E poi ci sono quei caruggi per i quali non trovo le parole, sono semplicemente i caruggi che piacciono a me.
Fanno parte dei miei percorsi quotidiani, quando vado a fare la spesa nei vicoli mi godo la loro poesia.
Salgo da Via Cairoli, poi svolto verso la chiesa di San Siro e lì di fronte c’è la Salita che prende il nome da colui che fu vescovo di Genova, da lì si arriva a Fossatello.
Una sinfonia di persiane e l’ombra che regala queste tonalità di colore.
Però guarda lassù, c’è uno squarcio d’azzurro sopra di te.
E non so dirvi quante fotografie ho scattato in questo semplice vicoletto nel corso degli anni.
Se capiterete qui in un giorno d’estate, allora vedrete la luce accarezzare gli antichi muri, pensate a quante generazioni di genovesi si sono affacciate da queste finestre.
Sole, un raggio che batte su una facciata.
Ed io mi fermo a guardare l’edicola vuota, le finestre con le grate, un vasetto di colore viola.
Certo, qualche restauro renderebbe tutto più ordinato e armonico, eppure per me certi vicoli restano comunque speciali.
E’ casa, è Genova.
E mentre sono lì che fotografo si apre un’imposta e si affaccia una signora che mi domanda incuriosita cosa stia facendo.
– Fotografo i panni stesi e il cielo! – Risposta ovvia, eh!
Abbiamo chiacchierato un po’, lei lassù ed io in mezzo al vicolo.
Sì, quando vado nei caruggi trovo sempre qualcuno alla finestra.
E’ accaduto anche qui, una mattina di luglio.
Salita San Siro è uno dei luoghi dove si è fatta la storia di Genova.
Era il 1436 e il popolo della Superba si ribellò contro il tiranno Opizzino d’Alzate, c’è una lapide in memoria di ciò che accadde, qui trovate la storia rocambolesca e avventurosa di quegli eventi, è uno dei primi articoli che ho scritto sui caruggi.
Oggi volevo solo portarvi con me, in uno dei posti dove si scorge la bellezza, tra i muri antichi, tra i tetti che si sfiorano, in quell’altezza che racchiude e protegge il respiro della Superba.
Pochi passi e poi ti volti indietro, laggiù c’è la chiesa, una lama di luce cade e batte sul vicolo.
E’ luce di caruggi, in Salita San Siro.









Che bella passeggiata mi hai fatto fare stamattina in questo caruggio così suggestivo, con le sue luci e le sue ombre! Foto e parole si sposano insieme per evocare l’ atmosfera di questo angolo di Genova. E chiacchierare poi con la signora alla finestra! Chi ha mai detto che i genovesi sono scontrosi? Tutta invidia vero Miss?
Ma infatti, non è così secondo me, io trovo sempre persone socievoli e in vena di parlare con gli altri.
Bello che sia piaciuto venir per caruggi con me Anna, buona domenica!
Bellissima passeggiata e sempre più voglia di venirti a trovare, dai sarà l’anno buono! Buona domenica
Brava Londarmonica, vieni a fare un giretto da queste parti, ti piacerà!
Stupenda passeggiata in luoghi già magici di per sé, ma che tu, fatina dei caruggi, con le tue foto e le tue poetiche parole sai come rendere ancora più speciali! 🙂
Fatina dei caruggi mi piace proprio tanto, grazie Anna Maria, un commento da incorniciare!
Come si passeggia bene con te. Quanta gente percorre le strade della propria città senza più vederle. È un dote rara la tua che hai il dono di “guardare”
E io fatico a capire come si faccia a vivere la propria città senza vederla, so che accade però.
Grazie Katia, buona domenica!
Mi è proprio piaciuta questa passeggiata con te…….grazie Miss.
A te Orietta, passa una bella domenica!
Riesci sempre a trovare le parole giuste per valorizzare ogni singolo raggio di luce. Questo vicolo deve davvero essere speciale! Bacioni cara, l’ultima foto è strepitosa 🙂
Quella foto piace tanto anche a me.
Grazie amica, sei sempre generosa e gentile!
E quel sole che filtra in modo così oculato…per esaltare certi dettagli 😉
Grazie, un abbraccio Susanna
La perfezione, cara Susanna!
Un bacio a te amica, a presto.
Genova ti deve qualcosa. Bellissima passeggiata.
Sono sempre io a dovere qualcosa a lei, tutta questa bellezza prima di ogni altra cosa.
Grazie cara, buona serata.
Che vertigine, case e tetti e addirittura le persiane dei due lati sembrano sfiorarsi… Solo a Genova è possibile 🙂
E quelle sono le mie prospettive preferite, Tiptoe!
Questo sci co l’è un carruggio che conoscio quande sciortivo da Scheua o VEII via Cairoli e dapoi zu da S.Sci e salita S.Sci pe’ annamene Sottoria a mangiame doi cucculli, che belle viste ti gh’è faeto Miss o se meita tutte comme tutti i atri ns.belli carruggi!!!:))) Ciao Cariscima un abbrasso !:)
Ah Pino, che bellezza! Uno dei miei caruggi del cuore è caro anche a te, sono proprio contenta caro!
Un abbraccio grandissimo a te, buona Epifania!
ma la signora non ti aveva riconosciuto? Ormai…dovresti essere una celebrità
Ah no, però ho promesso di tornare a trovarla, lo farò di sicuro 🙂 !
prima o poi ti inviterà in casa
Miss, il post di Opizzino che tratta di Salita San Siro, è più che altro storico, in questo invece spicca l’affetto che provi per il selciato, per i muri e per i tetti che costituiscono questa Salita, tra l’altro, forse percorsa in braccio a sua madre, dal bebè Mazzini Pippo in occasione del suo battesimo… e devo dire che trovo quanto mai appropriato che per raggiungere un Tempio come San Siro si debba percorrere una salita…
Hai ragione su Mazzini, queste sono le sue zone, caro Sergio!
Buongiorno a te caro!