Di libri usati e di vecchie cassapanche

E poi ci sono i libri che alcuni non vogliono.
I libri compiono un percorso di vita, il destino li fa passare di mano in mano, a volte arrivano a te nelle maniere più impensate, li trovi sulle bancarelle o in quei negozi specializzati con gli scaffali fino al soffitto, quei posti dove gli amanti della lettura perdono facilmente la cognizione del tempo.
E tra il resto l’ordine è spesso casuale e arbitrario, va già bene che i testi siano suddivisi sommariamente per argomento, scordatevi un rigoroso ordine alfabetico tipico delle normali librerie.
I libri che trovate in posti così hanno un passato, alcuni di essi hanno una storia lontana.
Sono stati in una borsa dai manici d’avorio, in una valigetta di cuoio scuro, hanno viaggiato su un treno a vapore, sono stati illuminati da una lampada a gas o dalla luce flebile di una candela.
In certe notti scure sono stati posati su un comodino di ciliegio, sopra a un centrino di pizzo creato da mani abili e amorevoli.
E poi il centrino è finito sul fondo di una cassapanca insieme alle tovaglie lavorate a punto intaglio, alle lenzuola di lino della nonna e alla scatola di metallo dentro alla quale si conservano le fotografie della grande guerra, le immagini della zia che non si è mai sposata e quelle della prozia che aveva sette bambini tutti in scaletta.
Finisce tutto là dentro, nella cassapanca.
Il libro viene sistemato insieme a molti altri in una bella vetrinetta e resta lì, per molti anni.
Poi il tempo scorre e questa eredità di ricordi passa a qualcuno che non sa cosa farsene, a volte è una questione di spazio, non si può sempre conservare tutto.
E allora via, ci si libera della cassapanca, del centrino di pizzo e delle fotografie.
E a vedere sui banchi dei mercatini certi visi di ragazzi, di spose e di bimbe vorrei poter restituire ad ognuno di loro la propria storia, ci vorrebbero infiniti album con i fogli grandi di cartoncino e sotto ad ogni volto bisognerebbe poter scrivere un nome.
I sogni sono fatti anche così, di certi desideri impossibili.
E i libri?
I libri trovano una strada, una casa e un destino.
A volte tra le pagine ingiallite trovi un foglietto di carta oppure una traccia di matita a sottolineare certe parole.
E magari non le avresti notate con tanto interesse se non ti avesse passato il testimone il proprietario del libro e della matita.
La scorsa settimana sono capitata in uno di quei negozi.
Il libraio se ne stava seduto al computer, tra cataste di volumi di ogni tipo.
Io, da sola, in quattro stanze piene di libri.
Un’ora, forse anche di più.
Quei libri che quando li apri non sono perfettamente dritti, hanno le pagine un po’ deformate dall’umidità.
E quelli che invece sono rifasciati nella carta trasparente.
Sulla prima pagina una data e una firma.
Un timbro, a volte.
Una dedica.
Una cartolina inavvertitamente dimenticata.
Una violetta del pensiero pressata tra le pagine e tra migliaia parole.
E i testi di cucina forse profumano di  prezzemolo e rosmarino?
Avevo anche le mani un po’ impolverate, certi libri così imperfetti e vissuti lasciano una traccia.
E poi tra le mie mani è arrivato un amico insperato, un romanzo di Emile Zola che ancora mancava alla mia collezione.
E un epistolario, le lettere scritte da Niccolò Paganini.
E un altro libretto su un celebre genovese.
Da ultimo mi sono ritrovata a sfogliare un libro del 1914.
Ha la copertina rigida, qualche tavola illustrativa ed è in ottime condizioni, vi sono narrate alcune storie di Genova, l’autore è uno dei miei preferiti.
Lo guardo, scorro qualche riga, lo rimiro.
Lo poso.
Ho già tanti di quei libri, no, non lo prendo.
E poi lo apro ancora una volta e nella seconda pagina noto questa dicitura: della presente opera si sono tirati venticinque esemplari in carta reale a Mano della Cartiera P. Miliani di Fabriano numerati da 1 a 25 e firmati dall’editore.
Venticinque.
Quel libro, la copia numero 2,  è venuto a casa con me, era il suo destino.
Il libraio mi ha detto che il suo catalogo è disponibile sul web e nel salutarmi mi ha lasciato il suo biglietto da visita.
Non lo userò, no di certo.
Io voglio andare proprio lì, dove ci sono scaffali fino al soffitto e dove ho trovato un libro tirato in venticinque copie.

