Camminando per la città, in ogni stagione, capita di vedere colori allegri sui fili da stendere.
E ci sono certi luoghi, nei caruggi, dove sai già che troverai un lenzuolo rosa che sventola sotto ad un ritaglio di cielo.
Tinte pastello, chiare e tenui, tinte da bimbi.
Anche se spesso non è a loro misura, la città è anche dei piccoli.
E giro, girotondo, casca il mondo.
Si tengono per mano i bambini dipinti dagli studenti dell’artistico nel Sottopasso di Corvetto, c’è da sperare che i grandi abbiano rispetto e cura nel conservarlo, per tutti quelli che girano ancora con la cartella sulla spalle e anche per coloro che, pur essendo già cresciuti, comunque apprezzano ogni forma di bellezza.
Cieli turchesi, mollette e corde sospese.
Fucsia, verde acido, cose piccine per genovesi piccini.
Sono quelli che magari hanno tolto da poco le rotelle alla bicicletta e per loro le strade della città sono una fantastica avventura.
Vento, aria di mare e diverse sfumature di Genova.
Tutine, magliettine, cose da grandi e cose da bimbi.
Sali sul treno oppure sul cavallo? Difficile scegliere, eh!
E poi la lapide in ricordo dei prodi che seguirono Garibaldi nella sua impresa e poi righe e un lenzuolo che abbraccia sogni e castelli in aria.
Muri gialli caldi di sole e azzurro, azzurro, azzurro.
E ancora azzurro.
Ci sono posti, nei caruggi, dove già sai che troverai tutti i colori dell’arcobaleno.
E quando il sole picchia e i suoi raggi filtrano nei vicoli bui, prova ad alzare gli occhi in Via San Bernardo.
Guarda su, tra i caruggi stretti, nella prospettiva dei palazzi così vicini.
Rosa, bianco, tinte chiare e una striscia di cielo.
E ancora azzurro, ancora bimbi e panni stesi, ancora nel sottopasso di Corvetto.
E il tempo scorre, certi palazzi hanno addosso la patina degli anni passati, delle vite vissute, nuove vite e nuove storie li abitano.
Ed è profumo di bucato e sfumature di violetto, celeste e ancora fucsia, cose che si vedono nei caruggi di Genova.
Coperte a quadretti.
Scalderanno il sonno di grandi o piccini?
Una ninna nanna, un sonaglino e gli occhi che si chiudono.
Coperte, pendono sopra l’effige di Colei che rappresenta tutte le madri.
Finestre, cielo e nuvole che si riflettono sui vetri.
E un filo intero di minuscole magliettine.
E sono primi passi, prime parole, prime esperienze.
La città dei grandi è anche dei più piccini e quando scendete giù per certe creuze fate attenzione e cercate di non far rumore.
Là, dorme una piccola principessa.


















Bellissimi i bimbi “stesi” ma anche i panni che fanno tanto primavera, specie se si stagliano su un cielo azzurro! Quanto al mezzo non ho dubbi: cavallo per me, del resto siamo già d’accordo, no? Lascerò il carretto a casa e verrò a Genova a cavallo visto che quello lo parcheggio a qualsiasi anello. Il treno ovviamente è per Katia 🙂 bacioni!
Sì, sì, il cavallo è tuo e il trenino naturalmente è per Katia, fantastico!
Un bacione Viv, grazie!
Ah! I nostri inconfondibili panni stesi Miss! Bellissime immagini. Un post dedicato anche ai piccini, mi sembra giusto… 😀 Mi hai fatto venire in mente lo splendido carro fiorito che hanno fatto qualche giorno fa a Cipressa, paesino vicino a me, per la festa dei “Carri Fioriti” di San Remo. Ebbene con i fiori, hanno creato i panni stesi tra i nostri carrugi ma dovresti vedere che roba. Questi fiori messi insieme a formare una maglia appesa a un filo. Proprio bello. Buona giornata e un abbraccio.
Adoro i panni stesi e le cose piccine sui fili da stendere mi fanno proprio tenerezza!
Grazie Meg, un bacione a te.
Ah bene bene cara Miss, per fortuna che non siamo solo noi “terroni” a stendere sfilze di panni colorati che asciugano al vento! 🙂
Ma quanto mi manca un ritaglietto di quel cielo azzurro 🙁
Qui stamattina nubi, pioggia e vento gelido
Bacetti Susana
Sono bellissimi i panni stesi, colorati e scenografici, nei caruggi poi sono spettacolari!
Bacetti a te cara, qui oggi è primavera ma non credo che duri!
sono belli i panni stesi, ci si costruiscono sopra mille storie, vero?
Si indovina la vita di chi vive dietro a quelle fila di bucato, si indovinano i bimbi dalle loro tutine, dai bavaglini, dalle piccole coperte.
Davvero viene un gran moto di tenerezza….
Ma a quanti è capitato di stendere il bucato dei vestiti di Barbie, bikini compreso? A ME SI’!!!!!…altro che tenerezza….
un abbraccio Emanuela
Hahaha, Emanuela,se trovassi un filo da stendere con i vestiti di Barbie non potrei fare a meno di fotografarli, credimi!
Un abbraccio a te carissima!
Che belli i panni stesi. Fanno primavera, fanno mare. I bimbi stesi poi, o che si tengono per mano, mettono gioia. Spero rimangano incontaminati
E lo spero proprio anch’io, non hanno ancora terminato di dipingere il sottopasso di Corvetto, attendo di vederlo finito cara!
Un bacione a te Katia!
Bellissimi! IQuesto periodo credo il migliore per gustare caruggi e panni che svolazzano!
E’ vero, così pieno di luce chiara e bella!
Grazie Elena, un bacione a te.
Anch’io “voto” per i bimbi stesi: ma anche quella è un’opera dei ragazzi dell’artistico?
Poesia di caruggi, poesia di Genova 🙂
Sì, sì, è sempre opera loro e quando sarà terminato tornerò a fotografarlo, verrà bellissimo, ne sono certa.
Leggo con gioia e gratitudine tutte le meraviglie pubblicate ma non ho mail il tempo per commentare! Grazie perché per che adoro Genova trovare questa corrispondenza e scoprire nuovi angoli con fotografie così belle e comunicative è una vera goduria! E poi la leggiadria nel commentare, la poesia del vivere questo contatto con la natura che condivido pienamente!
Grazie, grazie con tutto il mio cuore
Gemma
Benvenuta Gemma, sapessi che piacere leggere questo commento, mi rendi molto felice!
E sono conotenta che tu abbia la mia stessa percezione di Genova e della sua poesia, grazie di queste bellissime parole.
A presto con il prossimo giro a zonzo per la Superba!
Miss, bimbi non di cartone, stesi ad asciugare, non credo sia facile vederne nei caruggi… le mamme genovesi preferiscono asciugarseli in casa con accappatoi e spugne…
E certo, però ci stavano bene questi disegni del sottopasso!