Iniziò, con la pigra dolcezza dell’estate, la stagione balneare a Sturla.
L’acqua del mare era frizzante ristoro, freschezza e trasparenza, tra i sassi incedevano certi piccoli granchi e i pesci argentati guizzavano via veloci.
I bambini correvano sulla riva e si tuffavano felici tra le onde del mare, i più spericolati si esibivano in tuffi straordinari, che estate magnifica!
Era dolce la stagione balneare a Sturla, si attendeva questo tempo come una bella promessa o come una gioia tanto desiderata.
Là, sulla spiaggia di Sturla, c’era anche lei, con il suo costume scuro bordato di bianco, il capo coperto, alle sue spalle di scorge un’altra figuretta femminile con un ampio cappello chiaro.
Una fotografia soltanto, per ricordare quei giorni spensierati.
Sulla panchina, nel tempo della stagione balneare a Sturla.
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Per mano ai bagni della Cava
Ecco la stagione del mare e della spiaggia.
Un sorriso, i capelli al vento tagliati secondo i dettami della moda, il costume scuro bordato di bianco.
E tutto attorno lo sciabordio dell’onda, una musica che sempre ritorna e sempre incanta.
Un fazzoletto in testa, per ripararsi dal sole che in estate picchia forte a Genova.
Un ricordo di una stagione felice ai bagni della Cava che un tempo si trovavano nella zona della Circonvallazione a Mare.
Sullo sfondo di questa bella fotografia della mia collezione si scorge una struttura: è il Telfer, un impianto a monorotaia che venne appositamente realizzato nel 1914 per l’Esposizione Internazionale di Marina e Igiene Marinara.
Il Telfer collegava il Molo Giano a Piazza di Francia e cioè la zona dell’attuale Piazza della Vittoria, così c’era questo mezzo che viaggiava da una parte all’altra portando a destinazione i visitatori e passando davanti al mare e davanti alle onde.
Là, su quei sassi, ecco le nostre bagnanti: felici, sorridenti, mentre l’acqua frizzante lambisce le loro caviglie e il vento marino sfiora la pelle.
In un tempo speciale e gioioso, tenendosi per mano.
Fissando nella memoria la nostalgica dolcezza di un giorno d’estate, in un tempo distante, ai Bagni della Cava.
Ed è giugno
Ed è giugno.
Il mese dell’inizio dell’estate, il tempo del caldo e delle vacanze.
Arriva così, improvviso, quasi inaspettato, mentre la primavera piano svanisce.
Ed è giugno.
Stagione dolce, lenta e pigra come l’onda che sfiora la riva e si scioglie frizzante sulla sabbia.
Benvenuto giugno, con i tuoi colori e le tue bellezze.
La fine dell’estate
E venne inesorabile la fine dell’estate, l’autunno era ormai alle porte ma nel cuore ancora vibravano le emozioni dei ricordi più belli.
Quella volta sulla spiaggia, quante risate!
E ognuno fece la sua parte: braccia forti, senso dell’equilibrio e un fantastico gioco di squadra per celebrare la vita, l’allegria e la spensieratezza.
Forza, tutti insieme!
Ed eccoli lì, sorretti dai loro sodali, loro sono in tre e sono così sorridenti e divertiti: l’amicizia è quella cosa lì che ti fa vivere momenti unici e indimenticabili.
E poi, quel giorno, su quella spiaggia tutti guardavano in su, ammirando la piccola impresa.
Ce la faranno?
Andrà tutto come deve?
Certamente sarà così, tra una risata e l’altra!
La vita in fondo è proprio come un gioco d’estate al mare: una magia di incastri e di equilibri.
E gioia, coraggio, bellezza e braccia spalancate verso il futuro.
Quella volta sulla spiaggia, che spasso!
E poi là c’era anche un bambinetto che ammirava stupefatto quel che stava accadendo, sono più che certa che abbia detto: voglio farlo anch’io!
E sarà poi venuto il tempo di un’altra estate e sarà riuscito pure lui a salire così in alto.
Quel giorno, sorretto saldamente, lassù svettava un ragazzino.
