, presso il quale lei si era rifugiata, venne chiuso nel 1798 e le suore si riunirono in San Sebastiano, portando con loro la sacra reliquia, che venne poi trasferita al Convento di Capo Santa Chiara.
A Limbania e al suo culto è legata un’altra storia, che riguarda una campana, situata nella sua casa natale a Cipro.
Il padre, furibondo per fuga della figlia, lanciò la campana in mare dicendo: va dov’è Limbania.
E la campana giunse a Genova, davanti al Monastero di San Tommaso e fu usata in quel convento per soccorrere in naufraghi in pericolo di vita.
Giunse lì, come Limbania, la santa che fu portata a Genova dalle onde.

35 pensieri riguardo “Limbania, la santa portata dalle onde”

  1. Mi turba un po’ pensare a questa fanciulla che ha vissuto in una fossa scavata sotto il monastero…queste penitenze estreme mi lasciano sempre molti dubbi. Però questo è un discorso a parte 🙂 non ne avevo mai sentito parlare né di lei né di questo nome così inconsueto e per inciso la foto che ha messo è bellissima magari la salvo e la uso come salva schermo per un po’ se non ti dispiace… Bacioni

    1. In effetti la storia è vagamente dark, se mi passi il termine. Mi piace l’aspetto direi leggendario, questo viaggio per mare che l’ha portata qui.
      E grazie per aver apprezzato la foto, è un piacere sapere che il mare di Corso Italia sarà il salvaschermo di una cara amica!
      Un bacione Viv!

    1. E certo che ci sono, le calate sono tratti di banchina dove attraccano le navi, ti dirò di più volevo anche fotografarla Calata Santa Limbania, così per un paio di volte mi sono andata a gironzolare da quelle parti, solo che era tutto un via vai di mezzi pesanti e Miss Fletcher non era tanto a proprio agio 🙂

  2. Gesù, il vino del quale non si conosce la ricetta sì che è inquietante, altro che teste volanti!

    E sappi che le lettrici con salvaschermo marino (magari verso marzo-aprile) sono già due 😉

    1. E sappi che io sono felicissima che davanti a te ci sia il mio mare, cara Denise 🙂 !
      Sì, anche questa faccenda del vino in effetti è ben strana, ma direi che tutta la vicenda lo è…

  3. Ho un brividuccio che mi percorre la schiena, però tu sai bene cara Miss Fletcher che solo la vista di quelle placide onde mi riconcilia con il mondo.
    Ma che storia questa di Limbania….
    Bacetto Susanna

    1. Vero, Susanna? E’ abbastanza forte come vicenda, sono perfettamente d’accordo, però trovo in lei qualcosa di eroico che mi attrae, se così si può dire.
      E’ il mare è il nostro amico di sempre, mio e tuo. Un bacino amica mia!

  4. Una punizione assai severe e un destino non roseo. Ancora ho l’immagine della sua testa che viene mostrata… mi sembra davvero una scelta strana, molto strana e molto macabra! ma la storia è la storia 🙂
    il finale della storia invece mi ha fatto sorridere è molto romantica e poetica!!

    1. E hai ragione, i risvolti macabri ci sono eccome, ma quando si tratta di reliquie è spesso così secondo me.
      E meno male che sul finale ti ho strappato un sorrisino 🙂 ! Un bacetto!

  5. Ecco, la storia di Santa Limbania non potevo che leggerla qui 🙂
    Ma quindi immagino che ci siano anche tante persone (magari anziane) che portano questo nome? Non l’avevo mai sentito 🙂

    1. Haha, mi hai fatto troppo ridere Claudia, come farei senza di te? Se può esserti di consolazione io non ho mai conosciuto anziane signore di nome Limbania, chissà, ci saranno sì! Un bacetto!

  6. Buonasera cara….perdonami se sono sempre latitante,ma con questi due eventi, uno a marzo el’altro ad aprile…sono indaffaratissima! Ma vengo sempre a passeggiare nel tuo blog, è sempre bellissimo!
    Un caro saluto, *Maristella*.

