Una mistica beltà è posta a custodia del tomba di Giovanni Francesco Donghi sita nel Porticato Inferiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno e realizzata dal valentissimo scultore Santo Varni nel 1852.
La figura solenne che si staglia sul sepolcro ha la grazia di una statua ellenica, è armoniosa e perfetta per proporzioni e stile.
Essa è la rappresentazione della Prudenza, virtù cardinale che era evidentemente propria del defunto.
E reca con sé i suoi simboli, così in una mano trattiene un serpente.
E con l’altra regge un specchio.
Sulla tomba si trovano anche due piccoli deliziosi putti, uno tiene così il capo reclinato.
E il secondo volge lo sguardo verso l’alto.
Insieme reggono una ghirlanda impreziosita da nastri.
E la figura scolpita da Santo Varni rimane così a guardia della tomba.
La lapide, semplice ed essenziale, ricorda brevemente il passaggio terreno di Giovanni Francesco Donghi e nomina anche il committente dell’opera, il figlio Carlo Donghi.
Con questa grazia ineffabile la Prudenza accompagna così Giovanni Francesco Donghi nel suo eterno sonno.










Grazie laura
Grazie a te, Laura, buona domenica!
Un po’ inquietante quel serpentello… fortuna che ci sono i due angioletti. Buona domenica cara!
Si tratta di un elemento che si trova spesso nelle sculture funebri, in questo ambito devo dirti che non lo trovo inquietante.
Santo Varni, uno scultore forse sottovalutato; anche sulla sommità di Via Pertinace c’è un bel lunotto marmoreo recentemente restaurato, che viene attribuito a lui…
Sì, un magnifico artista davvero!
Miss, il detto: “la prudenza non è mai troppa”, credo sia più utile da vivi… però, a ben pensarci, pure l’aldilà potrebbe non essere scevro di eventi spiacevoli… per cui, come conferma la classicheggiante allegoria, uno specchio retrovisore può sempre fare comodo…
Sergio, sei fenomenale, non avevo pensato a questo utilizzo dello specchio, se non ci fossi bisognerebbe inventarti, te lo dico sempre.
Buona domenica a te!