Pranzi d’estate e un piatto tricolore

C’era l’antico tavolo rotondo, ampio, solido e robusto, di legno scuro, il tavolo della casa al mare.
Pranzi d’estate, nella sala con le finestre alte che davano sull’Aurelia.
E in cucina c’erano le due sorelle di mio papà e mia mamma, spesso e volentieri si cimentava anche mio padre che era un gran cuoco, la faccenda del pranzo era piuttosto complicata in quanto eravamo in tanti.
Una delle mie zie era molto mattiniera e non ci pensava proprio a perdersi la spiaggia, così ben prima delle nove aveva già predisposto i suoi deliziosi manicaretti per il pranzo ed era pronta per andare al mare.
L’altra zia a volte si complicava un po’ la vita, diciamocelo.
Un esempio?
Talvolta, all’epoca, nel bel paesino della riviera di ponente c’erano problemi con l’acqua che non veniva erogata con regolarità.
E in una di quelle circostanze la suddetta zia cosa pensò bene di cucinare?
Niente meno che il risotto con il nero di seppia, ero piccola ma ho memoria precisa della mia stupita ed ammirata perplessità, la zia per me era un’indomita eroina pronta a sfidare qualunque avversità!
E c’era l’antico tavolo rotondo, oggi con il senno di poi so che un tavolo del genere è perfetto: dovunque tu sia seduta puoi parlare con tutti e vedi tutti i commensali.
E allora davvero eravamo tanti in casa, ve l’ho detto.
E così quando si preparavano le cozze ognuno le cucinava a suo modo e c’erano questi enormi pentoloni con coperchi giganteschi.
E la casa era un universo di voci, rumori e confusione, come sempre accade nelle grandi famiglie.
C’era la nonna con i suoi lavori di cucito e con i suoi ritagli di giornale, c’era sua sorella, lei in genere si fermava un paio di giorni e poi se ne tornava a Genova.
La vedo, adesso, con il grembiule in vita davanti al lavandino di marmo che lava i piatti.
E mugugna perché si è bagnata il vestito, tutte le volte è la stessa storia!
In quella casa c’erano due frigoriferi.
E bisognava stare attenti a dove si mettevano il melone e l’anguria, uno dei miei zii non ne gradiva per niente l’odore!
Pranzi d’estate.
Vai via dalla spiaggia con i capelli bagnati e il copricostume che profuma di mare, sali le scale e sui gradini lasci le impronte delle ciabattine di plastica.
Allora avevo un piatto preferito e tale è rimasto, con la bella stagione questa per me è la pasta perfetta e così ho pensato di presentarvela anche se non si può nemmeno dire che si tratti di una vera e propria ricetta, è talmente semplice e veloce da preparare!
Innanzi tutto ci vuole del profumato basilico di Liguria.

Basilico

Scegliete i bucatini o gli spaghetti, mentre la pasta cuoce preparate il vostro condimento.
In un’insalatiera tagliate dei pomodorini maturi e della mozzarella, aggiungete poi alcune foglie di basilico spezzettate e condite con abbondante olio extravergine di oliva.
Tutto qui? Sì, cari amici, proprio così.
Ora non dovete far altro che scolare la pasta, versarla sul vostro condimento, attendere che il calore sciolga i pezzetti di formaggio, dare una bella spolverata di parmigiano e quindi accomodarvi a tavola per gustare un piatto semplice e molto gustoso.
Una pasta tricolore che a me ricorda con nostalgia certi pranzi d’estate.

Pasta

Mangiabuono, le bontà della cucina genovese

E oggi vi porto ancora per caruggi, a pranzo in una trattoria caratteristica, tra Via San Bernardo e Vico Vegetti.
Ci sono stata con un amico buongustaio ed appassionato estimatore della cucina ligure, pranzare con lui è sempre un piacere.
E così siamo stati da Mangiabuono, una trattoria con i tavoli di legno e le tovagliette a quadretti, c’è una deliziosa atmosfera casalinga.

