L’elegante Via Balbi con i suoi palazzi di pregio, una via elogiata persino da Stendhal che la definì la strada più bella d’Italia.
Qui è ubicato Palazzo Reale, qui hanno sede diverse facoltà universitarie ospitate in edifici storici.
Io proverò a raccontarvi non tanto la strada del fasto, vi narrerò alla mia maniera la via del quotidiano di altri giorni, lo farò seguendo le indicazioni di un mio preziosissimo libro, la Guida Pagano del 1926.
Pronti ad andar per negozi?
Partiamo dal basso, da Piazza della Nunziata saliremo verso Principe, chissà cosa ci attende!

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
All’inizio della via c’è un’edicola, potremo così acquistare il nostro solito giornale, in seguito suggerirei di fermarsi a guardare la vetrina dell’antiquario Capurro.
Poi c’è la signora Faustina che vende olii e saponi, un orologiaio, un ombrellaio, un falegname e un fotografo.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Una calzoleria, un caffè, una rivendita di sali e tabacchi.
Ecco il bazar della Signora Angela, a dirvi il vero qui ci mi fermerei a lungo!
E ancora una calzoleria, un parrucchiere, un negozio di frutta secca.
Un cinematografo, una farmacia, una drogheria e un paio di bar nella zona di Piazza San Carlo.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
C’è pure un negozio di armi e non mancano le attività connesse alla vita del porto, qui hanno sede gli uffici passeggeri di due importanti compagnie e poco distante c’è un’agenzia di viaggi.
Troviamo poi un negozio di ombrelli e uno di profumi, c’è persino una latteria Buonafede come quella che si trova tuttora in Via Luccoli.

E se venite con me a fare shopping rassegnatevi: intendo passare anche dalla modista e poi alla sala da toilette per signora di Adelaide Balestrino che tra il resto vende anche profumi!

Non ci si annoia a camminare in Via Balbi, qui è tutto un susseguirsi di botteghe, proseguiamo il nostro percorso e troveremo un negozio di mobili, una merceria, un fotografo, un elettricista, un negozio di lane per materassi e un calzolaio.
E poi ancora, un orefice, una sartoria, una valigeria, un parrucchiere e un altro negozio di mobili.
Ci sono anche un altro orologiaio, una latteria, una pasticceria, negozi di vini e salumi, di armi e di calzature, un fruttivendolo e un negozio di articoli da viaggio, una bottega di filigrane e una liquoreria.
E poi ancora, confetture deliziose ed altre calzature alla moda, raffinate biancherie e tessuti, un negozio di confezioni, uno di commestibili, un altro di ombrelli, uno di ricami e una vineria.
Poi una latteria, L’Agenzia Wagon Lits, un cambiavalute e di nuovo un negozio di sali e tabacchi.
La storica Farmacia Pescetto ancora esistente, un banco del Lotto, un parrucchiere e la Galleria Artistica del Professor Bessi, scultore.

Farmacia Pescetto – Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Ancora l’ufficio Passeggeri di una Compagnia di Navigazione, un caffè, un mobiliere e nei pressi dell’Ascensore di Montegalletto una fiorista.
Non ho citato i tanti uffici che ospitano diverse attività e i numerosi alberghi presenti nella via, sappiate che sono davvero tanti.

Un interminabile elenco di realtà commerciali che mostra un mondo ormai svanito, la sola maniera per tentare di spiegare quanto tutto sia cambiato era questa: riportare qui un frammento di quegli anni grazie all’aiuto della mia guida.
E una cosa è certa: all’epoca c’erano tantissimi negozi di ombrelli, questo mi sembra chiaro!
Riguardo a tutto ciò che è scomparso insieme a quel mondo a volte ho l’impressione che abbiamo anche in parte perduto una quotidianità più a nostra misura, Via Balbi resta una bella strada eppure immaginarla pullulante di negozi così diversi rispetto a quelli odierni è un sorprendente gioco di fantasia.

Se andate da quelle parti provate a fermarvi all’altezza di Vico di Sant’Antonio, date le spalle a Via Balbi e guardate sul muro del caruggio alla vostra sinistra.
Io qui ho frequentato l’Università, chissà quante volte ci sono passata eppure ho notato questa insegna solo pochi giorni fa.
E non saprei dirvi a quali anni risalga, ho cercato sulle mie guide e lo stesso ha fatto Eugenio per me ma non abbiamo trovato traccia di questo negozio, potrebbe essere quindi molto più recente di quanto sembri, Eugenio pensa che potrebbe risalire agli anni ’50, magari è da attribuire ad un tempo più distante, davvero non lo so.
E tuttavia, alzate gli occhi e offuscate dai giorni trascorsi leggerete queste parole: Grand Salon Toilettes.
Se apprezzate lo stile e l’eleganza fateci un salto, sono certa che non ve ne pentirete.