Aveva una specie di contenitore messo sulla testa, ingrandendo l’immagine mi sono accorta che c’era incisa la seguente scritta: Tavolette Fernet Lapponi.
Lui stava là con le braccia aperte nell’aria calda davanti al suo mare.
E venne la fine dell’estate ma sempre rimase, impresso in una fotografia, il caro ricordo di quella volta sulla spiaggia.
Sui sassi sulla spiaggia di Camogli
E poi rimasero lì, seduti sui sassi, sulla spiaggia di Camogli.
Fratelli e complici di giochi e di avventure, a volte rivali, a volte segretamente uniti.
Con le calzette corte, l’abito alla marinara e la giacchetta, forse non era proprio il tempo d’estate ma era comunque un tempo bello per sedersi insieme sui sassi.
Sorridendo e scherzando, con allegria e gioia.
Mentre la mamma tiene per mano la bimba più piccina e c’è una grazia speciale nel suo amorevole gesto, anche lei sorride con dolcezza.
È un momento di pura spontaneità, in un frammento di passato che forse sarà stato ricordato con nostalgia.
Sui sassi, sulla spiaggia.
A Camogli.
Mentre l’onda accarezzava la riva e il sole baciava le case alte dai colori caldi.
Proprio su quella spiaggia.
In un giorno spensierato, trascorso giocando e inseguendosi e ridendo forte come piace ai bambini.
E poi sospiri, sorrisi e occhi che brillano.
Loro erano là, seduti sui sassi, sulla spiaggia di Camogli.
Ricordo di un’estate al mare
Questo è il ricordo di un’estate lontana, su una riva dove echeggiavano voci gioiose, in un tempo felice e spensierato.
E là, vicine, ecco alcune giovani donne, forse amiche o magari sorelle, colte nel tempo da trascorrere con i più piccini, condividendo i giorni belli di una stagione calda.
Le pettinature sono quelle alla moda, i costumi scuri sono graziosamente bordati di bianco.
Si resta là, su quella spiaggia.
C’è una ragazzina con i capelli mossi, l’espressione seria e quasi intimidita, alle sue spalle la vita sulla spiaggia ferve: si chiacchiera, si gioca, si sorride, si gioisce nel tempo dello svago.
Oppure si resta così, in posa, per questa fotografia che sarà il ricordo di un’estate al mare.
Davanti alla barca, mentre in lontananza c’è chi aiuta un piccolo nuotatore a sfidare le onde.
E poi ecco una manina posata sulla spalla, il sorriso dolcemente materno di questa giovane donna: sguardi ed espressioni consegnate ai nostri occhi da una fragile fotografia che ha saputo superare i confini del tempo.
Questa è la memoria di un tempo distante, con un’amica collezionista ed esperta di queste fotografie del passato si era ipotizzato che potesse trattarsi della spiaggia di Multedo, sullo sfondo si nota infatti una ciminiera che potrebbe farlo pensare.
Era un tempo che ormai è svanito, come le onde che si dissolvono in candida schiuma ed è rimasto, catturato in una fotografia, il dolce ricordo di un’estate al mare.
Alassio, 18 Agosto 1929
Ancora un frammento di un’estate gioiosa e di un tempo fuggito troppo presto.
Eri là, nel solleone, sulla riva, sulla spiaggia riscaldata dal sole.
Eri là, con i tuoi pochi anni e quel coraggio di sfidare le onde aggrappandoti al salvagente e poi muovendo le braccia al ritmo dell’onda e sbattendo i piedini nell’acqua salmastra.
Era una delle tue estati di gioco, scoperta, entusiasmo e meraviglia.
E avevi quel costumino scuro, i capelli a caschetto, la frangetta e il sorriso dolce.
Era il tempo della tua tenera infanzia e là c’era una barca e tutta quella spiaggia e c’era il mare ricco di pesci e di conchiglie e quando ti avvicinavi al mare e l’acqua lambiva le tue caviglie tu ridevi felice.
Eri gioia, eri vita nascente, eri bimba radiosa in quella stagione calda in Liguria.
