Il solito piccoletto di Via Luccoli

Eccolo qua, è sempre il solito piccoletto di Via Luccoli: è di casa da Jacadi, il bellissimo negozio dove si acquistano meraviglie per i più piccini.
E se ne sta in vetrina, naturalmente.
Non è la prima volta che lo rendo protagonista di uno dei miei post ma direi che lo merita pienamente.

Tra l’altro dalla sua postazione è sempre molto attento a tutto ciò che accade.

Non si perde nulla, assolutamente!

Va anche detto che, come è ovvio che sia, alcuni passanti sono per lui più interessanti di altri, ecco.

E così se nei vostri giri vi dovesse capitare di trovarvi da quelle parti fate attenzione, potreste vedere anche voi il solito adorabile piccoletto di Via Luccoli.

Camminando nel passato di Vico della Rovere

Camminando nel passato di Vico della Rovere la memoria del tempo lontano ritorna, ancora una volta inesorabile.
Vico delle Rovere è un breve caruggio stretto che si dipana tra Via David Chiossone e Via Luccoli e prende il suo nome da una famiglia dalla quale provenivano un Serenissimo Doge e ben due Papi.

A parte ciò, il nostro modesto vicoletto ha vissuto in altri tempi giorni ben più luminosi e trafficati.
Pensate che nel 1902, come sempre riporta la mia fedele Guida Pagano, c’erano in Vico della Rovere una valigeria, un tappezziere e una fabbrica di mobili.
La valigeria era del Signor Rezzo e risulta ancora tenacemente presente nel 1926, anno nel quale si aggiunge una società di corrieri e un invitante negozio di salumi.

Eh, anche il vicoletto all’apparenza più insignificante racchiude invece storie nascoste.
Scendiamo un po’, nella penombra si nota un portoncino con davanti qualche scalino.

E sul marmo si leggono le lettere IHS che rappresentano il trigramma di Cristo e ai lati le lettere F e R che evidentemente indicano l’antico padrone di casa.

E ancora, sopra, di nuovo il trigramma di Cristo.

Scendendo ancora si trova poi un antichissimo portale di pietra nera che ancora testimonia antichi fasti ormai perduti.

Quando sono da queste parti passo spesso di qui, vado ad ammirare la scultura che si trova al di sopra di esso e che davvero meriterebbe di essere restituita alla sua originaria bellezza.
Sono qui raffigurati due piccoli putti che reggono uno stemma abraso, al di sopra c’è un ovale che forse racchiudeva qualche immagine sacra.

E sul portale ci sono antiche decorazioni floreali.

Il tempo tutto cambia e muta, rimane identico il cielo racchiuso tra le case alte di questo vicolo genovese.

Nutro sempre speranza che un giorno potrò riportarvi qui e mostrarvi la ritrovata bellezza di questa antica scultura.

Raggiungiamo così la confluenza con Via Luccoli mentre il cielo brilla di una luce evanescente, sfiorando le antiche memorie racchiuse nel nostro Vico della Rovere.

La città della meraviglia

Ho scelto quella che è sempre stata ai miei occhi, più di qualunque altra città del mondo che mi è capitato di conoscere, la città della meraviglia e della bellezza. Dello stupore che non finisce mai. E della complicazione: la città dove non basta mai un solo sguardo, una sola idea, un solo concetto, una sola parola, per contenerla tutta, descriverla senza banalizzarla, decidere se volerle bene o volerle male.

Maurizio Maggiani in “Come è stato bello perdersi a Genova”
Il Secolo XIX, 16 settembre 2012

Piazza Banchi

Chiesa di San Siro: aspettando l’Annunciazione

Entrando nella Chiesa di San Siro il visitatore ben informato volgerà immediatamente lo sguardo verso la navata destra dove, nella prima Cappella, è ospitato un magnifico dipinto di Orazio Gentileschi raffigurante l’Annunciazione.
Ma che succede? Come mai non sembra proprio tutto come al solito?

E infatti non lo è, cari amici!
Sì, perché il dipinto di Orazio Gentileschi si trova temporaneamente esposto ai Musei Reali di Torino ad una mostra dedicata all’artista che si protrarrà fino ai primi di maggio.

