Dapprima furono i pentolini.
Se penso ai miei giochi d’infanzia, questo era certo uno dei miei preferiti e come tutte coloro che sono state bambine agli inizi degli anni ’70 anch’io avevo un’infinità di padellini, coperchi e piccole pentole, naturalmente avevo anche un vasto assortimento di frutta e verdura di plastica.
Essere bambini allora era forse diverso rispetto adesso?
Io da piccola mi mettevo seduta per terra e potevo andare avanti a giocare per conto mio per un pomeriggio intero senza annoiarmi mai, una bella fortuna!
Giocando, da soli o in compagnia, si diventa grandi.
E poi c’erano le amichette, anche voi ne avevate alcune che abitavano nel vostro palazzo?
Io le avevo e così a una certa ora del pomeriggio ci si trasferiva in casa dell’una o dell’altra portandosi al seguito tutto l’armamentario del caso: non solo i pentolini anche il consueto Cicciobello, credo che lo abbiano avuto tutte le bimbe della mia generazione, io al mio ero proprio affezionata.
E ovviamente c’erano anche le Barbie.
Io ne avevo una di quelle con le gambe dure che non si piegavano, altre due snodate e flessibili, due Skipper e un Ken.
E tutti loro avevano un guardaroba di tutto rispetto, un giorno tirerò fuori la valigetta che contiene tutti i vestitini e vi mostrerò l’abito di pizzo rosso o la vestaglia rosa trapuntata.
La Barbie, di default, perde le scarpe, non so come sia adesso la questione ma allora non c’era proprio verso che si riuscisse a fargliele tenere.
E la biondissima diva ha questi capelli difficili da pettinare, diciamolo.
La mia Barbie e quelle delle mie amichette erano sempre sul pezzo, organizzavano feste, andavano spesso in vacanza, erano provette cavallerizze e di lavorare non se parlava nemmeno!
E come già ho avuto modo di scrivere ai tempi ci dilettavamo anche con la Reginetta del Ballo.
Noi bambine degli anni ’70 amavamo i giochi in scatola.
Tra i tanti il classico Monopoli, il gioco dei Peanuts, Scoop e poi anche Giro del Mondo, da allora i confini delle nazioni sono molto cambiati.
Tra tutti i giochi uno dei miei preferiti era in una piccola scatoletta rosa, qualcuno di voi se lo ricorda?
Una ruota da girare e una lettera che il destino vi assegna, esce la lettera S?
Rispondi alla domanda sul cartoncino bianco, devi nominare un cantante celebre, una città italiana o francese e così via.
Ecco, diciamo che se volete fare una partita io ci sono, eh!
Noi bambine degli anni ’70 facevamo puzzles immensi.
E li si sistemava sulla scrivania di papà, d’altra parte dove altro vuoi metterla la Torre Eiffel?
Ecco, che i puzzles li finissimo pure è tutto un altro discorso, io ne ho uno con 3 cavalli bianchi che penso di non aver mai terminato.
E noi bambine degli anni ’70 facevamo braccialetti e collanine, un giorno vi mostrerò la mia scatole delle perline, non avete idea di quante siano!
E poi facevamo i cestini, vi ricordate?
Alzino la mano tutte quelle che hanno fatto i cestini con la rafia!
A quanto vedo nella scatola ce n’è ancora uno da confezionare, che sia il caso di provvedere?
Noi bambine degli anni ’70 ci facevamo la merenda da sole.
Eh sì, mi riferisco al Dolce Forno!
In casa mia ne era fortunata proprietaria mia sorella, si seguiva tutta la procedura e si attendeva che il profumo di dolce si spandesse dal magico fornetto.
Si aspettava e con una certa impazienza, bisogna dirlo.
E poi usciva la tortina, bella tonda e dorata, ditemi, vi ricordate che sapore buono aveva?
Noi bambine degli anni ’70 amavamo i pennarelli, i gessetti e le matite colorate, adoravamo pasticciare con il Das, le tempere e gli acquerelli.
L’importante era far qualcosa, ferme non ci stavamo mai!
E poi si guardava la TV dei ragazzi e subito dopo Carosello a letto, frase che avrete sentito miliardi di volte anche in casa vostra, lo so.
E naturalmente non posso scrivere tutto di noi e di come eravamo, altrimenti questo articolo non finirebbe più.
Avevamo tanta fantasia e portiamo con noi tutti i nostri ricordi.
Essere bambini allora era forse diverso rispetto adesso?
Tempo fa ai giardini di Corso Firenze per terra ho trovato un disegno, era uguale a quelli fatti da noi bambine degli anni ’70.




