Zena sotto la neve

Ed infine giunse la grande nevicata.
Zena sotto la neve, di nuovo!
E stamattina presto i tetti erano già imbiancati.
Il Generale Garibaldi, però, vigila su Piazza De Ferrari.

De Ferrari

Neve, neve e vento.
Non certo la giornata ideale per una passeggiata al Porto Antico.

Porto Antico

Oh, ma guarda! Sotto le palme che ondeggiano tutte le panchine sono libere!
Non succede mai, ma quando arriva la neve la città indossa il suo abito invernale, di velo bianco.

Porto Antico (2)

La neve si posa sui caruggi e sulle cupole di San Pietro in Banchi.

Piazza Banchi

Ma questa è una città in salita, sali e la neve è sempre più fitta e abbondante.
E così è a San Nicola.

San Nicola

E ancor di più verso le alture, dove i tetti sono completamente bianchi.

Alture

Cartoline dalla Liguria sotto la neve.
Saluti da Zena, la città della Lanterna stamattina immersa in una nube lattiginosa.
Zena, ora bianca e celeste.

Genova (2)

Saluti da certi gradini sui quali si è posato un soffice manto bianco.

Neve

Saluti dalle creuze impervie che siamo abituati a percorrere ogni giorno, attenti a non volare per terra, mi raccomando!

Creuze

E davvero non saprei dirvi se sia più difficile salirle o scenderle.

Creuze (2)

Saluti dalla chiesa della Madonnetta.

Madonnetta

Saluti da certi passaggi oggi più suggestivi che mai.

Creuze

Saluti dai miei fiorellini intirizziti che tentano di difendersi dal gelo.

Neve (2)

E dalle tortuose mattonate di Genova.

Creuze  (2)

Nevica con maggior vigore e i fiocchi sono sospinti dalla forza del vento.
Saluti da Zena sotto la neve.

Saluti da Zena

Fontanigorda e la neve, una fiaba d’inverno

Il paesino delle mie vacanze.
Il paese delle biciclette, della corda da saltare, dei cento nascondigli per giocare a guardie e ladri.
Il paese dei prati e dei boschi, per alcuni il paese delle partite a bocce e dei tornei di calcetto, delle sfide a carte al tavolino del bar e delle chiacchiere in piazza della Chiesa.
E qui ci sono i miei ricordi d’estate, qui le immagini delle fontane di Fontanigorda sotto il sole caldo d’agosto, è così che sono abituata a vederla.
Ma oggi vi racconto una fiaba, una fiaba che ha la luce abbacinante della neve caduta sui tetti e sui rami, una fiaba d’inverno.
In Val Trebbia, a Fontanigorda.

Fontanigorda

E questa è una fiaba di foglie racchiuse nel gelo, di ghiaccioli che pendono dagli alberi carichi di neve.

Fontanigorda (3)

Una fiaba che racconta di un ponte quieto e silenzioso, sul quale c’è traccia di passi.

Fontanigorda (5)

In una fiaba d’inverno i rami si curvano sotto il peso gentile della bianca visitatrice e creano un riparo, un passaggio.
Oh, forse qui potremmo incontrare la principessa dei ghiacci con il suo cavaliere?

Fontanigorda (18)

In certi giorni, nel paese delle fiabe, le nubi minacciose sovrastano le montagne.

Fontanigorda (10)

Ma giunge poi la luce del sole che tutto rischiara e illumina i tetti, le scale e le strade.

Fontanigorda (12)

E scalda la ruota del mulino, così è nelle fiabe d’inverno.

Fontanigorda (22)

Il tempo e le stagioni mutano i luoghi, in estate ronzano le api e le farfalle si posano sui petali dei fiori, è un’esplosione di colori vivaci ed allegri, la vita sboccia in sfumature sgargianti.
Ma in gennaio una candida coltre ricopre ogni luogo e quasi si fatica a riconoscere posti tanto familiari.
Una strada che sempre percorro sotto il sole, in estate ci si siede là sotto per ripararsi dal caldo.
Tutto è silenzio e pace, in questa fiaba d’inverno.

Fontanigorda (30)

E il ghiaccio disegna arabeschi sui rami, è la magia del freddo e del gelo.

Fontanigorda (17)

Sono sommerse di neve certe panchine dove a volte mi fermo a leggere un libro.

Fontanigorda (27)

E sono spogli e nudi gli alberi al Bosco delle Fate.

