Uccellini di città

Qualche settimana fa un panciuto pettirosso è venuto a posarsi sulla ringhiera del mio terrazzo.
Eh, io ho anche provato a fare amicizia ma per riuscirci bisogna essere in due e se l’altra parte non collabora c’è poco da fare.
Sì è fermato qualche istante e poi via, verso nuove avventure!
Tornerà? Lo spero tanto!
Ognuno di noi ha il proprio carattere, alcuni sono timidi e schivi, altri invece sono sfrontatissimi, lasciatemelo dire.
Non so a voi, ma è capitato più di una volta di pranzare con simili commensali comodamente appollaiati sulla sedia accanto alla mia.
Ecco, in questi casi bisogna tener d’occhio il panino!

Uccellino (2) - Copia

E poi? Olio, aceto e sale e lì, sul bordo del tavolo, un inaspettato ospite che passeggia beatamente.
Ma non è meraviglioso?

Uccellino (3)

Accade con la bella stagione, quando le giornate si fanno calde e diventa piacevole pranzare all’aperto.
E allora si sceglie un posto tranquillo e silenzioso, lontano dal traffico e dal rumore.
Si cerca un tavolino riparato da un bell’ombrellone e mentre si attende il pranzo si sfoglia un giornale oppure una rivista.
E magari si pensa pure di esser da soli!
E invece no!
C’è una sedia libera? Per poco, arriva subito qualcuno ad occuparla, non dubitatene.

Uccellino (4)

E già che c’è si fa pure un giro sul tavolo, tra il bicchiere e la bottiglia.
Un voletto e poi ritorna, in cerca di qualche briciola che possa fare al caso suo.
Beh, sapete cosa vi dico?
Io attendo la primavera e quelle giornate dal clima mite, le maniche corte e i pranzi all’aperto.
E ospiti così alla mia tavola.

Uccellino

29 pensieri riguardo “Uccellini di città

  1. Nei ristoranti all’aperto mi guardano male perché do le briciole ai passerotti attirando così anche i loro fratello più grandi. Pazienza… A volte mi porto via il pezzetto di pane residuo e lo sbriciolo un po’ più in là ma li trovo deliziosi, che posso farci? Bacioni

    1. Sono bellissimi, io prima o poi vorrei comprare la casetta da mettere sulla ringhiera con dentro il mangime per loro, devo decidermi a farlo.
      Bacioni Viv, buona giornata.

  2. …anch’io ogni giorno do il pane ai miei…gabbiani, non posso farne a meno, perché li vedo lì ad aspettare…ho messo la foto su Twitter….

  3. Quello nelle foto è un passero.
    Tanti anni fa, ne avevo raccolto uno per terra, con il becco ancora tenero.
    L’ho svezzato a pane bagnato nel latte e poi svolazzava libero, quando si pranzava. Si posava sulla spalla e prendeva dalla bocca i chicchi di riso. Se lo toccavi sotto la pancia, saliva sul dito per poi metterlo in gabbia. Un bel giorno però, c’era la finestra aperta, non ci siamo accorti che sia volato via ma non l’abbiamo più visto. Ci è dispiaciuto sopratutto perchè, abituato come era con noi, non si sia fidato troppo di chi si è trovato a lui vicino. Voglio pensare che abbia trovato una compagna e abbia formato una sua famiglia.

    1. Sì sì, due passeri eh? Fotografati in momenti diversi.
      Che tenerezza la storia che racconti, spero anch’io che il tuo passerotto se la sia cavata e si fatto una famiglia!
      Un saluto Vittorio!

  4. Passerotto non andare via…
    Se però è un pettirosso spesso annuncia l’arrivo della neve! Questo ovviamente non imoedisce di mangiare fuori sul terrazzino e condividere il pranzo con questi simpatici volatili.
    Un abbraccio

  5. c’ e’ un passero unpoco avventuriero che a volte viene sul balcone della camera oltrepassa la persiana e picchia i vetri vuol manifestare la sua presenza ovviamente metto le briciole e questo succede per alcuni giorni poi non lo sento piu . per tornare dopo molto tempo. ora ho due tortore che non volano via quando apro la finestra per mettere le briciole si allontanano appena un po e mi guardano inclinando il capino sono deliziose.. anche a me piacciono gli uccellini non ricordo in quale ristorante ho pranzato con un coraggioso passerotto sulla tavola mai visto cosa eguale. ciao Miss

  6. vorrei che i pettirossi del mio giardino fossero timidi, così si risparmierebbero la vita. Invece…ogni tanto ne trovo qualcuno. Colpa di Kiki, quella gatta…

  7. Un temerario. Ospite insolito. Mia sorella racconta che in un suo viaggio in Messico ebbe ospiti meno graditi. Un paio di avvoltoi che, per fortuna, tenevano la giusta distanza

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