I tetti sopra Via del Campo e la Torre dei Piccamiglio

Le case dei caruggi, se non le avete mai viste non sapete come sono.
Le case dei caruggi spesso hanno soffitti infiniti, a volte si salgono infinite rampe di scale per raggiungere gli appartamenti, i gradini sono alti e profondi, di scura pietra, in certi casi consunti nella parte centrale per i tanti passi che li hanno calcati e  quando arrivi in cima la città ti ripaga con una vista mozzafiato.
E poi colonne e marmi, pietra nera di promontorio e ardesie.
E le abitazioni, interni che hanno scale e scalette, la città verticale è anche questo.
Case che hanno ospitato generazioni di genovesi, case affascinanti e particolari.
E prospettive che mutano quando i caruggi li vedi dall’alto.
Il cielo su Piazza del Campo ha questi disegni e queste geometrie.

Il cielo di Piazza del Campo

Da lassù può capitare di non vederla neppure la piazza ma lo sguardo incontra la città alle spalle dei vicoli, i tetti e le alture di Genova.

Tetti di Genova (3)

E gli abbaini di certe case antiche.
E’ la bellezza delle case dei caruggi che regalano prospettive inattese.

Tetti di Genova

La città dei campanili e dei terrazzini.
Che dite, li contiamo?

Tetti di Genova (4)

E poi ancora scale e scalette nei luoghi più imprevedibili.

Tetti di Genova (5)

I tetti su Via del Campo, la città sconosciuta che si vede solo dall’alto.

Via del Campo

La città dei vasi di terracotta assiepati uno accanto all’altro.

Tetti di Genova (2)

E non era una giornata di sole pieno, la pioggia bagnava le ardesie in questa primavera indecisa che spesso riserva giornate di tempo grigio, un cielo lattiginoso ammantava il Porto Antico.

Genova - Porto Antico

E il mare di Genova era di celeste e d’argento, l’orizzonte si confondeva con l’acqua.

Genova (2)

E tutto attorno i tetti su Via del Campo.
Risalendo una delle strade più celebri della Superba  se prestate attenzione potrete vedere un’antica torre, se non ne conoscete l’esistenza passandoci sotto potreste non notarla neppure.
E’ la torre dei Piccamiglio, torre di laterizio che ancora leva il capo da moderni edifizij, così scriveva lo storico Alizeri nel 1875.
Una torre che prende il nome da una nobile famiglia, una torre che risale agli inizi del ‘400.

Torre dei Piccamiglio

Passate questo archivolto e sarete in Piazza San Marcellino.

San Marcellino

E  anche qui la prospettiva è imprendibile, la Torre si confonde con i caruggi, eppure è molto più alta delle case che la circondano.

Torre dei Piccamiglio (3)

Ci sono pochi luoghi dai quali potrete vederla.
Io sono fortunata, ho una cara amica che mi ha invitata a casa sua e mi ha permesso di ammirare la città dei tetti su Via del Campo.
E la Torre, la magnifica Torre dei Piccamiglio.

Torre dei Piccamiglio

Ho già scritto di questa meraviglia della mia città in questo post dedicato a Via del Campo.
E quanto mi piacerebbe andare lassù!
Per caso qualcuno di voi può aiutarmi? Sapete come si può fare per salire fino in cima?
E i gradini come saranno, altissimi e impervi?
Spero tanto di scoprirlo presto, tra campanili e torri si può scoprire la città delle scale e dei terrazzini, delle ardesie e dei comignoli, la città affascinante, meravigliosa e sorprendente.
La città dei tetti su Via del Campo  dove domina la splendida Torre dei Piccamiglio.

Torre dei Piccamiglio (2)

Palazzo Spinola di Pellicceria, la terrazza e la città dei tetti

Lo spazio sopra di noi, dove il cielo incontra i caruggi la città offre disegni inaspettati e geometrie di azzurro.
Ma il nostro cielo  è anche lo scenario di uno spettacolo magnifico: i tetti di Genova.
Lassù, dove si sovrastano le piazzette e i vicoli, i portoni di pietra nera di promontorio e le persiane spinte in fuori a ricercare la luce.
Lassù, sopra i tetti.
E ci sono molti luoghi dai quali si può ammirare la Superba in questa sua splendida prospettiva, un punto di osservazione privilegiato è certamente la terrazza di Palazzo Spinola di Pellicceria.
Salite la scala anche voi, vi troverete qui.

Palazzo Spinola di Pellicceria

Cosa racconta la città dei tetti?
La città dei tetti narra del profilo delle alture velate di rosa, di ardesie spioventi e di grondaie.
E’ tavolini e sedie, è vasi di fiori e piante.

Tetti di Genova (4)

A volte è il contrasto tra il moderno e l’antico.
E allora è vetro e riflessi ma il Campanile delle Vigne svetta vittorioso, la sua maestosa bellezza non teme confronti.

Tetti di Genova (3)

La città dei tetti è una sfumatura di pesca sul mare e la vita del porto laggiù, in lontananza.

Tetti di Genova

E’ gradini, finestre e imposte chiuse, case vicine, unite una all’altra.
E’ scalette e terrazzini, vorresti contarli ma poi ti perdi a seguire le ardesie e i comignoli, cerchi un percorso tentando di immaginare come sia là sotto, dal fondo del vicolo.
E a volte non riesci a capire quale punto della città tu stia guardando, la città dei tetti è misteriosa, ha una prospettiva insolita, a volte mai veduta.

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E’ panni stesi, muri freschi d’intonaco e abbaini.
E lassù, sopra i tetti, il vento soffia potente.

Tetti di Genova (6)

Lo spazio sopra di noi e lo spazio tra le case.
E lo sguardo incontra Spianata Castelletto, il punto panoramico più spettacolare su questi tetti e su queste ardesie.

tetti di Genova (7)

La città dei tetti è foglie rosse e ringhiere, finestre di ogni misura e il cielo come vicino di casa.

Tetti di Genova (8)

Non te ne andresti mai da qui.
Sotto ci sono le botteghe e i caruggi che brulicano di gente, Via San Luca e Fossatello, Via della Maddalena e Piazza Cernaia.
Ma quanto è diversa da quassù la città?
E quanto tempo occorre per indovinare ogni angolo ed ogni incrocio?

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Non te ne andresti mai da qui.
Resteresti ancora sulla terrazza di Palazzo Spinola di Pellicceria, un edificio regale nel cuore della città vecchia, un gioiello dei nostri caruggi che ospita un prestigioso Museo del quale presto vi parlerò.

Palazzo Spinola di Pellicceria

Resteresti qui, a camminare avanti e indietro,  mentre lo sguardo cerca ciò che già conosci bene ma che pare così differente da quassù.
Tra le ardesie e il cielo, dove si svela la città dei tetti.

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