Fontanigorda (23)

La neve ricopre lo scivolo, le altalene e gli steccati.

Fontanigorda (16)

E certo non è questo il tempo per due calci al pallone!

Fontanigorda (25)

Ma quassù  c’è qualcuno che davvero se la spassa, sapete?

Fontanigorda (29)

E tutto attorno cala l’incanto del candore e di questa luce chiara.

Fontanigorda (28)

Una fiaba d’inverno racconta di montagne dalle quali si domina la vallata e di cieli pennellati di oro.

Fontanigorda (19)

Una fiaba d’inverno racconta del ricamo del ghiaccio che gelido adorna certi rami.

Fontanigorda (2)

Racconta di un’orizzonte niveo dove il cielo sfuma tra il celeste e il rosa.

Fontanigorda (32)

Di tavoli e panche vestiti di bianco.

Fontanigorda (24)

Di fontane dalle quali in estate ci si ferma a bere per ristorarsi.

Fontanigorda (26)

Di una campana il cui rintocco potrebbe seguire il ritmo del creato.

Fontanigorda (21)

Di steccati, di alberi e di nuvole e dell’infinita bellezza della natura.

Fontanigorda (6)

Una fiaba d’inverno racconta la gioia e la felicità della condivisione e del gioco, cosa c’è di più bello di avere un amico con il quale trascorrere il proprio tempo?

Fontanigorda (33)

E racconta il silenzio e la pace.

Fontanigorda (14)

Goccia a goccia, un disegno di ghiaccio sui rami.

Fontanigorda (20)

Goccia a goccia, non cade, si ferma e si trasforma in cristalli.

Fontanigorda (8)

Goccia a goccia, ora dopo ora e giunge la notte e aggiunge altra magia ai giochi dell’acqua.

Fontanigorda (9)

Una fiaba d’inverno narra di luoghi che si coprono del lucente incantesimo del freddo e dell’attaccamento per la propria terra.
Narra dello sguardo innamorato verso la propria casa e il proprio mondo, uno sguardo che riesce a fissare nelle fotografie l’affetto per questi boschi e per Fontanigorda.
Le splendide immagini che avete veduto non sono mie, io non ho mai visto il mio paesino avvolto in questa meraviglia invernale, un giorno spero di riuscirci!
Le fotografie appartengono ad un fontanigordese DOC, Alessandro Garbarini, il proprietario del bellissimo cane che avete visto scorrazzare felice nella neve e  dell’albergo Augustus, del quale qui trovate il sito.
Grazie Alessandro, il tuo sguardo attento e le tue immagini raccontano l’incanto di questa fiaba d’inverno.

Fontanigorda (11)

Happy new year!

Il primo giorno di un nuovo anno.
Benvenuto vento di gennaio, che tu sia gelido o tiepido come il sole d’inverno.
Benvenuto vento del mutamento, delle cose nuove e di quelle da conservare.
Ognuno porta con sé i propri ricordi, i sogni mai svelati, i progetti da costruire.
La musica e le note, i libri e le poesie, l’allegria e la nostalgia.
Il primo giorno del nuovo anno.
E’ tempo di guardare al futuro, è tempo di propositi.
Marcel Proust, questo è il mio primo pensiero.
La ricerca del tempo perduto, quell’opera monumentale  che ebbi l’idea di iniziare lustri or sono.
Un paio di capitoli, l’odore di biancospino.
Chiusi il libro e in breve tempo dimenticai le pagine già lette.
Ho già avuto occasione di raccontavelo, quando ripresi tra le mani il romanzo non ricordavo più una parola!
Una situazione incresciosa, a dir poco.
E in seguito io e Marcel Proust non ci siamo più rivisti, ogni tanto ci incrociamo, come due vecchi amici.
E sempre ci ripromettiamo di rincontrarci, una sera o l’altra, per riprendere vecchi discorsi interrotti.
Sapete come accade, no?
E insomma, credo sia giunto il nostro momento.
Ho pronto lo stampo e la ricetta per fare le madeleine, il tè aromatizzato, una candida tovaglia, tazze di porcellana e cucchiaini d’argento.
E spero che Marcel accetti il mio invito, ça va sans dire.
E poi il nuovo anno porterà a me antiche strade da percorrere, per me sempre nuove.
E sono contenta di sapere che verrete anche voi, ve ne ringrazio, siete tutti splendidi compagni di viaggio.
E allora questi sono i miei auguri per il nuovo anno.
Con un’immagine, una soltanto.
Ha nevicato a Genova, nel mese di dicembre.
E sapete, quel giorno mi sono messa a gironzolare per la città, per i caruggi e per le piazzette.
E poi giù, al Porto Antico, dove solitamente si trova la folla.
Ed era mattina, ero da sola a guardare i fiocchi che lievi si posavano sull’acqua del mare.
Una nevicata leggera, ma davvero non c’era nessuno in giro.
Le panchine deserte, le palme che ondeggiavano al vento, il selciato bagnato, il cielo pallido e lattiginoso.
Ho girato lo sguardo ed ho scattato.
E sono per voi quelle parole, ancora non sbiadite, che sono parte della frase scritta in terra per i caruggi, la storia d’amore narrata da Rosa Matteucci, della quale vi avevo parlato qui.
Il futuro, il domani, l’anno che nasce e porta nuova vita, la vita vera che ci attende.
Da Genova di mare e d’ardesia, di scale e di salite, da questa mia città, così mia che tante volte parla per me, a tutti voi buon anno dalla vostra Miss Fletcher!