Mangiabuono (2)

E sì, il nome del locale è proprio azzeccato!

Mangiabuono (3)

Ci si accomoda in una saletta, come vedete non ci sono tanti tavoli, però è possibile anche sedersi nei tavolini all’aperto in Vico Vegetti.

Mangiabuono (4)

Ecco le bottiglie allineate sui ripiani.

Mangiabuono (5)

E una finestra che è un vero sogno, si affaccia sugli antichi palazzi di Piazza San Bernardo, queste sono le vedute di caruggi che piacciono a me.

Mangiabuono (6)

Il menu è scritto a mano e vi si legge che qui vi verrà servita la cucina tradizionale genovese.
Proprio così, dalle trippe al coniglio alla ligure, dalla cima alle acciughe fritte i piatti di questo locale sono proprio tipici di questa città.

Mangiabuono

E allora, visto che siamo a Zena, iniziamo con un bel piatto fumante di trofiette al pesto!

Mangiabuono (7)

E poi continuiamo gioiosamente a deliziarci il palato, il mio amico ha scelto la cima con l’insalata russa.

Mangiabuono (8)

Ed io invece non ho potuto rinunciare allo stoccafisso con olive e patate, una vera bontà!

Mangiabuono (9)

Un buon bicchiere di vino e due chiacchiere in compagnia, c’è qualcosa di meglio?

Mangiabuono (10)

E in una giornata calda e assolata ho gradito particolarmente l’aspic di fragole, era fresco e delizioso.

Mangiabuono (11)

Goloso e sfizioso anche il biancomangiare con la frutta fresca, è stato un pranzo davvero piacevole.

Mangiabuono (12)

E così se passate nei caruggi di Zena, tenete presente questo posto, merita certamente una visita.
Una cucina sana e sostanziosa, i piatti semplici della tradizione.
E poi prima di andarvene date uno sguardo da quella finestra di Mangiabuono che si apre sulle affascinanti meraviglie della città vecchia, la Genova che amo.

Mangiabuono (13)

San Matteo, la buona tavola nei caruggi

Oggi vi porto nei caruggi di Zena, in un locale che si trova nel cuore della città, in Piazza San Matteo.
Accanto al ristorante San Matteo e collegata ad esso si trova la celebre enoteca Migone, un negozio di antica tradizione di questa città.
E sapete?
Sul sito del locale ho letto una notizia davvero interessante, a quanto pare là dove ora ci sono i tavoli dove si pranza e si cena piacevolmente nel lontano ‘800 c’era l’Osteria delle Prigioni che aveva questo nome sinistro per la sua vicinanza alle carceri di Palazzo Ducale.
C’è sempre una storia suggestiva da scoprire nella città vecchia!
E allora andiamo in questo bel locale dei caruggi.

San Matteo

Ah, innanzi tutto devo dirvi che il posto è ben presidiato, varcata la soglia troverete qualcuno che sa proprio il fatto suo!

San Matteo (2)

E’ un luogo piacevole, caldo e accogliente.

San Matteo (3)

E ho apprezzato la cordiale gentilezza delle proprietarie, un sorriso non è mai banale, almeno per me.
Ci sono i fiori sui tavoli, le tovagliette colorate, una gradevolissima atmosfera.

San Matteo (4)

C’è una vasta selezione di vini che certo saprà soddisfare gli intenditori.

San Matteo (5)

E certi tavoli sono sotto l’antico soffitto a volta in mattoni, hanno  davvero grande fascino i locali come questo.

San Matteo (6)

Sono stata qui due volte insieme a Maurizio, lui oltre ad essere un instancabile viaggiatore è anche una buona forchetta, va matto per le acciughe di Genova!
Eh, come lo capisco!
Al San Matteo si possono gustare diverse specialità, trovate le acciughe impanate e fritte e i friscieu di zucchini, le trofie e testaroli, i calamari, il baccalà e lo stoccafisso, c’è un’ampia scelta ed è ovviamente impossibile citare tutti i piatti.
Prendiamo posto, sotto l’occhio vigile del guardiano del San Matteo.

