In volo

A parte i pappagalli, che talvolta sostano sul nespolo ma, per mia grazia, preferiscono andare a cianciare sotto casa di Mitì, che è notoriamente più tollerante di me, qua intorno è tutto uno svolazzare e un cinguettare.
In primavera, in batteria, arrivano le rondini. E, disponendosi come se fossero un battaglione da combattimento prendono a volare in cerchio attorno alla casa, in una sorta di competizione sportiva, stridendo ed urlando come delle pazze.
A volte planano in picchiata verso il basso  ma, devo dire, se la spassano mantenendo una certa distanza di sicurezza dagli umani, dettaglio di non trascurabile importanza.
Di tanto in tanto, poi, timide tortore pensose si posano sulla ringhiera.
Saltellano qua e là, si fanno un voletto, e poi ripartono.
Nelle vicinanze abita anche un merlo, petulante e ciarliero, che quando vuole sa farsi sentire, anche con una certa prepotenza.
Al tramonto poi, un non bene identificato uccellino se la canta che è una meraviglia.
Emette un fischio modulato e lo ripete consecutivamente per due o tre volte, in totale spensieratezza. Prende per i fondelli, in sintesi.
Non fa un tubo tutto il giorno e ci tiene a sottolineare che, così, si vive da dio.
Qualche giorno fa, improvvisamente: i gabbiani.
Ora, al di là delle reminescenze letterarie che portano subito alla mente il famigerato Johnathan Livingston, questi bianchi pennuti mi incutono un certo malcelato timore.
Sarà per la loro imponenza, per l’ampiezza della loro apertura alare o forse per quel becco leggermente ricurvo, che conferisce loro un’aria un po’ snob.
Sarà forse una suggestione Hichcockiana.
Sarà che sul giornale si trovano queste notizie.
Insomma, va finire che se ne vedi uno librarsi nel cielo ad ali spiegate e posarsi sul campanile della chiesa di fronte, tremi. Puta caso che decida, autonomamente, di colonizzare il tuo terrazzo, il tuo tavolo da giardino, la tua corda da stendere. Ecco, in questo caso, che si fa? Si trasloca? Che altro?
Lo ignoro, sinceramente e spero di non doverlo scoprire.
Fatto sta che i gabbiani hanno vagolato un po’ per i dintorni, per poi sparire nel nulla, abbandonando il presidio per lidi migliori.
Stamattina, solista nel profondo blu, si stagliava lei, una cutrettola.
Ha il pancino giallo, elegantissima. E’ passata così, veloce e improvvisa, senza fermarsi. Spero che torni.

7 pensieri su “In volo

    • Cara Mitì, ma siamo telepatiche?! Ho appena letto sul tuo feed tutti i nomi dei gabbiani..e chi li sapeva! Sì, comunque sul mare li preferisco…l’altro giorno ho temuto che mi entrassero in casa…brivido!

  1. Io abito sul mare e ti assicuro che i gabbiani non sono nulla di gradevole. A parte il fatto che dalle mie parti dicono che quando si posano vicino a riva o sulle case prospicienti il mare, vuol dire che viene brutto tempo (ed è verissimo!), i gabbiani sono animali che amano la rumenta e stanno anche diventando aggressivi. Ho letto che ci sono stati episodi di attacco a bagnanti, rei di avere incautamente pensato che la spiaggia fosse per gli umani. Dev’essere successo qui vicino, mi pare verso Voltri.

  2. Pingback: Neighbours « Dear Miss Fletcher

  3. Adoro avere dei volatili sotto, sopra ed attorno a casa.
    Persino se sono gabbiani (sì, ne sono capitati anche qui in campagna e lontano dalle discariche!), purché restino a bazzicare il campo e mantengano un’appropiata distanza di sicurezza.
    Mi sta molto più simpatica la cutrettola, e d’altronde io non ho mai letto Bach.
    Adesso ne ho ancora meno voglia che da piccina, considerato che da molti l’ho sentito appellare come buonista. Boh.

    Cip cip a te.

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