La vita vera che ci attende

L’ardesia e la neve

E’ scesa, preannunciata, la bianca visitatrice.
Una spolverata leggera, sulle case, sul mare, sui nostri caruggi.

Neve (6)

Più intensa e decisa, su certe alture.

Neve

E davvero questo non è il nostro elemento, ma i fiocchi di neve sui tetti di Zena hanno un fascino particolare.

Neve (13)

Ancor di più in quei luoghi dove lo sguardo si perde, tra la costa e la collina ad inseguire i profili delle case.

Neve (12)

Sui tetti di Zena.

Neve (8)

E là, dove non si vede dove finisca il cielo e dove inizi al mare, un confine indefinito sotto un  cielo color dell’argento avvolto in un insolito biancore.

Neve (9)

Pochi fiocchi di neve, che impolverano i rami degli alberi.

Neve (2)

Bianca, pulita e chiara sulle ardesie dei tetti di Genova.

Neve (18)

Sulle creuze e sulle ringhiere, sui davanzali e sulle grondaie, sulla Lanterna che un tempo guidava i naviganti.

Neve (5)

Ovattata e silente è scesa, come la carezza dell’inverno.

Neve (16) - Copia

Creuze sotto la neve

La neve!
La neve in sé ha quella magia, quel fulgido candore.
Il mondo sembra quasi ovattato sotto la neve, i suoni si attutiscono, il freddo si fa sempre più pungente.
Noi siamo gente di scoglio, non di montagna.
E abbiamo una città che è tutta un saliscendi e quanto è complicata viverla quando fuori nevica!
C’è poco da fare, noi liguri non siamo certo creature da climi rigidi e freddi.
E sì, certo la bianca visitatrice ha il suo incanto e il suo fascino, nessuno lo discute!
Il fatto è che dalle nostre parti abbiamo le creuze, incantevoli mattonate ripide ed irte, portano al mare, ma anche sulle alture.
E insomma, con la neve non sono proprio agevoli le nostre belle creuze.

E allora saliamo, su per le scalette attenti a non cadere, mi raccomando!

Piano, piano, senza scivolare!

Le prossime tre immagini sono state scattate lungo le strade del levante cittadino dalla splendida nipote di Miss Fletcher.
Fare un bel ruzzolone giù per questa discesa direi che è semplicissimo!

Ma anche arrancare su di qua non sembra tanto rassicurante!

Questa è corso Europa, avvolta in una nuvola lattiginosa.

Ha iniziato a nevicare a mezzogiorno e finora non ha smesso.
Ovviamente qui il vento non manca mai, così i fiocchi scendono allegramente in ordine sparso!
E si posano sulle foglie che reggono piacevolmente quel dolce peso.

Tutto intorno è un fuggi fuggi di passerotti intirizziti! Che freddo, voliamo al riparo che qua ci gelano le piume!
Mentre tornavo a casa ho visto questa mimosa, ancora non troppo carica di neve nel momento in cui l’ho ritratta.

Eh, io non ci avevo pensato, ma la mia romantica nipotina ha disegnato questo sulla neve, ma che meraviglia!

E scende la neve, silenziosa e gelida.
La chiesa della Madonnetta, che ieri avete visto baciata dal sole, oggi si presentava così, spolverata di bianco, in questa sera d’inverno, sotto la neve che ancora cade.