Se dovessi scegliere una canzone d’amore, la mia sarebbe questa.
E forse può sembrarvi una contraddizione, vista la mia passione per certi pensieri romantici, per alcune atmosfere ovattate di altri tempi.
Ma questa è la mia musica, questi suoni, questi ritmi.
Questa è la mia musica, e sono esattamente così certi amori, a volte.
If you say that you are mine
I’ll be here ‘til the end of time
So you got to let know
Should I stay or should I go?
Questo è l’amore, talvolta.
L’impazienza, il desiderio, il possesso, l’incertezza.
If you don’t want me set me free.
E l’esasperazione, anche quella. Chi ti ama non dovrebbe desiderarti esattamente come sei?
Exactly who’m I’m supposed to be.
A volte l’amore è dolce, a volte è frenetico e prepotente, come questo.
Should I stay or should I go?
E d’impulso, il pensiero è quello di fuggire, sapete quelle situazioni instabili e comuque inevitabili.
Questa è la mia musica, se dovessi scegliere una canzone d’amore, la mia sarebbe questa.
Questa per me è la canzone più sensuale e forte che conosca, per il suo ritmo, per i suoni, per i cori, per l’energia esplosiva, per gli acuti, per l’atmosfera, questa è una canzone che è appartenuta a una fase della mia vita e, a differenza di altre, non mi ha stancato mai.
Altre voci, altri suoni sono passati, senza lasciar traccia.
Questa, invece, sempre uguale, è rimasta.
Bastano pochi accordi per riconoscerla.
Pochi accordi e mi rammento quella che ero, quella che in parte sono ancora.
Ricordo che la prima volta che ascoltai questa canzone, la cassetta di Combat Rock girava nell’autoradio di una macchina, la sentivamo a tutto volume, dove eravamo soliti riunirci.
Erano gli anni del liceo, tra di noi c’era qualcuno che possedeva il chiodo originale e gli anfibi comprati a Londra.
Tra noi c’era qualcuno che poi è cresciuto, ed è diventato grande, ma anche qualcuno che non c’è più e che nella mia mente resterà per sempre con quel viso da ragazzino.
Questa è la crudeltà di crescere, in qualche modo.
Ricordo quando i Clash vennero a Genova in concerto, alcuni miei amici andarono a sentirli. E a conoscerli, dietro al palco.
E non le dimentichi certe emozioni, certi racconti, anche se sei più grande, anche se loro si sono sciolti, anche se Joe Strummer non c’è più, anche se il tempo è trascorso e non passi più i pomeriggi sulle panchine insieme ai compagni di scuola a progettare amori, vite e futuri possibili.
Con questa colonna sonora in sottofondo.
Due accordi.
Should I stay or should I go, l’amore arrabbiato, cantato dai Clash.
La mia musica, questa.
Il passato lo portiamo sempre con noi, trasformandolo alla luce del presente, ma non c’e’ niente di piu’ presente nella nostra mente che il passato ormai lontano dei tempi del liceo, dell’adolescenza e dell’infanzia. Che nostalgia, nonostante cio’ non tornerei indietro.
Nostalgia sì, non so se tornerei indietro, di preciso quando passo in certi posti mi sembra di rivedere e di rivivere certe situazioni…
Hai capito la Miss! Che musica! Eh il passato Miss, quanti ricordi da ragazzina….quanti amici anch’io che ricorderò per sempre…mamma mia mi hai venire alla mente in un solo secondo una parte di anni che è e rimarrà una parte a se. E ognuno con la sua canzone nel cuore. Con la sua compagnia e il suo paese intorno. Un paese che cambia, anche le amicizie cambiano, cambiano i nostri pensieri, i nostri amori, i visi delle persone che ci circondano ma, a volte, bastano due note, basta una canzone che tutto all’improvviso torna, così com’era un tempo…
Hai ragione, si cresce, si cambia, le persone a noi diventano a volte altre! Certe cose però restano, io alle musiche del passato sono legatissima. In questo caso poi, a parte i ricordi, i Clash li adoro proprio, senza riserve…
Ognuno ha una canzone per quei momenti che io chiamo ‘il momento della verità’ dove l’amante si mostra totalmente nudo e indifeso di fronte all’amato in attesa di una sua decisione che puo’ portarti in paradiso o all’inferno.
Il treno per l’inferno che ho preso una volta, e che mi ricordo ancora molto bene, è questo
http://www.youtube.com/watch?v=jsEV2PGXdUg
ed è strano perchè poco prima avevo preso una coincidenza con quest’altro
treno http://www.youtube.com/watch?v=YsheH5KdpSE.
Grande Vasco, pure lui mi ricorda bei tormenti…
Ooooohhh yeaaaa dear Miss Fletcher! Non era proprio questo il mio genere ma ci voleva proprio stasera, questa sferzata d’energia ed un tuffo nel passato remoto. Adesso sarà dura sbirciare la tv e sentire/vedere San Remo.
Speriamo in Belen.
Baciotto Susanna
Haha…infatti! Ci pensavo a quelle cantilene, ma vuoi mettere i Clash 😉 ?
Bacetto Susa!
Una canzone per ogni volto del nostro passato. Ogni amica/o mi ha regalato un pezzetto del suo mondo in musica… Un modo per sentire vicino anche chi da tempo non fa più parte della nostra vita. Un abbraccio, Viv
Un abbraccio a te, carissima
Da quanto tempo non sentivo questa canzone…graffiante, trascinante!!
Grazie e buona notte cara miss
E anche la romantica, delicata Guglielmina ama i Clash! Bellissimo!
Ahhhhhhhhhhhhh i Clash sono il mio gruppo preferito!!! Grande Miss
Ahhh grandissima!