Ed era il 18 Agosto 1929 ad Alassio.
Questo mare, questa vita, questo cuore di Vernazzola
Quelle case davanti al mare, l’onda che sempre ritorna, le barche affollate sulla riva.
La schiuma bianca e salmastra, le luci tenui al tramonto, questa è la dolcezza del nostro mare genovese: Vernazzola si trova nel levante cittadino e sembra un piccolo mondo a parte e un pacifico altrove.
Il cielo lucidato dal vento è limpido e blu, la luce del sole ravviva i colori caldi di queste case, scalda i sassi e conforta i pigri bagnanti che se ne stanno davanti a questo mare.
Questo mare, queste case, questa brezza marina che accarezza e asciuga i panni stesi.
Questo mare, questa vita, questo cuore.
Così accadeva in un altro tempo, diverso e anche simile al nostro.
Osservare la città viaggiando nei suoi giorni distanti è sempre un’emozione particolare, soprattutto in quei luoghi che ancora svelano la loro vera identità, la loro anima palpitante e la loro autentica essenza.
E a Vernazzola ancora ci sono le barche davanti alle case e sulle corde da stendere sventola una sinfonia di bucato.
Vernazzola e i suoi pescatori, i volti scuriti dal sole, le mani forti, le braccia possenti.
E i pesci guizzanti, le cime, le reti.
La fatica, l’incertezza, la conquista quotidiana.
Questo mare, questa vita, questo cuore.
Questo mare, questa luce, questa allegria.
Questa nostra Vernazzola, questa nostra Genova così brillante e viva.
Le immagini in bianco e nero di questo articolo sono dettagli di una cartolina d’epoca della mia piccola collezione, la fotografia è opera del bravo del bravo fotografo Sciutto e la pubblico nella sua interezza a conclusione delle mie brevi divagazioni.
È un tempo che ritorna e che sappiamo riconoscere, quasi immutato, ancora nostro, nel profondo.
Questo mare, questa vita, questo cuore di Vernazzola.
Estate ad Albissola
E ancora tornò l’estate, sulla Riviera di Ponente, il sole radioso brillava alto nel cielo azzurro di Albissola.
L’onda lenta sfiorava la riva ed ogni istante era pura gioia, felicità e serena rilassatezza.
Con la maglietta a righe, i capelli tirati indietro e il sorriso migliore a illuminare viso.
Sulla spiaggia, davanti alle barche, in un giorno felice.
Un abito leggero, un foulard al collo, un costume scuro con la cintura più chiara, le signore seguono sempre la moda e gli stili maggiormente in voga.
I più piccini assaporano l’entusiasmante senso di libertà: un vestitino chiara, un cappellino in testa, un costume con le bretelline e tutta l’estate e tutta la vita davanti.
Ecco poi due bimbette, anche loro ritte sulla barca per la foto ricordo del tempo della villeggiatura.
Pettinature a caschetto, una certa timidezza, un sorriso spontaneo e innocente, i costumini a righe e ancora tanti sogni, desideri e gioie da assaporare.
È un’immagine conservata come memoria di una stagione felice, di giorni di tuffi e di corse sulla spiaggia, di onde e tramonti, piccoli istanti preziosi da serbare per sempre nel cuore.
Era il tempo d’estate, nella bella Albissola.
Una nuova estate
Arrivò poi una nuova estate.
Portò, come il vento frizzante del mare, un senso di leggerezza e di sollievo, proprio come una placida onda che infine si disfa sulla riva.
Arrivò così una nuova estate, la sabbia era calda, il sole faceva luccicare la superficie del mare.
Lei guardò l’orizzonte, poi si fermò appena per un istante.
Seguiva la moda, era elegante anche alla spiaggia, con quella collana importante, i capelli raccolti e la pelle appena ambrata.
Rimase ferma, appoggiandosi con grazia alla barca, mentre un refolo di brezza marina le accarezzava il viso.
Sorrise appena, pensando con gioia alla bellezza di una nuova estate.


































