Le stimmate di San Francesco di Anton Maria Maragliano

È il patrono d’Italia ed è uno dei Santi più amati, al poverello di Assisi molti rivolgono accorate preghiere e la sua immagine, effigiata in dipinti e statue, è spesso presente nelle nostre chiese e nei luoghi di culto.
È opera di Anton Maria Maragliano la scultura in legno policromo risalente ai primi anni del ‘700 denominata Le stimmate di San Francesco e collocata nella bella Chiesa della Santissima Concezione e Padre Santo.
Il gruppo scultoreo è parte di una cassa processionale ed è nel suo complesso di grande effetto e di forte espressività.
Così è effigiato il Santo mentre riceve le stimmate.

Gloriosa si staglia nel cielo chiaro la figura di Cristo mentre benedice Francesco.

Due piccoli putti si librano in volo sul una nuvoletta impalpabile.

L’insieme delle molte figure restituisce un senso di grandezza e di solennità.
A terra, al centro, è posato un teschio.

Sulla sinistra si notano un angelo e un frate francescano che volge lo sguardo verso il Santo di Assisi.

Fremono le ali delle creature celesti e i boccoli paiono accarezzati da lieve brezza.

E Francesco, in estasi mistica e retto da un affabile angelo, così mostra le palme delle mani pronte a ricevere le stimmate.

L’estro e il talento di Anton Maria Maragliano ci hanno lasciato un’opera di stupefacente bellezza, soffusa di armonioso misticismo e così ancora oggi possiamo ammirarla nella nostra Chiesa della Santissima Concezione e Padre Santo.

9 pensieri riguardo “Le stimmate di San Francesco di Anton Maria Maragliano

  1. Quasi un racconto che si sviluppa in questo gruppo scultoreo che sembra di grandi dimensioni. Lo è davvero o le immagini traggono in inganno? Buon lunedì cara!

  2. Anton Maria Maragliano da come ha scolpito il gruppo, fà capire che era anche devoto di S.Francesco.Perchè realizzare una simile immagine, in un momento così particolare della vita del Santo “estasi”significa entrare nella sua ombra ed elaborare nella scultura ciò ha provato il Santo!
    In quel momento non sei ne in cielo ne in terra,estasiato e dalla bellezza di Cristo, e nel contesto del dolore,l’anima prova un piacere che non si può descrivere a noi mortali se non per grazia di Dio Onnipotente.Il Maragliano sepur in modo molto espressivo solo in parte ne ha riprodotto quel momento,che per il Santo rimarrà impresso.Molto bello,a Dio piacendo a marzo sarò per una settimana a Genova, evviva la città più colorata del mondo. Grazie my Dear Miss Fletcher

    1. Che magnifico commento, hai scritto, caro Mauro, su questi argomenti sei sempre molto ferrato e induci interessanti riflessioni.
      Evviva che vieni a Genova, sono contentissima, so che ci tenevi da tanto, mi raccomando tienimi aggiornata in merito eh.
      Grazie a te, caro, buon pomeriggio!

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