Visti in concerto a Firenze nel lontano 1980.
Allora erano ancora puri. Poi come tutti hanno deciso di provare a diventare rock star ed è stata la loro fine.
La cosa interessante della canzone che Mick Jones scrisse il testo in inglese ma joe strummer decise di aggiungere del “backing vocals” in spagnolo.
La leggenda narra che Mick Jones scrisse la canzone per Ellen Foley, la sua ragazza del tempo, che cantò la canzone (bellissima) e molto sexy con Meat Loaf :Paradise by the dashboard light.
Uh, bello! Ora però mica vorrai lasciarmi così in sospeso, no? Mi racconti qualcosa di quel concerto, vero?
La storia di Mick Jones e Ellen Foley la sapevo, ignoravo però che lei avesse cantato il pezzo.
senti ma se venissi a Genova e te lo raccontassi a voce? Adoro Genova. Una delle mie città preferite.
Comunque la cosa che ricordo del concerto fu la grande attesa. Il palco fu messo davanti alla curva ferrovia che era completamente piena. Cominciò con una grande sorpresa. Una lunga introduzione con, incredibile ma vero, la colonna sonora di Ennio Moricone. Poi entrarono subito giù pesanti. L’acustica era di bassa qualità e la voce si sentiva male. Niente a che vedere con le cose di oggi. Erano ancora relativamente poco famosi, il grande successo commerciale arrivò dopo ma ricordo di essermi emozionato come un bambino ai “Cannoni di Brixton” e cantavo come un pazzo “I fought the law” che rimane un grande inno. Oggi come allora.
Fu nel giugno del 1981, avevo 18 anni, lo stesso anno dei Dire Straits allo stadio di Massa. Ma questa è un’altra storia.
Bello che ti piaccia Genova, magari attendiamo il disgelo e organizziamo qualcosa in primavera, il clima è più dolce e Zena è certamente più bella.
Sai domani incontrerò per la prima volta una ragazza, anche lei di Genova, e la conoscerò proprio grazie a questo blog, ci accomuna l’amore per i nostri caruggi e il desiderio di scoprirli insieme, trovo che questa sia una bellissima cosa!
Riguardo al concerto, non mi stupisce leggere che non aveva niente a che vedere con le cose di oggi, erano altri anni…e anche quell’emozione che ricordi, era di altri anni, posso capirla bene! Poi quella musica era energia pura, la musica di adesso è un’altra cosa, almeno così mi sembra, a parte qualche raro caso.
Adoro i Clash! Il romanticismo alternativo… 😉
Ecco, questa è una definizione perfetta 🙂
avevo un amico che amava i Clash e anche per me quello avrà la stessa faccia, nonostante sia passato molto tempo.
Credo che il rock, il punk in genere abbia avuto questo pregio: fare musica con pochi accordi e permettere a tutti di farla
Le persone che ricordiamo con quella faccia là, eh Pani…non dico altro, so che mi capisci.
Ciao Miss, io sono più sdolcinata e la mia canzone d’amore è “Love song” di Elton John, un pò datata ma per sempre attuale. Me la porto dietro da quando ero una ragazzina, avevo scritto il testo nel mio diario dei ricordi. Ha segnato l’adolescenza fatta di spensieratezza e primi innamoramenti.
Ahh che reminescenze….
baci sabrina
Quell canzone piace anche a me, e pure molto! Un bacetto a te Sabri!
Dear Miss Fletcher,
sei una miniera di sorprese: ho scoperto il tuo blog solo un paio di sere fa e oggi spuntano fuori i Clash e “Should I stay or should I go”.
In casa mia c’è il calendario 2012 di “Strummerville”, tanto per dirtene una, ma soprattutto i Clash mi riportano indietro a un passato contemporaneo al tuo, e a tutto ciò che ha significato per me.
In ogni caso se dovessi scegliere una canzone, una sola, come la più significativa della mia vita, io mi prenderei “London Calling”. And I live by the river.
Fabio – Zeneize since 1965 and a true Clash fan indeed.
Eh, Fabio, i Clash sono grandissimi!
Come vedi mi piacciono cose diverse tra loro, ma questa è proprio la mia musica.
E sì, London Calling è molto significativa, per me lo sono anche i ritmi arrabbiati di Know your rights e The guns of Brixton.
Troverai qui sopra anche un altro gruppo, che forse piace anche a te: the Cure.
Li adoro, ma a volte mi chiedo come sia stato possibile venir su sani di mente avendo ascoltato quella musica…che ascolto ancora adesso!
Sono andato a vedere un film di Mike Leigh, “Ragazze” (credo che il titolo originale fosse “Career girls”) solo perché la colonna sonora era composta da canzoni dei Cure, fra cui “Caterpillar” che è la mia preferita.
Io sono arrivato a 47 anni ascoltando Clash, Cure, Sonic Youth e ancor prima Tangerine Dream e Captain Beefheart: se è per colpa loro che sono come sono, allora ne è valsa la pena.
E comunque onore ai Trilli, ora e sempre!
Fabio – Zeneize since 1965. I’ve got a rock ‘n’ roll heart.
La mia preferita dei Cure è A forest…un incubo, praticamente! Ma amo anche Charlotte Sometimes, e ti dirò, sono anche io contenta di essere come sono, se la colpa è loro, tanto meglio!
E viva i Trilli, sempre!
grazie, miss, mi sorprendi sempre piacevolmente. grazie di avermi fatto ri-innamorare di parole che già amavo
Ehi…bello che abbiamo in comune la musica.
E questa musica, poi. Grazie a te, un abbraccio!