Nei tempi antichi e lontani le strade di Genova erano rese pericolose e insicure da stuoli di facinorosi che riempivano le cronache cittadine con prepotenze e misfatti.
I faldoni dell’Archvio di Stato sono pieni zeppi di denunce anonime di coloro che, esasperati, si rivolgevano alle autorità in cerca di aiuto e riponevano in cassette apposite i loro speranzosi biglietti e le lettere di denuncia.
La città vecchia, con le sue strade strette e tortuose, era martoriata da delinquenti che armati di archibugi, coltelli e armi di ogni tipo commettevano i peggiori delitti ai danni del prossimo.
I malfattori sovente riuscivano pure a farla franca, ricorrendo ad un astuto stratagemma: si rifugiavano in qualche luogo sacro, nelle chiese o in altri luoghi di pertinenza di esse.
Infatti, fin dai tempi lontani, i luoghi sacri godevano di immunità e chi si trovava al loro interno non poteva essere arrestato o perseguito.
Erano tempi duri e difficili nella Superba, in qualche modo bisognava cercare un rimedio.
E così intorno alla metà del ‘700, per un intervento del Papa e su richiesta del Governo venne tolta detta immunità a certi luoghi sacri della città.
Un malvivente che si fosse avventurato giù per Via Tommaso Reggio forse aveva in mente di riparare nel Chiostro dei Canonici?
Era accaduto tante volte, in tanti momenti diversi!
Eppure, un giorno, tutto cambiò e ancora oggi ne resta testimonianza.
Percorrendo infatti la citata Via Tommaso Reggio fermiamoci davanti all’ingresso del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo.
Noterete che in alto a sinistra, sopra il portone, c’è una piccola targa di marmo.
Inutile strepitare e affannarsi! Se si entra qui dentro bisogna essere consapevoli delle conseguenze!
Eh già, è scritto ben chiaro: come da disposizione papale, questo luogo non gode immunità.
E quindi chi pensasse di sfuggire alla giustizia infilandosi nel Chiostro dei Canonici si sbaglia di grosso!
E ancora, scendiamo in altri caruggi, andiamo nel Chiostro della Chiesa delle Vigne.
Anche qui una piccola targa marmorea ricorda ancora l’antico provvedimento.
Accadeva molto tempo fa, nella Superba, città misteriosa e affascinante che nel suo intrico di vicoli ancora conserva la memoria di vicende lontane.



















