Un ritratto perfetto! Poi chi come me aveva un fratello ogni tanto si ritrovava anche a giocar con il trenino 😉 è incredibile come tu abbia conservato tutto, io da anni non ho più nulla e neppure delle mie figlie ho poco e niente. Non sono una che conserva anche perchè non ho mai avuto molto spazio in casa. Bacioni e buona domenica!
Ah il trenino, che bello, quello non l’ho mai avuto.
Ehm, io ho tenuto proprio tutto, i giochi in scatola hanno tutti i loro i pezzi e possiamo fare una partita quando vogliamo Viv 🙂
Bacioni cara, buona domenica a te!
Non ne dubitavo!!!
Conta pure su di me Viv 😉
Bell’articolo. Carico di ricordi delicati.
Those Things (Migs Salted Dub Deluxe) di Miguel Migs Feat. Lisa Shaw
Grazie, è il naturale fluire della memoria.
Buona domenica a te!
Noi bambine degli anni ’70 si giocava spesso anche in strada, con la settimana, o campana tracciata coi gessetti. Del gioco delle barbie avevo un’altra versione, poi ci regalarono (a me e mia sorella) il camper e il salone di bellezza, ahimè, persi. In strada giocavo con soli maschi e più che giocattoli valeva la fantasia
Ecco, campana o anche detto pampano da queste parti!
Io in strada a Genova no, magari ai giardinetti o a Parchi di Nervi, poi c’era il mare e c’era Fontanigorda e lì mi sbizzarrivo.
Avevi il salone di bellezza di Barbie? Bambina fortunatissima!
Bacioni Katia, buona domenica!
Un regalo di parenti. Non sai quanto l’ho apprezzato
Mi hai fatto venire voglia di scrivere un post come il tuo, sui miei giochi e giocattoli di noi bambine degli anni ’80! Non c’era molta differenza, sai? Anch’io avevo il Dolce Forno, ma non era quello di marca, era un altro, che funzionava benissimo comunque; e il Giro del Mondo, che ho portato qui con me nella casa “da grande” e con cui ho giocato di nuovo qualche volta. Non avevo molte Barbie ma una marea di vestitini, molti dei quali fatti dalla nonna: erano bellissimi. E poi avevo (della Barbie) la cucina e il letto a baldacchino. Credo che i miei genitori abbiano tutto in cantina o in garage, mia madre è una che non butta via niente. Mi fermo qui, se no non finisco più…
Buona domenica di pioggia e neve 🙂
Brava la tua mamma che non butta niente!
Uh, dunque anche tu giocavi al giro del mondo? C’erano certe città con nomi esotici e strani sulle quali facevo infinite fantiasticherie, sai^
Allora aspetto il tuo post sui tuoi ricordi di bambina, chissà che non ci siano altri giochi in comune.
Bacioni Tiptoe, buona domenica a te!
Io bambina degli anni ’50 avevo meno cose….ricordo con affetto il mio bambolotto di celluloide, una novità per quei tempi, prima le bambole erano col viso e le gambe di gesso. La Barbie non era ancora …nata.
I miei figli hanno avuto tutti i tuoi giochi….in più i Lego e i Play Mobil, e….poi sono arrivati i primi giochi elettronici…da collegare alla TV….
Ora mia nipote di tre anni gioca con il Mini Ipad ….mah…..che dire….???
Anch’io giocavo con i Lego, che bello che era, divertentissimo!
E i chiodini? Pure con quelli mi divertivo, cara Gabriella.
Grazie di aver condiviso i tuoi ricordi con me.
Delicato, tenero… un magico articolo alla recherche du temps perdu…
Grazie cara Anna, quando parlo della mia infanzia non mi fermerei più!
io ero bimba negli anni ’60….e ricordo una meravigliosa bambola che si chiamava Silvia, bionda e con gli occhi azzurri. Erano tre, Susanna, Silvia e Sheila, dai capelli ed occhi di colori diversi, antesisgnane delle Barbie, forse….erano le prime bambole proprietarie di un fantastico guardaroba….E chi è stata come me bimba negli anni ’60 NON PUO’ NON RICORDARE i mitici Poldina ed Andrea, due meravigliosi bambolotti-neonati: accetto scommesse!
E poi c’erano ” i giochi delle’estate”, quando, per tre mesi, ci si trasferiva nella casa in campagna ed erano biciclette, nascondino, pattini a rotelle, capanne costruite nel prato di casa e la libertà di poter girare da soli, tanto il paese è minuscolo!
