Avete mai desiderato conoscere le origini della vostra famiglia? E risalire, passo dopo passo, alle radici del vostro albero genealogico?
Io l’ho fatto e, per quanto posso conoscere, vi lascerò qualche suggerimento ed alcune indicazioni, con la speranza che possano essere utili a qualcuno di voi.
La prima cosa da farsi, ovviamente, è affidarsi alle memorie di casa e risalire quindi al vostro antenato più lontano: presumiamo, come spesso accade, che si tratti dei vostri nonni. Se conoscete la data e il luogo di nascita, questo vi permetterà di recarvi all’ufficio anagrafe e di richiedere il primo documento importante: l’estratto per riassunto atto di nascita. Da questo documento potrete desumere molte informazioni: chi erano i genitori dei vostri nonni, che professione facevano, dove abitavano, potrete così risalire, abbastanza agevolmente, ai vostri bisnonni.
Potrete richiedere certificati di morte e di matrimonio, dai quali desumerete molte preziose informazioni.
L’ufficio anagrafe, però, è solo la prima delle vostre mete e di certo non la più interessante.
Il passo successivo è l’archivio storico della vostra città, dove sono conservati i censimenti: a Genova si trovano all’Archivio Storico del Comune, a Palazzo Ducale.
I libri dei censimenti sono dei volumi altissimi, sui quali sono riportati i dati che riguardano ciascun abitante presente in città. I cognomi sono suddivisi, in ordine sparso, secondo le prime tre lettere: mon sempre sono precisi, se consulterete libri risalenti al 1850, potrebbe capitarvi di leggere i nomi propri a volte storpiati, non dovrete far altro che raccogliere tutte le informazioni e scrivervi, anno per anno, tutti gli indirizzi dei vostri antenati e i dati delle persone che eventualmente trovate come loro conviventi. Può darsi che non vi dicano nulla, può darsi che spesso si tratti di semplici domestici: sono comunque persone correlate alla vostra famiglia e potreste avere delle sorprese.
E adesso, cari lettori, comincia il divertimento.
Esistono, nelle chiese, degli archivi in cui è scritta la storia piccola delle famiglie, sono lì raccolte le vicende umane di coloro che non ci sono più.
Per accedervi dovrete munirvi di un permesso concesso dalla Curia e, quando lo avrete, il passato si dischiuderà davanti a voi.
Dai censimenti e dai certificati reperiti all’anagrafe, sulla base degli indirizzi, recatevi alla parrocchia di appartenenza; potreste, in un primo momento, essere tratti in errore e sbagliare chiesa, ci vuole un po’ di pazienza, in quanto, a volte, alcune parrocchie sono state accorpate ad altre ma, in generale, sappiate che i parroci vi aiuteranno.
Troverete, nelle sacrestie, conservati in armadi di legno scuro, al riparo dalla luce e dallo scorrere del tempo registri di battesimo, registri di matrimonio e di morte.
Leggeteli bene e non lasciatevi sfuggire nessun particolare: padrini, madrine e testimoni di nozze erano spesso parenti stretti, per cui vi consiglio di annotarvi i loro nomi per una successiva ricerca.
A questo punto chiedete al prete di lasciarvi consultare il libro più prezioso, quello che vi affascinerà e vi lascerà a bocca aperta, per lo spaccato che vi aprirà su un mondo antico e dimenticato.
Ha un nome poetico questo libro: si chiama stato delle anime ed è il registro delle benedizioni della parrocchia.
Ogni anno il parroco faceva il giro delle case e, mentre dava la benedizione, prendeva nota degli abitanti.
Scriveva il nome, l’età, la professione, se erano stati battezzati o meno e, se per caso gli veniva detto che qualcuno era morto, accanto al suo nome poneva una croce, se si erano trasferiti segnava in quale luogo erano andati.
Leggere questi libri è un viaggio che può condurvi a sorprendenti scoperte.
E mentre cercate i vostri antenati, guardate anche gli altri, quelli che abitavano nelle vicinanze e leggete quale mestiere facevano: c’è il venditore di canzonette, la liquorista, il venditore di acqua dolce, quello che fabbrica zolfanelli e il venditore di bambagia, un universo antico pieno di fascino.
E quanti figli c’erano in quelle famiglie! E come se la vedeva brutta, il prete, a volte! In una parrocchia dei vicoli su uno stato delle anime ho trovato un’annotazione che mi fa sorridere ogni volta che ci penso.
Sul libro infatti, è scritto:
Interno 3: “Una voce disse: sono a letto e non apro!”
Ma voi ve l’immaginate il prete con tanto di acqua benedetta sul pianerottolo e quell’altro, che da dentro, sotto le coperte, lo invita neanche troppo gentilmente a sloggiare?
Sarà che io ho una fervida fantasia, ma questi due mi mettono sempre di buonumore!
Potrei raccontarvene a decine di storie così, ma spero che vogliate scoprirle da voi.
Non potete sapere cosa c’è nel vostro passato, potreste scoprire intrecci da romanzo.