40 pensieri riguardo “Di libri usati e di vecchie cassapanche

  1. E mi sa che hai trovato davvero una chicca! Io amo molto i libri, tutti ed anche questi ma sin da piccola soffrivo di allergia alla polvere e ho preso l’abitudine a non maneggiarli. Ma una bella teca chiusa sarebbe l’ideale per qualche bel volume che ho in mente e un giro in questo tuo negozio mi piacerebbe proprio farlo. Baci e buona giornata 🙂

    1. E infatti ti pare che quel libro potessi lasciarlo lì? Non sia mai!
      Eh, l’allergia alla polvere è molto spiacevole, una bella vetrinetta direi che è la soluzione ideale.
      Un bacione Viv!

  2. Però a chi come me è lontano ma è sempre cuorioso sulla sua Genova il sito web di quel libraio puoi darlo… 😉
    Saluti,
    Mauro.

    1. Sai che davvero non so dove sia finito il bigliettino? Perché davvero io non sono tanto portata per gli acquisti sul web, men che meno se si tratta di libri usati.
      Una bellezza sfogliarli e sceglierli!
      Un saluto a te!

  3. ..avere la copia numero 2 di un libro d’epoca è una bella soddisfazione :-). A me è capitato di aver acquistato la ottava copia di un vecchio libro di chimica degli anni ’30: pagine ingiallitissime, odore di muffa.. lo tengo avvolto in confezione di plastica perchè prenda meno aria possibile.. Ciaooo

      1. Adoro quel libro, anche se ha una “tavola degli elementi chimici” un po’ sbiadita ormai.. mi sa che devo pensare di metterlo in una teca sottovuoto per evitare che tra qualche tempo le pagine non inizino a sfaldarsi 🙂

  4. Anche io vado spesso nelle vecchie librerie e nei mercatini a curiosare tra volumi polverosi e ingialliti. Mi piacciono anche le vecchie cartoline. La cosa che mi piace di più è leggere le dediche, spesso scritte con quelle calligrafie oblique, eleganti e piene di riccioli, al giorno d’oggi nessuno scrive più così! E poi costruisco storie immaginarie sull’autore del regalo, e la faccia di quello che l’ha ricevuto, faccio il calcolo dell’età che avrebbe oggi, chissà se è ancora vivo, chissà dove abita, chissà se si ricorda del regalo…

    1. Anche io adoro le vecchie cartoline, il problema è che quelle belle sono davvero costossime.
      Se io e te andassimo per libri insieme, cara mia, temo che passeremmo ore ed ore a far congetture e a sbirciare tra vecchie pagine ingiallite.
      In questo siamo abbastanza simili, direi!
      Buona giornata Pendolo!

  5. Cara Miss, ti seguo sempre con delizia ( piacere non renderebbe l’idea!) anche se commento assai di rado; in questo post, tuttavia, ho davvero riconosciuto una parte di me, e volevo dirti grazie per come hai saputo trasformare in sensazioni l’ineffabile sussurro delle cose…oltre che congratularmi per la fortunata scoperta!
    Patrizia

    1. Cara Patrizia, sono davvero onorata delle tue belle parole, grazie di cuore.
      L’ineffabile sussurro delle cose…questa frase è una poesia, grazie di averla scritta qui.
      Un abbraccio grande, verrò a trovarti per quel giro del quale abbiamo parlato, non mi sono scordata, spero di farcela presto!
      Grazie a te, buona serata!

  6. Wow! Che pomeriggio meraviglioso hai passato, te lo invidio tantissimo, più di un anello d’oro o di una collana di perle o di tutte quelle cose normalmente ritenute preziosissime. E pure la conclusione con il libro raro!!
    Posti così ti obbligano a far parte di una storia, a scrivere una storia…

  7. Assolutamente mirabile, unico! Anch’io adoro quei luoghi che hanno il “sapore del tempo”. Sono meravigliosamente coinvolgenti: time machine for me….kisses miss! ….and thank you!