E soprattutto una cosa: la soffitta di casa, enorme, piena di mobili vecchi, con cui costruire case e bauli, pieni di vecchi vestiti: il più ambito era il vestito della prima comunione della zia Tony che a noi, bimbe di 6/7 anni, faceva da perfetto abito da sposa! Ci hanno giocato generazioni, in quell’enorme, luminosa soffitta!
Un grande abbraccio Emanuela
Uh, io Poldina e Andrea non me li ricordavo ma sono andata a cercare l’immagine sul web, sono bellissimi!
Nella tua soffitta io mi ci sarei proprio divertita, cara Emanuela.
Un abbraccio e buona domenica a te!
Quanti bei ricordi. Bambole, pentoline, campana, elastico e anche biglie. E il dolce forno? Mitico. Invitavo le amichette per merenda e preparavo certe tortine.
Grazie miss.
Il dolce forno Stefy era una vera bellezza con quelle tegliette per le tortine!
Grazie a te cara, buon pomeriggio!
Nodo in gola. Ma di commozione e dolci ricordi. Anche se io sono un pochino (ino ino, eh?!) più grande ed ho qualche “scatola” diversa da queste che ci mostri…(Allegro chirurgo, ad esempio, Piccolo chimico, Scarabeo…..) però mi ci ritrovo tutta in questo tenero post.
Un abbraccio e buona domenica
Susanna
Sei poco più grande di me Susa e i giochi che nomini me li ricordo anch’io, lo Scarabeo ce l’ho ancora ma gli altri due non li ho mai posseduti, passo da te per una partita 🙂 ?
Smacl amica mia, buona serata!
Oh! Oh! Torno dopo un anno e m’imbatto in un post bellissimo. Ma c’era da aspettarselo con te Miss. Ebbene, io sono arrivata qualche anno dopo, ai bei tempi ben più moderni, di Gira la Moda e Crystall Ball 😀 ma questo tuo articolo ha ugualmente riportato a galla ricordi meravigliosi. Sei sempre la solita….. ossia, speciale.
Le Crystal Ball me le ricordo anch’io, caspita sì! Felice di averti suscitato ricordi belli.
Bentornata cara, torneremo a scoprire con te la riviera di Ponente!
Io non sono degli anni ……….. ma giocavo anche io ,questo è un dolce ricordo, giochi diversi ma lo stesso divertimento, lo stesso entusiasmo, è piacevole ricordare. Ciao buona serata
Giocare era bellissimo, cara Ottavia! Un abbraccio!
e di lavorare non se parlava nemmeno
Cara Miss… ti sei tradita;)
Ma Mauro! Poi io a differenza della Barbie non so andare a cavallo, ecco!
Ecco, la Barbie la vedevo solo dalle amichette a me è stato giusto permesso avere “la reginetta del ballo”. Ma quanto ci abbiamo giocato…
Io tantissimo, era uno dei miei giochi preferiti! Quando vogliamo fare una partita io ci sono 🙂
Anche io bambina felice degli anni ’70 trascorrevo pomeriggi interi seduta per terra (ma come si faceva a star sedute per ore con le gambe piegate dietro? impossibile!!!) con pentolini, bambolotti (Poldina la mia preferita) da cambiare e curare. E poi nelle belle giornate primaverili a Villa Piaggio con le bici, i pattini e il gioco dell’elastico, che se lo ricorda?
Hahaha, Nocciolina quanto hai ragione, come si faceva a star seduti a quel modo?
Villa Piaggio? Chissà, magari avremo anche giocato insieme!
Grazie del tuo commento, buona serata a te.
buongiorno scusate ma qualcuna si ricorda di quella bambolina con le fattezze della barbie ma molto più piccola,aveva un nome corto
Benvenuta Patty! Intendi per caso la Skipper? Era la sorellina minore di Barbie!
Miss, è stato durante l’attesa che cuocesse il tortino nel Dolce Forno che hai scritto la letterina alla Cattainin dae reste?
E chissà 🙂
Grazie Sergio, buongiorno a te!
Io ho perso tutti i miei giochi perché mamma,allo scoccare dei miei dodici anni,decise che ero diventata troppo grande e fece un gran pacco per le orfanelle. Ci restai malissimo.bMia sorella,resa forte della mia esperienza,difese coi denti le sue Barbie.
Morale della favola:le bambole e il Winnie Pooh delle mie figlie ancora troneggiano sulla libreria
Eh beh, capisco!
Paco Rabanne. Gioco: vestito per bambine. Tessere colorate unite insieme con gancetti. E voilà!!!! pronta per festa ☮️
Che divertimento!