San Matteo (7)

Sappiate che per me è sempre difficile fotografare i piatti, io faccio del mio meglio cercando di evitare che diventi tutto freddo.
Noi abbiamo iniziato il con un gustoso antipasto, acciughe e friscieu di rossetti.

San Matteo (8)

E poi a Genova cosa si mangia? Le trenette al pesto con patate e fagiolini, è ovvio!

San Matteo (9)

E questo è il fritto misto, lo avevo preso la prima volta che ci sono stata.

San Matteo (10)

Un buon pranzo, quattro chiacchiere tra amici, un bicchiere di vino frizzante, cosa può esserci di meglio?
Ieri ho scelto un piatto che amo molto, il guazzetto di totani, erano morbidi e deliziosi, dal profumo di mare e di cose genuine.

San Matteo (12)

Per finire, la  torta di mele con una crema al maraschino, davvero bella oltre che buona.

San Matteo (13)

Il San Matteo è un posto molto gradevole e tranquillo, si sta semplicemente bene.
E se passate da Genova e siete in giro per i caruggi questo è certo un locale da tener presente per il pranzo o per la cena, qui trovate il sito con tutte le informazioni.
Fuori dalla porta del ristorante c’è Genova che vi attende, in quella piazza ci sono le dimore della famiglia Doria, c’è una chiesa molto suggestiva e tutto intorno il dedalo dei caruggi, discese e salite tra luci e ombre.

San Matteo (15)

La fuori c’è Genova, con la sua storia, le sue pietre antiche, i colori delle sue case.
E tra quei caruggi trovate anche i sapori e i profumi della buona cucina.

San Matteo (14)

Torta di riso

Oggi questa pagina ospita una deliziosa ricetta.
La torta di riso è un gustoso piatto unico, immagino che ne esistano molte versioni diverse, questa è quella che prepara mia mamma e così come l’ho imparata io la presento a voi.

INGREDIENTI

Pasta sfoglia piuttosto spessa,  500 ml di latte, 120 g di riso, 2 uova, parmigiano, 200 g stracchino, prezzemolo, un pizzico di noce moscata, sale grosso, olio extravergine di oliva.

Torta di riso

Portate il latte ad ebollizione e versatevi il sale grosso, buttate il riso e lasciate cuocere facendo addensare il latte.
Incorporate al riso le uova sbattute, abbondante parmigiano grattugiato, lo stracchino in pezzi, un pizzico di noce moscata e un cucchiaio di prezzemolo tritato..
Ungete una teglia e riponetevi la sfoglia che ripiegherete sul composto che avrete versato all’interno, con un pennello ungete il bordo ripiegato della pasta.

Torta di riso (2)

Infornate a 200 °C e lasciate cuocere per 30 minuti fino a quando la torta sarà bella dorata.
E voilà, eccola pronta!
Buon appetito a tutti!

Torta di riso (3)

Farinata dei Teatri

In Piazza Marsala c’è un piccolo locale molto noto in questa città, la sua è una lunga storia di famiglia iniziata diverso tempo fa, la famiglia Vaccari serve la farinata ai genovesi dal lontano 1861.
E così se volete gustare alcuni piatti tipici della cucina ligure non potete perdere questo storico locale, il suo nome è Farinata dei Teatri.

La Farinata dei Teatri (3)

Qualche gradino da scendere, il pavimento antico, il bancone.
Tutto come in altri tempi, tra queste mura vennero i nostri nonni, qui vennero i patrioti, la proprietaria mi ha detto che tra i clienti illustri si annovera persino Giuseppe Garibaldi.

La Farinata dei Teatri (5)

Qui vi verranno servite le delizie della cucina genovese, la sublime farinata, la panissa, i friscieu, una varietà di torte di verdure per le quali si utilizza la prescinsêua, la tipica quagliata ligure.