E così, visto che l’Arcangelo Gabriele e la Madonna sono momentaneamente fuori sede, diciamo così, nella Chiesa di San Siro è rimasta la loro stanza vuota.
Cè la tenda blu, il lenzuolo candido, la finestra a graticcio, tutto è pronto in attesa della Vergine Maria e dell’Angelo inginocchiato davanti a Lei.

Al dipinto di Orazio Gentileschi dedicai tempo fa questo articolo, trovo la temporanea soluzione veramente ingegnosa e gradevole, i miei complimenti a chi ha avuto questa bella idea.
E comunque c’è sempre una buona ragione per entrare in questo luogo che un tempo fu la Cattedrale dei genovesi.

Aspettando l’Annunciazione, nella Chiesa di San Siro.

Lontani tempi difficili e antiche targhe nella città vecchia

Nei tempi antichi e lontani le strade di Genova erano rese pericolose e insicure da stuoli di facinorosi che riempivano le cronache cittadine con prepotenze e misfatti.
I faldoni dell’Archvio di Stato sono pieni zeppi di denunce anonime di coloro che, esasperati, si rivolgevano alle autorità in cerca di aiuto e riponevano in cassette apposite i loro speranzosi biglietti e le lettere di denuncia.
La città vecchia, con le sue strade strette e tortuose, era martoriata da delinquenti che armati di archibugi, coltelli e armi di ogni tipo commettevano i peggiori delitti ai danni del prossimo.
I malfattori sovente riuscivano pure a farla franca, ricorrendo ad un astuto stratagemma: si rifugiavano in qualche luogo sacro, nelle chiese o in altri luoghi di pertinenza di esse.
Infatti, fin dai tempi lontani, i luoghi sacri godevano di immunità e chi si trovava al loro interno non poteva essere arrestato o perseguito.
Erano tempi duri e difficili nella Superba, in qualche modo bisognava cercare un rimedio.
E così intorno alla metà del ‘700, per un intervento del Papa e su richiesta del Governo venne tolta detta immunità a certi luoghi sacri della città.
Un malvivente che si fosse avventurato giù per Via Tommaso Reggio forse aveva in mente di riparare nel Chiostro dei Canonici?
Era accaduto tante volte, in tanti momenti diversi!

Eppure, un giorno, tutto cambiò e ancora oggi ne resta testimonianza.
Percorrendo infatti la citata Via Tommaso Reggio fermiamoci davanti all’ingresso del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo.

Noterete che in alto a sinistra, sopra il portone, c’è una piccola targa di marmo.

Inutile strepitare e affannarsi! Se si entra qui dentro bisogna essere consapevoli delle conseguenze!

Eh già, è scritto ben chiaro: come da disposizione papale, questo luogo non gode immunità.

E quindi chi pensasse di sfuggire alla giustizia infilandosi nel Chiostro dei Canonici si sbaglia di grosso!

E ancora, scendiamo in altri caruggi, andiamo nel Chiostro della Chiesa delle Vigne.

Anche qui una piccola targa marmorea ricorda ancora l’antico provvedimento.

Accadeva molto tempo fa, nella Superba, città misteriosa e affascinante che nel suo intrico di vicoli ancora conserva la memoria di vicende lontane.

Genova, 1926: le favolose botteghe di Vico alla Chiesa delle Vigne

Ritornando a camminare nel passato andiamocene per caruggi e nel lontano 1926, a guidarci alla scoperta di alcune botteghe della città vecchia sarà come sempre la mia fidata Guida Pagano, impareggiabile mezzo per andare alla scoperta degli anni perduti.
E così, sotto una striscia di cielo racchiusa tra i palazzi di Vico alla Chiesa delle Vigne, inizia il nostro viaggio.

Vico alla Chiesa delle Vigne è quel vicoletto che si snoda laggiù, tra le case alte, oltre Campetto.

E lo percorriamo insieme, non senza curiosità, perché il viaggio a ritroso nel tempo ci riserverà molte entusiasmanti sorprese.