  7. Ne avevo sentite di storie strane sulla vita dei santi, ma questa è tra quelle più particolari. Mi fa tenerezza.

  8. Grazie per aver colmato una delle mie tante…lacune. Questa Santa Limbania mi aveva sempre incuriosito e non ho mai approfondito l’argomento, ma c’è la Miss che ci viene in aiuto! Speriamo che presto la calata odierna sia messa in ordine, attualmente si trova in subbuglio, anche lo scalo ferroviario alla Santa intitolato, per non parlare della zona pedonale di Via Buozzi a tutt’oggi transennata, speriamo che tutto ritorni a posto. Bacioni e avanti MISS.

    1. E davvero, speriamo, come tu dici! Questa Santa Limbania mi ha sempre incuriosito, sono contenta che Mamma Orsa abbia trovato interessante la sua storia raccontata da me! Un bacione!

  9. mamma orsa mi aveva parlato di questo tuo racconto.oggi che voglio godere le gioie dell’ ozio l’holetto e riletto .E’ bello .molte storie di santi sono legate al mare e ai naufragi me ne vengono in mente due sant’ Antonio da Padova che partendo dal Portogallo ( non vorrei sbagliare) naufrago’ a capo Milazzo dove e’ stata edificata una piccola cappella quasi nella roccia e San Giuliano venerato a Ruoen ebbe anche lui traversie .. marittime e non dimentichiamo Giona non santo ma profeta inghiottito dal pesce…la parte macabra beh anche anticamente si aveva bisognose mistero , piu’ nero era piu’ aderiva alle persone e rimaneva incancellabile . comunque e’ una bella storia molto commovente . Io amo i santi sconosciuti mi rivolgo volentieri a loro avendo meno da fare forse ascoltano di piu ! che ne dici? ciao

    1. E’ una buona teoria, in effetti, non ci avevo mai pensato.
      Sono sempre avventurose le vite dei santi,al di là degli aspetti mistici suscitano sempre in me molta curiosità.
      Un abbraccio cara, buona serata!

  10. Nella “nuova” chiesa di San Tommaso in via Almeria vi é un altare dedicato a Santa Limbania, con statua corredata dal simbolo del suo martirio.
    Limbania si chiama una nostra concittadina artista, figlia di un noto pittore morto nel 2010, dal cognome illustre di un’antica famiglia genovese.
    G.

    1. Benvenuta Giulia, bello che ci sia la statua, devo andare a visitare quella chiesa.
      E trovo che Limbania sia proprio un bel nome, sai?
      Buona domenica e a presto!

  11. Miss, certo che approdare a Genova e scegliere di vivere sottoterra, “riabilita” un po’ Balzac, che l’aveva solo trovata di una noia mortale… a parte questa mia facezia, quel suo miracoloso approdare a Genova e la scarsa diffusione del nome, mi fanno pensare che la mia bisnonna, che si chiamava Limbania, potesse avere origini zeneisi o, quanto meno, liguri…

  12. E come se esiste la calata S.Limbania,la storia le offre un aneddoto con il monastero di S.Tommaso che diede il nome alla porta di S.Tommaso,purtroppo questa porta l’ho vista all’uscita della stazione di Principe:è li sul piazzale Acquaverde a sinistra.
    Abbandonata a sè,è li appiccicata al muro inerme vitima dell’insensibilità.Io l’ho guardata, accarezzata e le ho parlato dei tempi che furono per lei gloriosi,quando vide varcare la sua soglia in atto fuggire gli austriaci.Alla sua sommità riporta i segni dei secoli,ma altretanto bella.
    Tace questa porta e piange,mi sono soffermato anche alla mia partenza da Genova,le ho detto che la ricorderò,e che dirò a Dear Miss Fletcher che scriva un commento su di te e anche delle fotografie,tante perchè sei bella.
    Concludo sostenendo che i santi (vedi S.Limbania in questo caso) stupiscono sempre per quello che fanno,spinti dalla forza di Dio che è l’amore: non sarebbero santi,e per comprenderli occorre inabissarsi nel mare di Dio,senza di che non li possiamo comprendere.
    Grazie Dear Miss sono felice di quello che scrivi.Un saluto da mauro

  13. Buona sera, mi sa dire perchè si è spostata a Voltri in qualla chiesette la devozione verso la Santa? Ho letto da qualche parte che dovrebbero esserci le sue reliquie ma lei parla della chiesa di capo Santa Chiara.

    Grazie

    Pier Luigi Gardella

    1. Buonasera a lei, della chiesetta scrissi tempo fa, forse le reliquie saranno lì, so che dalla chiesetta parte il cammino di Santa Limbania.
      Buona serata a lei.

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