La Farinata dei Teatri (7)

E’  davvero un locale caratteristico, piccolo e raccolto, questa è la sua bellezza e il suo fascino.

La Farinata dei Teatri (9)

E la loro specialità è un piatto che ha una storia antica: la farinata, un tempo detta scripillita, è una tradizione genovese dal lontano 1400.
Pochi semplici ingredienti, farina di ceci, acqua, sale e olio d’oliva.
E poi una grande teglia e voilà, eccola qua, questa è una delle delizie della nostra cucina.

La Farinata dei Teatri (11)

E poi le teglie con la torta di riso appena sfornata.

La Farinata dei Teatri (4)

E le torte di cipolle, di bietole e di carciofi, una meraviglia per gli occhi!

La Farinata dei Teatri (2)

E intanto davanti al forno a legna si lavora alacremente.

La Farinata dei Teatri (19)

Lassù, sui ripiani, ci sono certi capienti pentoloni!

La Farinata dei Teatri (20)

E dal forno esce ancora una teglia immensa, con una torta buonissima e profumata.

La Farinata dei Teatri (6)

A poca distanza da qui ci sono alcuni dei più importanti teatri di Genova, l’accogliente Farinata dei Teatri è la meta prediletta degli attori e degli artisti.
E alle pareti ci sono le fotografie di alcuni di loro, felici e soddisfatti, in compagnia della proprietaria.
E tra gli altri ho i visto i visi sorridenti di Massimo Ghini, Tullio Solenghi e Paolo Rossi.

La Farinata dei Teatri (16)

E laggiù, sul muro, c’è il ritratto di un celebre genovese che veniva spesso qui, è il volto inconfondibile di Fabrizio De André.

La Farinata dei Teatri (13)

Una lavagnetta con le specialità del giorno e gli orari del locale.

La Farinata dei Teatri (8)

Ma cosa c’è sul tavolo?
E’ baccalà fritto e fumante, pronto per essere servito.

La Farinata dei Teatri (15)

Verrà riposto sulla carta.
Ecco, non era ancora ora di pranzo ma solo a vederlo mi è venuta fame!

La Farinata dei Teatri (17)

La vetrina a poco a poco si riempie, tutto è pronto per attirare l’attenzione degli avventori!
Lo conoscono tutti questo locale, mentre ero lì sono entrate diverse persone.
Una signora di una certa età è venuta a prendere la farinata, un giovane uomo ha comprato due porzioni di torta di verdura, sono usciti felici con il loro prezioso bottino tra le mani!

La Farinata dei Teatri (10)

E non mancano le pere cotte con il vino e la cannella, i gusti semplici delle cose buone.

La Farinata dei Teatri (18)

I sapori di una città, i suoi profumi, i suoi piatti tipici.
E lassù, sopra un ripiano, i misuratori dell’olio, un’antica grattugia e un bel mortaio di marmo.

La Farinata dei Teatri (14)

Tante cose parlano di Genova in questo locale così caratteristico, dovremmo avere un occhio di riguardo per posti come questo che ci legano al nostro passato, a ciò che siamo stati e a ciò che ancora siamo.
La famiglia Vaccari porta orgogliosamente avanti le antiche tradizioni, così si tutela un’eredità davvero preziosa.
E come nel 1861, possiamo ancora gustare la nostra fetta di farinata in Piazza Marsala.

La Farinata dei Teatri

Sugo di funghi bianco

Nella stagione dei funghi non può mancare un buon sugo gustoso e profumato.
E forse non tutti conoscerete questa ricetta, in quanto è tipica di questa zona e del paesino di Fontanigorda.
E’ il mio piatto d’elezione per il giorno di Ferragosto ed è una vera bontà.
Si utilizzano preferibilmente funghi porcini freschi ma all’occorrenza si possono usare anche i funghi secchi, con questo sugo si possono per condire i ravioli, le tagliatelle o la pasta, a voi la scelta.
Indossate un bel grembiule e iniziamo a cucinare insieme, per le dosi regolatevi in base al numero dei vostri commensali.
Tritate finemente una cipolla e fatela rosolare nell’olio in una pentola di coccio, quindi aggiungete i funghi, lasciate cuocere e aggiungete un trito di aglio e rosmarino.