Vedrete i negozi chiusi perché sono passata da queste parti in un giorno festivo, ai nostri tempi queste attività hanno naturalmente nuove destinazioni.
In questo anno 1926 ad accoglierci al civico 6 e 8 rosso è la signora Mary Mignanego, proprietaria di una fornitissima merceria dove mi perdo tra le scatole di bottoni, i nastri e le passamanerie.
La signora Mary sorride bonaria, è abituata alla clienti esigenti ed ha affinato ormai una certa pazienza.

Più oltre, sotto il cielo lucente della Superba, altre magnifiche botteghe attirano la mia attenzione.
Ci sono le tele raffinate della signora Isabella e le curiose chincaglierie del Signor Comparetti, una baraonda di ninnoli, statuine, specchi e porcellane deliziose, c’è da perdersi davanti alla vetrina!

E intanto eccoci arrivati in prossimità dell’ingresso laterale della Chiesa delle Vigne, abbiamo fatto appena pochi metri e già abbiamo veduto meraviglie!

Stiamo raggiungendo il secondo tratto del nostro vicoletto e lo sentite questo dolce sentore di gelsomino frammisto talco?
È una dolcezza delicata e di certo proviene dalla Profumeria Ligure che tiene in vetrina tutti quegli eleganti flaconi colmi delle sue ricercate fragranze.
Proverò un profumo alla violetta, una vera raffinatezza!

Le botteghe dei caruggi, una dopo l’altra, raccontano un mondo e coloro che lo abitano.

Al civico 22 rosso è tutto un trionfo di eleganze: questo è il regno dei Fratelli Garbarino che qui vendono i loro pregiatissimi tessuti.

E ancora ecco il negozio del Signor Dellepiane che vende biancherie ed è specializzato in corredi per neonato e abiti da comunione, la vicinanza della Chiesa è chiaramente un bel vantaggio e il negozio è un tripudio di pizzi e veli.

E così eccoci arrivati al termine del nostro vicoletto che sbuca in Piazza delle Vigne, da qui in poi inizia un’altra storia.

Qui svetta la magnifica Basilica che si affaccia in questa bella piazza genovese.

Siamo arrivati qui attraversando un caruggio modesto eppure ricco di tante vicende umane, reso allegro dalle voci dei commercianti e dei loro clienti, reso unico da quelle vetrine scintillanti e ricche di articoli particolari.

Camminando nel passato di Genova, in un giorno qualunque del 1926, in Vico alla Chiesa delle Vigne.

Scendendo per Via Lomellini

Scendendo per Via Lomellini, nel tempo d’inverno.
In uno dei miei posti cari, uno dei miei amati caruggi.
Scendendo per Via Lomellini, quando il freddo è pungente e implacabile.
E allora anche chi indossa la tonaca si munisce di caldi guanti e di un morbido cappello per difendersi dal vento gelido.
Scendendo per Via Lomellini, con fiducia e con passo sicuro, nel tempo d’inverno.

Genova, 1899: le ricercate eleganze dei Magazzini Cabella

Ritornando a camminare nel nostro passato, cari amici, attraversiamo lo scorcio di un secolo che giunge al suo termine: nell’anno 1899, nella Superba, i gloriosi Magazzini Cabella sono fornitissimi di tutti i capi all’ultima moda per la gioia della più esigente clientela.
E allora andiamocene verso San Siro, scoprireremo così le molte occasioni proposte dai signori dei Magazzini Cabella.

Innanzi tutto costoro si sono riservati due pagine intere sul Lunario del Signor Regina, sanno bene come farsi conoscere!
E per dare un’esempio dei capi eleganti in vendita ai magazzini ci sono anche degli accurati disegni per la contentezza delle più ambiziose signorine.

Come recita il citato Lunario, qui si trovano tutti gli articoli inerenti alla confezione e guarnizione d’abiti, capi esclusivi, cappelli alla moda, sciarpe, veli e pizzi Chantilly.
Così le signore e signorine abbigliate con i capi dei Magazzini Cabella si distinguono tra tutte, altroché!

Certo anche per i signori uomini c’è una vasta scelta.

Ed è sempre una squisita questione di stile.

