E’ una piccola Moleskine nera, segno sulle sue pagine le parole da ricordare.
Citazioni, aforismi, poesie.
Le scrivo a penna, in stampatello.
E lo faccio da anni, ormai.
Così conservo tanti quadernetti, sui quali sono appuntate le emozioni di una vita, spesso si ripetono, ho scritto più volte alcune rime, certi versi che sento particolarmente miei, che fanno tutta la differenza.
Come questa poesia, che amo e conosco da tanto, ormai.
E mi ci rispecchio, come molti di voi, forse.
Ve la regalo nella lingua nella quale è stata composta, perché credo che così andrebbe letta, ma vi lascio anche la sua traduzione, laddove dovesse servirvi.
La vita è una scelta, sempre.
E la strada, la strada che si prende nel bosco delle esperienze può essere luminosa, piana oppure ripida e piena di sassi.
Ma ognuno di noi, nella propria vita, finisce per trovarsi al limitare di un bosco, dal quale divergono due strade.
Robert Frost l’ha raccontata così, la strada non presa, in questa poesia che mi appartiene come poche altre.
Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less travelled by,
And that has made all the difference.
Due strade divergevano in un giallo bosco
e dispiaciuto di non poterle prendere entrambe
essendoci un solo viaggiatore, a lungo rimasi
e guardai lungo una di esse più lontano che potevo
fino a dove si perdeva nel sottobosco;
Allora presi l’altra, perché era bella,
e aveva forse il migliore aspetto,
perché era erbosa e meno percorsa;
sebbene i segni del passaggio le avessero
segnate alla stessa maniera,
E di entrambe quella mattina ugualmente lasciavano
le foglie capire che nessun passo le aveva annerite
Oh, lasciai la prima per un altro giorno!
Già sapevo come una strada conduca all’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni ed anni:
due strade divergevano in un bosco ed io –
Io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.

Sarei proprio curiosa di leggere i tuoi quadernetti. Chissà quanti frammenti interessanti di vita!
Molto bella questa poesia.
Ogni giorno ci si presentano davanti delle scelte e spesso, forse per la fretta di decidere, si va a sensazione e ci si butta su quella che a istinto ci sembra la strada migliore. Sovente è solo a distanza di tempo che ci si rende conto di avere sbagliato, ma come si suol dire…. del senno di poi….
Baciotti Miss e grazie di essere passata da me.
sabrina
Grazie a te Sabrina, prometto che te li mostrerò i miei quadernetti 😉
Un bacione!
Affascinante! Mi incuriosisci…ognuno di noi nella vita ha avuto le sue sliding doors e chissà dove saremmo se avessimo scelto diversamente. A volte penso ad universi paralleli in cui potrei incontrare un’altra me stessa che vive vite differenti. Buona serata cara Miss!
Sarebbe tutto diverso, se avessimo fatto altre scelte e preso altre strade saremmo altrove, dove non si sa. E questo incuriosisce molto anche me.
Oh si Miss, a volte mi fermo anch’io a pensare dove sarei ora se….e cosa farei se….ma che bella la poesia che hai postato! Io credo molto tra l’altro alle coincidenze cioè che se accadono c’è un perchè e che se non è successa quella cosa è perchè non era destino accadesse. A volte addirittura dici -E meno male!-. Carina l’idea di tenere dei quadernetti dove appunti tutte quelle cose. Sei proprio attenta e precisa, chissà un domani quanti ricordi!
Il bello è che alcune poesie che avevo annotato a 14 anni sono ancora le mie preferite, ad esempio questa…
Che bei versi, non li conoscevo.
Anch’io prima appuntavo i pensieri sulla moleskine nera, ce l’ho avuta anche rossa, prima ancora usavo le agende che ti regalano in banca. Poi è giunto lo smartphone e adesso i miei pensieri non sono più inchiostro, ma pixel. Sono sempre pensieri, eh, ma un po’ di nostalgia ce l’ho, devo dire.
Buona serata, Miss :*
Eh, la carta mi lascia un senso di immortalità, eppure può bruciare, distruggersi…ma la moleskine non l’abbandono!
Bacio Cla!
E ci accomuna, cara Miss Fletcher, anche l’abitudine di tenere un diario o comunque degli appunti fugaci di pensieri sparsi, però significativi per noi stesse.
Bello.
La scelta: ahi ahi che dolor.
Si lascia sempre qualcosa, in una scelta. E così si cresce.
Un abbraccio Susanna
Non sono affatto stupita di questa ulteriore similitudine tra noi due, lo sai?
Ed è vero che si lascia sempre qualcosa quando si cresce, quell’altra strada che portava a un altro bosco che si può solo immaginare.
Un abbraccio a te, tesoro.
Mi piace molto Robert Frost e la sua totale bella ingenuità che sottolinea il rapporto con la natura…
Immaginavo che fosse nelle tue corde, ormai un po’ ti conosco!
Questo post si attacca ai miei dubbi di queste settimane e mi aiuta a trovare una risposta.
Tu la tua strada la stai percorrendo e sappiamo entrambi di cosa parlo 😉
Sai essere sempre una narratrice strepitosa!!!
Un abbraccio affascinato 🙂
Ricambio il tuo abbraccio con affetto, un bacione Argante!
Uno dei miei autori preferiti ^___^
Grassie!
Grazie a te, è un piacere condividere le poesie!
proprio un bel componimento, Miss… il bivio in mezzo al bosco è sempre un pari o dispari micidiale, meglio un trivio…
Eh sì, è tosta, bisogna saper scegliere bene!