Sugo di funghi bianco  (2)

Dopo breve versate nella pentola la panna e continuate a mescolare, per due persone utilizzo circa mezza confezione.
Ho detto che era una ricetta dietetica? No, non mi pare!
E’ una vera delizia, ve lo posso garantire!

Sugo di funghi bianco  (3)

Una volta cotta la pasta scolatela e  versatela nella pentola, condite e portate in tavola con un buon vino, magari una bella bottiglia di lambrusco.
E buon appetito a tutti!

Sugo di funghi bianco

Tortino di carciofi e patate

In questi giorni il clima è spesso bigio, questa primavera non ne vuole proprio sapere di regalarci belle giornate di sole.
E che freddo! A maggio!
Così si portano in tavola piatti adeguati anche se questa non sarebbe la loro stagione.
E oggi  vi propongo un tortino, rustico, semplice e facile da preparare.
Innanzi tutto occorre fare un passo dal besagnino.
Dovete sapere che a Genova, in Val Bisagno, un tempo c’erano numerosi orti, coloro che li coltivavano si recavano poi in città con le ceste cariche dei doni della terra.
Vendevano la frutta e la verdura, a Zena il fruttivendolo si chiama ancora besagnino ed è lì che dovrete andare per procurarvi patate, aglio, maggiorana e dei carciofi belli come questi.

Carciofi (2)

Prendete la vostra teglia, ungetela con un filo d’olio e copritene il fondo con le patate tagliate a rondelle, alte mezzo cm o poco più, sulle quali dovrete adagiare un abbondante strato di carciofi fatti a spicchi non tanto spessi, dovrete ottenere questo risultato.

Tortino di Carciofi - Copia

E adesso? Oh, non abbiamo ancora finito!
Ora occorre prendere un etto di mortadella, uno spicchio d’aglio e un’abbondante manciata di maggiorana, gli ingredienti vanno passati nel mixer quindi si uniscono a tre uova sbattute e si aggiunge un pizzico di sale.
Quando avrete ottenuto un composto omogeneo versatelo nella teglia e sopra mettete un filo d’olio.
Accendete il forno a 180° e fate cuocere per circa 30 – 40 minuti, il vostro tortino sarà pronto quando sarà ben dorato.
Si serve caldo ed è un gradevole piatto unico che sazia e vi lascerà pienamente soddisfatti.
Adesso non vi resta altro che portare in tavola!
E buon appetito a tutti!

Tortino di Carciofi (2)

Via Ravecca, la focaccia dell’Antico Forno Patrone e altre delizie

Sapete qual è la domanda che quasi tutti i foresti pongono a un genovese?
Dove si mangia la focaccia buona? Eh, la focaccia!
La potete gustare in molti posti e troverete al riguardo diverse scuole di pensiero, ognuno ha i suoi luoghi preferiti.
Una delle più deliziose, secondo me, si trova in pieno centro storico, in Via Ravecca alle spalle di Porta Soprana.
Signori, il panificio Patrone esiste dal lontano 1920 e ancora oggi qui per mangiare la focaccia si fa la fila!

Patrone

E già so cosa si staranno domandando i miei concittadini!
Ma come hai fatto a trovarlo vuoto, senza clienti  in attesa?
Com’è possibile? Me lo domando anch’io, comincio a credere che sia lo spirito dei caruggi a condurmi nei luoghi nei momenti giusti.
E voi non vorrete mica venire a Zena senza mangiare la focaccia, vero?
Non sia mai! E allora entriamo da Patrone!

Patrone (2)

Oh, guarda! C’è una strana bicicletta!
Ai tempi dei tempi forse con questa consegnavano il pane e la focaccia, che splendido profumo per i caruggi!

