E se una mattina in Vico di San Bernardo

Ci sono cose che accadono in un determinato istante.
E basterebbe una minima frazione di tempo perché tutto mutasse.
Così è nella vita, del resto.
Vi sorprenderete mai a interrogarvi sulle infinite possibilità del vivere e sulle varianti che possono cambiare il corso degli eventi?
A me capita spesso, soprattutto in certi istanti.
Vista, tatto, udito e certe esperienze uniche, irripetibili.
E rimani a porti certe domande.
E se in quel momento non fossi stata lì?
E se fossi stata distratta, assente, pensierosa?
E se.
E se invece.
E invece no.
Io c‘ero.
Io ho detto quella parola, accennato quel sorriso, sono rimasta in silenzio.
Ed era il momento giusto, proprio quello.
E se.
Io c’ero.
Una mattina di settembre, in Via San Bernardo.
Cercavo cosa? Nulla, in realtà.
Camminavo.
E se.
E se invece non sei distratta.
E se alzi lo sguardo, proprio in quell’istante lì che poi non torna.
Oppure sì, torna, ma chissà quando.
Sapete, ci sono tutte le variabili del caso.
E se invece sei lì.
E alzi gli occhi.
Una facciata color giallo chiaro, una tinta sfumata.
E un raggio di sole.
Potente, forte, effimero.
E se.
In Vico di San Bernardo.

Vico di San Bernardo

31 pensieri riguardo “E se una mattina in Vico di San Bernardo

  1. Beh tu sei la regina degli attimi saputi cogliere e nulla sfugge al tuo sguardo per non parlare di come riesci a creare una magia di parole intorno ad ogni singola foto! Sei unica 🙂 bacioni

  2. Molte volte mi sono fatto qualche domanda simile alle tue, e mi rendo conto che a volte siamo spettatori della natura in momenti unici ed irripetibili, spesso mi accade guardando il cielo, con nuvole di forma particolare, oppure in un bosco con effetti di luci e mi chiedo se saranno visibili di nuovo, qualcuno rivedrà quasto spettacolo, magari fra cent’anni ?.
    Una prova di cose che ti lasciano basito è nel mio sito http://www.perstaglieno.it, in una articolo che si parla della tomba Gattorno, dieci anni fa feci una foto con una macchina tradizionale, dopo aver ripulito la tomba, portai a sviluppare il rotolino, la grande sorpresa fu che guardando la foto era venuta fuori sopra la testa della statua un’aureola a forma esagonale di colore rosa, uno spettacolo unico ed irripetibile.
    Eugenio

    1. Sapevo che mi avresti capita, caro Eugenio.
      Ho appena visto la foto, è veramente incredibile, sembra un’aureola.
      La luce fa regali bellissimi!
      Ti abbraccio!

  3. Ti leggo sempre anche se poi raramente commento. Sappi però che ti ammiro tantissimo per come sai cogliere i minimi particolari.
    Sei un persona sensibile e profonda e , la cosa più bella, è che condividi con gli altri le tue piccole (grandi?) scoperte.
    Avanti così!
    Grazie.

    1. Grazie di vero cuore, sono felice di leggere parole come le tue.
      Il blog per me è questo, scambio e condivisione, sono contenta che a voi questo arrivi.
      Un abbraccio grande a te!

  4. Mi piace! Brava Miss! E se … tu non fossi passata di li in quel momento e non avessi alzato gli occhi, non avremmo mai potuto vedere un’immagine così bella e leggere queste parole! Un bacione, complimenti.

  5. Mi viene in mente “Sliding doors”… ma si cara amica, io sono abbastanza fatalista: se una cosa avviene c’è un disegno sotteso, che magari ci sfugge al momento.
    Tu eri lì e mi pare di capire che avresti potuto scroccare, lo dico alla romana 😉 un caffè al Sig. Maurizio!
    E quella luce ha un che di speciale.
    Un abbraccio sotto la pioggia Susanna

  6. “E rimani a porti certe domande.
    E se in quel momento non fossi stata lì?
    E se fossi stata distratta, assente, pensierosa?
    E se.
    E se invece.
    E invece no.
    Io c‘ero.
    Io ho detto quella parola, accennato quel sorriso, sono rimasta in silenzio.
    Ed era il momento giusto, proprio quello.
    E se.
    Io c’ero.
    Una mattina di settembre, in Via San Bernardo.
    Cercavo cosa? Nulla, in realtà.
    Camminavo.
    E se.
    E se invece non sei distratta.
    E se alzi lo sguardo, proprio in quell’istante lì che poi non torna.
    Oppure sì, torna, ma chissà quando.
    Sapete, ci sono tutte le variabili del caso.
    E se invece sei lì.
    E alzi gli occhi.
    Una facciata color giallo chiaro, una tinta sfumata.
    E un raggio di sole.
    Potente, forte, effimero.
    E se.
    In Vico di San Bernardo.”
    Questa tua, cara signora Fletcher, è un’avvolgente, magnifica e magica poesia! COMPLIMENTI!!!!!!

  7. molto profondo ciò che hai pensato e scritto… la foto inoltre è curiosa: pare quasi che una lampada spenta possa illuminare e proiettare la sua ombra… sì, la luce ne sa una più del diavolo… Miss, “carpe diem” e tu l’hai colto…

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