  8. Cara Miss hai fatto una descrizione sublime, pochi riescono a capire il fascino di stare a contatto con molti libri, anche polverosi.
    Con il tuo racconto mi hai riportato indietro di almeno dieci anni, quando a Genova eravamo un gruppo di amici che durante la settimana andavamo per trattorie a gustarsi qualche minestrone con il pesto, e poi parlavamo di libri di scrittori di storie genovesi e le ore passavano veloci.
    Mentre la Domenica pomeriggio ci riunivamo in casa del carissimo Riccardo una fonte inesauribile di notizie. Poi ogni uno di noi raccontava dei nuovi ritrovamenti, notizie trovate durante la sttimana nei vari archivi.
    La casa di Riccardo era piena di libri, come quelle di tutti quelli che frequentavano la compagnia.
    Per noi era come fermare il tempo.
    Gtazie per il tuo magnifico articolo.
    Eugenio

    1. Grazie a te caro Eugenio, condividi sempre con me ricordi belli e preziosi, mi sembra di vederti con i tuoi amici appassionati di libri e di vecchie storie.
      E so che tu lo comprendi bene il valore dei vecchi libri polverosi, una gioia grande che ho il piacere di provare anch’io.
      Un abbraccio a te!

  9. Cara Miss,
    e ora per la tua biblioteca ci vuole proprio un bel “Ex Libris”.
    Un abbraccio.
    Vittorio

    1. Eh, caro Vittorio, che meraviglia gli ex libris!
      La settimana prossima vengo a trovarti e ti porto a vedere il mio prezioso acquisto, una vera chicca!
      Un abbraccio grande a te!

  10. ti ho detto di quella volta che sono andato alla fiera del libro antico? Certi collezionisti sono veramente pazzi, sono disposti a fare follie per un libro

  11. Posso chiederle dove si trovi questa libreria? Sono spesso a Genova e mi piacerebbe tanto andarci!

    1. Certo, Marilena!
      E’quasi in fondo a Via Assarotti, scendendo sul marciapiede di destra a un certo punto c’è come una deviazione, la trovi li in fondo.
      Buona serata!

  12. Mentre leggevo il tuo scritto, parola dopo parola,mi vedevo dal venditore di libri usati in fondo a via Assarotti. Con la sua gentile offerta finale del biglietto da visita e la proposta di consultare il sito web , ne ho pressochè avuto la certezza.Leggendo i commenti ,la conferma. Passo ore così , sfogliando libri , cogliendo curiosità, appunti,dediche,scritti e cartoline dimenticati tra le pagine.Una vera miniera sono i mercatini del sud della Francia a due ore da Genova , dove pressochè tutto è in vendita per meno di 50 € e i libri a meno di 5€. Accade spesso di rinvenire opere autografate dall’autore. I libri dell’ottocento la fanno da padroni e spesso sono oltre che interessanti anche bellissimi, con rilegature in cuoio,nervature dorate,frontespizi in carta colorata a mano: spolverati e lucidati con un panno e un goccio di cera per mobili costituiscono un vero trionfo .Vado pazzo per le vecchie guide turistiche ( raramente in lingua italiana) e per il periodo napoleonico ( che uomo !)

    1. Benvenuto Carlo, abbiamo passioni simili, a leggere il tuo commento appare il tuo amore vero per i libri e per la loro anima.
      Anch’io passo ore così, a volte sfogliando pure i libri di casa si trovano cose inaspettate, ad esempio guarda qua
      http://dearmissfletcher.wordpress.com/2012/07/07/quando-andavamo-con-il-tramway/
      Non ti dico la soddisfazione!
      E chissà che belli quei mercatini francesi dei quali mi parli!
      Grazie, buona domenica a te!

  13. Avevo già letto questo poetico ed amorevole post sui libri e l’amore che essi ci regalano e quello che noi doniamo a loro, volevo chiedertelo, sai quanto sono lontana, mi faresti avere, il link del sito del libraio?
    Un sorriso

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