Patrone (11)

E in questo bel negozio trovate ovviamente ogni tipo di pane.

Patrone (7)

E poi le torte salate, le pizzette, le focaccine, la focaccia con la salvia e quella con la cipolla.

Patrone (6)

A dire il vero forse ci vorrebbe un bicchiere di vino, non pare anche a voi?
Ecco, qui ci sono i fiaschi appesi al muro.

Patrone (3)

Delizie e bontà per la vostra tavola, qui non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Patrone (13)

E a me piacciono molto  questi negozi che vengono abbelliti con antichi attrezzi che non si usano più.

Patrone (4)

Pastine con la marmellata, canestrelli, pasta sfoglia e baci di dama, può bastare per un merenda tra amici?

Patrone (10)

Chissà, nel passato qualche massaia nelle sere d’autunno avrà preparato delle buone caldarroste con questo utensile!

Patrone (5)

Una vetrina che è un tripudio di abbondanza.
E già ho avuto modo di scriverlo in passato, la focaccia con la cipolla è uno dei piaceri irrinunciabili della vita.
Se non l’avete mai assaggiata non sapete cosa vi perdete!
Una delizia assoluta, pura felicità!

Patrone (12)

E poi signori, rullo di tamburi: questo è il forno del negozio con le pareti piastrellate di bianco.
E lui è Luca, l’artista, posso definirlo così? Certo, proprio di arte si tratta, lui e la sua famiglia hanno questo negozio da otto anni.

Patrone (8)

Ecco la sua focaccia appena sfornata.

Focaccia (2)

E ancora, al bancone delle panetteria.
E sapete, non c’è niente di più appagante di entrare in un posto come questo, mettersi in coda e attendere trepidanti il proprio turno.
Ah, davanti c’è la signora che fa le scorte, ci sono gli studenti con lo zaino sulle spalle, c’è da attendere, ma che importa?
Quando poi toccherà a noi pronunceremo la frase di rito:
– Una striscia di focaccia!

Focaccia

E’ buona, è sana, fa bene anche allo spirito.
E poi si esce fuori, nei caruggi, con la focaccia calda e unta tra le mani.
Cosa può esserci di meglio?
E così quando sarete da queste parti cercate L’Antico Forno Patrone di Via Ravecca.
La commessa vi farà un sorriso e vi chiederà cosa desiderate.
Provate i dolcetti, provate le altre specialità del negozio, ma non scordatevi di pronunciare quelle parole:
– Una striscia di focaccia!

Focaccia (3)

Tortino di fiori di zucchini

Stasera vi propongo una ricetta che ha i sapori del sole e di certi ingredienti semplici: rapida, gustosa, facile da realizzare.
E’ un piatto che mi ricorda le mie estati di ragazzina, lo preparava sempre mia zia nella nostra casa del mare sulla riviera di ponente.
Terra di orti, terra prolifica e generosa, spesso si andava dal contadino a comprare la frutta e la verdura.
Non mancavano mai i fiori di zucchini, fritti sono deliziosi!

Fiori di Zucchini

In alternativa si può preparare questo tortino che è tanto semplice quanto goloso.
Vi serviranno 3 grandi  fiori per ogni commensale, i fiori vanno lavati, privati della parte interna e lasciati per breve tempo nell’acqua.
Una volta asciugati si passano nell’uovo sbattuto e nel pangrattato, quindi si ripongono su una teglia unta e si cospargono di sale.
Da ultimo si copre tutto con un abbondante strato di stracchino, un filo d’olio,  si inforna a 180° C e si lascia cuocere finché la superficie non è abbrustolita.
Semplice, vero?
E a proposito di bontà, vi suggerisco anche una frittura primaverile di glicine, io non l’ho ancora assaggiata ma la trovo molto stuzzicante.
La ricetta è una proposta di Londarmonica e la trovate qui, il suo blog è davvero interessante e tutto da leggere, se ancora non lo conoscete questa è l’occasione per scoprirlo.
A questo punto sforniamo il nostro tortino di fiori di zucchini, stappiamo una bella bottiglia di vino bianco da sorseggiare e buon appetito a tutti!