Aggiungo poi anche che ai Magazzini Cabella si trovano macchine da cucire d’ogni sistema a mano e a pedale, guarnizioni d’abiti da signora e da uomo e persino manichini da donna, uomo e ragazzo quindi è ovvio che i Magazzini Cabella forniscono i negozi e sicuramente si tratta dei negozi più belli della città.
E così trovandovi in centro città, in un giorno di questo radioso 1899, se per caso doveste incontrare qualche gentiluomo vestito di tutto punto proprio come si conviene, statene certi, il suo outfit proviene dai gloriosi Magazzini Cabella.

La migliore focaccia di Genova: i posti che piacciono a me

Chiunque venga a Genova vuole provare una delle nostre più celebri golosità: la focaccia, anche detta fügassa dai veri genovesi.
E allora ho pensato di darvi qualche dritta su dove trovare dell’ottima focaccia, questi sono i miei forni preferiti, in ordine sparso e non in una vera e propria classifica, semplicemente sono posti dove trovate la focaccia che piace a me e se vi fidate di Miss Fletcher incominciamo questo golosissimo tour!
Il viaggiatore che arrivi stanco e affaticato alla Stazione Brignole ha a breve distanza un posto perfetto nel quale comprare una focaccia straordinaria.
La focaccia del Panificio Mario di Via San Vincenzo 59 è sottile, leggera, ottima e assolutamente perfetta, è una focaccia a dir poco leggendaria!

Rimanendo in questa strada, saliamo verso Via XX Settembre e fermiamoci  dal panificio Al Posto Giusto in Via San Vincenzo 185r, io trovo la loro focaccia gustosa e veramente buona.

Spostiamoci poi nei miei amati caruggi e proviamo l’invitante e ottima focaccia dell’Antico Forno Patrone in Via di Ravecca 72 r, una tappa da non perdere.

Ed è un’istituzione la focaccia del Panificio Sebastiano in Via Lomellini 23, una bontà croccante al punto giusto e sempre deliziosa.
E che gioia passeggiare per caruggi degustando una striscia di focaccia calda, cosa c’è di meglio?

Fragrante, gustosa e semplicemente ottima è la focaccia del Panificio Le Bontà del Grano in Piazza del Carmine 11 r, questo è uno dei miei frequenti peccati gola!

Il Gotha della focaccia, però, si trova nel ponente genovese.
E così, se dovesse capitarvi di fare un giretto nella bella Voltri non perdetevi la focaccia di Priano in Via Camozzini 69r.
Sottile, leggera, gradevolissima e molto particolare, è resa croccante dal fatto che la teglia nella quale viene cotta è cosparsa con la farina di mais.

Rimaniamo a Voltri e andiamo in Via Lemerle 13r dove si trova il Panificio Marinetta: la loro focaccia è semplicemente favolosa e sublime, solo a parlarne mi vien voglia di andare a far due passi a Voltri!

Torniamo in centro e andiamo alla Foce, qui vi consiglio di fare un salto all’Antico Forno Borgo Pila di Piazza Paolo da Novi 40-42 rosso, la loro focaccia morbida e profumata è un’autentica delizia!

Naturalmente tutti questi negozi vendono molte altre bontà dolci e salate.
Inoltre, di certo ci saranno a Genova molti altri panifici che io non conosco e che fanno un’ottima focaccia, io vi ho soltanto indicato i miei posti preferiti, come si fa tra amici.
E termino questa passeggiata golosa nella nostra bella Nervi: se dovesse capitarvi di andarci in treno, usciti dalla stazione vi troverete sul Viale delle Palme, al termine di esso si prosegue in Via Franchini e qui, al civico 9r, trovate il Panificio Pasticceria Le Palme.
Croccante, sottile, leggera, la loro focaccia e una vera delizia da gustare passeggiando davanti al mare, godendo delle bellezze e delle bontà della nostra Genova.

Azzurro di gennaio

Una mattina di gennaio, primo mese dell’anno.
Attraversando i luoghi sempre vissuti, con lo sguardo della consuetudine, andando verso Soziglia, ognuno con i propri pensieri.
Con un passo più deciso ma sempre leggero che smuove appena l’abito color del cielo, in una fredda giornata d’inverno.
Ed è azzurro di gennaio, nei caruggi di Genova.