E siccome la nostra è una nazione che ha una grande storia, se doveste venire a conoscenza del fatto che uno dei vostri antenati era un militare che ha partecipato a qualche impresa del passato, non fermatevi, andate a consultare l’Archivio di Stato, troverete persone competenti che sapranno assistervi nella vostra ricerca.
E se per caso presumete che alcune informazioni si trovino in uffici distanti dal vostro luogo di residenza non desistete: io ho scritto e mi hanno risposto.
Ho telefonato a preti di paesini sperduti e ad impiegati di piccoli comuni che si sono fatti in quattro per aiutarmi e presso gli Archivi di Stato ai quali ho scritto ho trovato persone cortesi ed efficienti che hanno pienamente soddisfatto le mie richieste.
Sono ricerche che richiedono tempo, dedizione e tanta passione, ma una volta intraprese, vi verrà il desiderio di non smettere più.
E magari chissà, potreste imbattervi anche voi in un povero prete che è rimasto con un palmo di naso davanti a una porta chiusa. Certo che se uno sta dormendo, c’è anche da comprenderlo.
Sei davvero la Fletcher genovese! Potresti fare ricerche anche per conto di terzi. Ad esempio se uno ha i genitori di citta’ lontane, potrebbe approfittare della tua esperienza, ovviamente ricompensandoti. Mi piacerebbe avere qualche notizie sulla storia della famiglia id mio padre, perche’ di quella di miamadre so abbastanza e non mi sembra ci sia nulla di notevole. Chissa’ forse un giorno lo faro’. Avevo provato a fare ricerche sulla divisione Ravenna cui apparteneva mio padre in Russia, ma non sapevo come muovermi.
Ma ora che a’ scia’ Flecce….
Oh, perbacco, mettiamoci il colbacco e partiamo 🙂 Se vuoi una mano, a tua disposizione, oh, Ortoclasio dalle bionde chiome!
ok..mi metterò subito all’opera…
Ciao Strega, benvenuta 🙂 Brava, fallo, è proprio un’esperienza unica immergersi nella storia della propria famiglia…ti auguro di divertirti come è successo a me…
Mi piace da morire la tua idea! Un giorno alle medie siamo andati in gita all’archivio storico e vedendo tutti quei libroni, risalenti anche al 1400 se non mi sbaglio, mi è venuta una voglia pazzesca di scoprire tutto sui miei antenati. Penso lo farò, hai rispolverato la voglia che c’era in me. Una cosa però la so e posso dirtela: hai presente la cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze? Il duomo insomma? ecco sulle mura c’è una specie di quadrato di marmo con su disegnato lo stemma della mia famiglia e i nomi dei miei antenati, che, quando fu costruita la cattedrale aiutarono economicamente. E’ una cosa che mi fa sentire orgogliosissima!
E ci credo che sei orgogliosa, è una cosa bellissima! Stando così le cose, la tua ricerca si potrebbe fare molto, molto interessante….si tratta evidentemente di una famiglia che ha avuto un grande rilievo e molta influenza sulla storia di Firenze, sono più che certa che all’archivio di Stato trovereresti molto materiale su di loro, dai, provaci, ne vale davvero la pena, oltre ad essere proprio un’esperienza divertente. Hai pensato mai di fare un post su questo aneddoto che hai raccontato? E’ una cosa talmente particolare, davvero non da tutti! Un abbraccio, Monna Thecheeckyone, fammi sapere se scoprirai qualcosa sui tuoi illustri antenati 🙂
Uh, ma che cosa fantastica! Non sapevo dello “stato delle anime”, affascinante.
Mio padre, anni fa, si era fissato su ‘sta storia degli avi, ma poi non se n’è fatto più niente, effettivamente serve tempo e passione. Chissà se un giorno mi ci metterò io. Il fatto che tu abbia trovato molte persone disponibili è davvero rincuorante 🙂
Dai, fallo anche tu…ti assicuro, io ho trovato sempre persone a modo e gli impiegati dell’archivio di stato sono stati efficientissimi e disponibili ad indirizzarmi.
Fammi sapere se ti ci metti, eh 🙂
Io ho provato a chiedere al prete, ma non ha acconsentito, dicendo che ormai sto albero genealogico è diventato una moda… cosa posso fare?
Puoi provare ad andare in curia e farti dare il permesso scritto, spiegando la situazione. Tentare non nuoce!
Miss, sei una forza della natura!
Grazie caro, è divertentissimo fare queste ricerche, non si smetterebbe mai!
Dopo il tuo articolo mi è proprio venuta voglia di partire a ricercare i miei antenati, sono anche io di Genova. Se so quando è morta la mia trisnonna, posso trovare tramite il certificato di morte dove è nata e quando? devo richiedere il certificato di morte all’anagrafe a Genova? me lo daranno o solo un parente stretto? aiutoooooo ! grazie per i tuoi articoli sulla nostra bellissima città! Clara
Buongiorno Clara, certo che te li daranno, sei la nipote, con i certificati puoi trovare tante informazioni. E non dimenticare gli archivi delle chiese che sono preziosi. Buona ricerca allora, grazie di cuore per le tue belle parole!