Tortino di Fiori di Zucchini

Buona Pasqua a tutti voi!

E ancora è tempo di auguri, domani è Pasqua.
Cade una pioggia persistente e fastidiosa, così è a Genova e in tante parti d’Italia.
E si mugugna per il maltempo, ma mi viene da sorridere a leggere le parole che Costanzo Carbone dedicò al lunedì dell’Angelo nel suo Giro di Ronda, un testo del 1937.
Ah, le gite sui prati e il vino di Polcevera per brindare sotto il primo sole!
E tutti a raccoglier ginestre, il fiore giallo che illumina la Liguria quando arriva la bella stagione.
Che peccato, scrive Carbone, da qualche tempo a Pasqua il cielo è grigio e carico di pioggia, la gita fuori porta diventa così un pranzo in trattoria a Casella o a Torrazza, a Sant’Olcese o a Sant’Eusebio.
E ancora piove, in questi giorni come allora.

Giornata di pioggia

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, così recita un noto proverbio, ma non c’è luogo più accogliente della propria casa, sarete d’accordo con me.
E si portano in tavola i piatti della tradizione, a Genova si usa mangiare le lattughe ripiene e la cima di vitello.

Cima (2)

E certo non può mancare la deliziosa torta pasqualina, cucinarla a dovere è una vera arte, un tempo si usava stendere ben trentatré sfoglie, un numero che corrisponde agli anni di Gesù.
E io avevo una zia che era un’ottima cuoca, non so quante fossero le sfoglie della sua torta Pasqualina ma ricordo che da piccola rimanevo incantata per quei tanti veli quasi impalpabili che uno sull’altro coprivano la torta salata più celebre di Genova.

Torta Pasqualina

La Torta Pasqualina, tanto amata da guadagnarsi gli elogi di Giovanni Ansaldo, risale al 1930 il suo articolo tanto memorabile quanto significativo: Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.
Oh, quante sono! Le foglioline di maggiorana e i mazzi di bietole, la prescinsêua e le uova, le iniziali del padrone di casa incise sulla sfoglia e l’olio che unge la torta come ultima finitura.
Un testo che fa venire l’acquolina in bocca, se non lo conoscete merita di essere scoperto, lo trovate qui, edito da Sagep in un volume che riporta anche alcune ricette.
L’articolo si apre con una dedica a una persona, a Sciä Carlotta, ostessa in Sottoripa, sempre trafelata a servire questa delizia della cucina ligure agli avventori del suo locale.
Lei le conosceva una per una le ventiquattro bellezze della Torta Pasqualina, a lei va l’augurio di Ansaldo, che la Pasqua le porti palanche e clienti, così scrive l’autore.
E nel ricco archivio di antiche cartoline di Stefano Finauri c’è un’immagine di questa celebre trattoria che ispirò la stesura di Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.

Trattoria Carlotta

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

A Genova, come altrove, a Pasqua si mangia la Colomba che fa bella mostra di sé in tutte le pasticcerie.
Così è da Cavo, ormai lo sapete, questa è la mia pasticceria preferita: ecco il loro dolce di Pasqua fasciato in carta dai colori confetto, sulla vetrina si riflettono gli antichi palazzi di Fossatello.

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo Colombe

E Pasqua è la gioia dei bambini che ricevono l’uovo di cioccolato, che meraviglia cercare la sorpresa!
E allora questa è la mia maniera di farvi gli auguri, userò  un’ immagine della vetrina di Cavo dove si può ammirare uno splendido uovo riccamente decorato.
E faccio mie le parole di Giovanni Ansaldo, che la Pasqua porti anche a voi tante palanche.
E vi porti serenità, gioia e un uovo di cioccolato bello e buono come questo.
Buona Pasqua a tutti voi!

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo - Uovo di Pasqua