Elogio della lentezza

Nessuna frenesia, nessuna fretta.
Solo la gioia di fermarsi ad ammirare un panorama, ad assaporare la quiete, i profumi di un luogo, i suoi colori.
E prendersi tutto il tempo senza pensare al tempo, senza guardare l’orologio.
Passeggiare, fare una sosta ristoratrice, riprendere il cammino.
Guardarsi intorno, scoprire i negozi, osservare le vite degli altri, perlustrare strade, attraversare piazze mai vedute, trattenere nello sguardo la memoria di un luogo, il ricordo di un’esperienza.
E ritrovarsi alla ringhiera, guardando i tetti.
Senza nulla da poter realmente afferrare, trattenendo negli occhi soltanto una diversa bellezza, un orizzonte per te inesplorato.
Piano, con dolce lentezza.

8 pensieri riguardo “Elogio della lentezza

  1. rallentare il tempo mi riesce sempre meno in città … solo la presenza di un ambiente naturale riesce a placarmi la mente e la percezione d’ insieme

    1. Lo capisco, io quando vedo i turisti che girano per la città prendendosela comoda penso sempre che stanno vivendo l’esperienza del viaggio nel modo giusto, sono sempre stata dell’idea che i luoghi vadano assaporati e vissuti, per quanto possibile anche in un tempo breve.

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