Camminando nel passato davanti a Villa Rosazza

E ritorniamo a camminare nel passato, la mia macchina del tempo ci condurrà davanti al mare, là dove il porto freme di vita e di traffici e nei pressi della magnifica Villa Rosazza.
Alcuni genovesi si dirigono verso la farmacia per fare qualche acquisto, in primo piano c’è un ragazzino che ci osserva da quel tempo distante.

Sull’altro lato poi una persona si allontana lentamente mentre si nota appena un cavallo probabilmente intento a trainare un carretto.

E poi, sulla panchina ci sono loro, si chiamano Checchin, Baciccia, Vincenzo, Franchino.
E sanno correre veloci come il vento, fanno le gare con grette e poi giocano a guardie e ladri tra le case ma quando la mamma li chiama vanno subito a casa.
E sono amici ma di quelli che restano per sempre, sono come fratelli.
Un po’ spavaldi e avventurosi, felici di quelle felicità che si provano solo nei giorni d’infanzia e quando poi si diventa grandi ci si prova invano a cercare di ricordarsi com’era quell’emozione destinata a restare gioia inafferrabile di anni perduti.
Amici, fratelli. Per sempre.
E verrà la guerra, la trincea, il tempo della lontananza e del dolore.
E verrà il tempo del ritorno per ritrovarsi ancora là sulla panchina e qualcuno però mancherà, nel tragico e crudele gioco della vita.

Così passando da quelle parti sembra ancora di ritrovare quella frazione di tempo tranquillo e distante.

E pare di rivedere ancora i nostri Checchin, Baciccia, Vincenzo e Franchino con quei loro sorrisi ingenui.
Nel passato di Genova, davanti a Villa Rosazza.

6 pensieri riguardo “Camminando nel passato davanti a Villa Rosazza

  1. Quando parli di quei gruppi di ragazzini ignari dei tempi difficili che li attendono si stringe sempre un po’ il cuore… come siamo fragili! Un abbraccio cara

  2. Miss, i ragazzini intorno alla panchina, sembrano essere nove e tu invece hai dato solo quattro nomi… la prossima volta devi impegnarti di più…

  3. Un altro tesoro di Genova sopravvissuto!Dico così perchè dalle letture che ho fatto in questi anni,quella zona subì uno sbancamento:devo vedere con i miei occhi.Il verde circostante è rimasto,e considerata la presenza di bambini mi chiedo se non vi fosse anche una scuola all’interno.Con le guerre all’orizzonte chissà quale destino avrà riservato loro la sorte!
    Molto bella,e in bianco nero ancora più bella.Grazie Dear Miss

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