Di libri e dei desideri di una lettrice

Cosa è importante in un libro?
Sopra ogni cosa il contenuto, ne converrete.
Tuttavia vi sono anche altri elementi che influiscono nella scelta e nell’acquisto dei libri, a volte alcuni volumi restano sullo scaffale della libreria e non li portiamo a casa con noi per una serie di ragioni che non hanno nulla a che vedere con il testo medesimo.
Se si tratta di volumi antichi, rari o introvabili, io tendo a passare sopra a qualunque difetto o mancanza, non importa che la copertina sia sgualcita o che il libro non sia esattamente come vorrei.
Nel caso di una nuova uscita, invece, la mia valutazione si ribalta: pretendo che il libro sia perfetto e che abbia determinate caratteristiche, al di là del suo contenuto.
E’ chiaro che se ritengo un libro indispensabile non rinuncio certo a comprarlo, a volte invece finisco per non acquistare certi libri che mi incuriosiscono, mi basta prenderli tra le mani per lasciarli dove sono, mi è capitato pochi giorni fa.
Perché?
Cosa conta in un libro?
Io vi dirò cosa è importante per me, è una valutazione del tutto personale che tiene in considerazione la mia percezione del libro come di un piacevole compagno di viaggio, un amico con il quale è bello fare un tratto di strada.
E innanzi tutto deve essere facile da leggere, che banalità, vero?
Eppure alcuni testi sono stampati con caratteri troppo piccoli, davvero ostici per il lettore.
Certi libri, invece, hanno il carattere della giusta grandezza ma l’interlinea non è abbastanza alta e così l’impatto visivo con la pagina non è dei migliori.
E poi un buon compagno di qualche ora deve essere facilmente maneggevole e non inutilmente pesante, un libro deve regalare il piacere della lettura, non è un complemento d’arredo, leggere è un viaggio verso altri mondi e per quanto mi riguarda non vorrei nemmeno accorgermi di tenere un libro tra le mani.
Perché certi libri sono così pesanti? Siamo sicuri che sia proprio necessario?
I libri, ahimé, sono piuttosto costosi.
E per giustificare certi prezzi la carta dovrebbe essere sempre di ottima qualità altrimenti il libro che stuzzica appena la mia curiosità e che forse leggerei volentieri resta sicuramente dov’è.
Un buon libro dovrebbe essere rilegato con cura senza che si stacchino le pagine, pare un’osservazione ovvia eppure mi è capitato più di una volta che un libro si aprisse in maniera inaspettata.
Eh, lo so! Sono una lettrice esigente in molti sensi!
Le note, altro tasto dolentissimo, a volte sono in fondo ai capitoli e allora che si fa?
Si interrompe la lettura per cercarle oppure le si legge tutte insieme, alle fine del capitolo.
Oh, le note! Per cortesia, mettetele sempre in fondo alla pagina in modo che sia sufficiente abbassare lo sguardo per trovarle, credo che molti lettori vi sarebbero grati!
Aggiungo che possiedo un libro di tema storico nel quale ci sono note in inglese, tedesco e francese senza traduzione, forse si presuppone che tutti conoscano le lingue, non è così e anche se il libro in sé è interessante questa mi pare una mancanza.
Quante volte acquistiamo un libro o per lo meno lo sfogliamo anche grazie alla sua copertina?
La copertina è come il canto delle sirene, attira il lettore e lo ammalia, la copertina è un quadro celebre, una fotografia accattivante, un bianco e nero seducente.
Una bella copertina può anche celare un pessimo libro oppure può permetterti di scoprire un autore che non avresti mai considerato, a volte si fanno incontri sorprendenti grazie a un’immagine che ci ha colpito.
Carattere, carta, peso, rilegatura, copertina, tutto ciò è complementare all’anima del libro, le parole e il loro significato, la storia e i suoi personaggi.
Io sono fortunata, prediligo i classici e dei miei autori prediletti si trovano diverse edizioni, così posso scegliere il volume che sento più mio.
E voi? Quali sono i vostri desideri in merito ai libri?
Da qualche parte c’è sempre un libro che attende un lettore.
E’ laggiù, impilato vicino a molti altri.
E attende un segnalibro, un comodino sul quale essere posato la sera, una borsa dentro alla quale viaggiare.
Attende di dischiudere un mondo a chi lo voglia scoprire.

34 pensieri riguardo “Di libri e dei desideri di una lettrice

  1. Questo post mi ricorda molto un volume uscito in questi giorni che sceglie come area di indagine il lettore (ma si potrebbe dire “le lettrici” perché in questo campo il primato delle donne è indiscusso in ogni parte del mondo): Luca Ferrieri, “Fra l’ultimo libro letto e il primo nuovo da aprire”, Firenze, Olschki, 2013, pp. 336.

  2. Io punto principalmente sulla leggibilità, nel senso che deve avere un carattere di stampa non troppo piccolo.
    Inoltre se dopo una 20ina di pagine sbadiglio perché il libro è troppo noioso, non ho problemi a chiuderlo forever and ever 🙂

    1. Idem, faccio come te.
      In genere prima dell’acquisto leggo le prime venti righe, se mi intrigano so che il libro mi piacerà, funziona di solito.
      Un abbraccio Niko, grazie!

  3. Più che la copertina m’intriga molto il titolo. Dopo di che leggo subito il trafiletto, la presentazione, la trametta…per dire…
    La copertina deve essere semplice: più è semplice più l’associo alla sostanza della scrittura…

    buona giornata
    .marta

  4. La prima cosa che conta per la scelta di un libro è l’autore, ho il terrore di perdere tempo a leggere ….libri senza anima…per anima intendo quella dell’autore, devo sentirla viva…. Per questo prediligo i classici….raramente compro autori sconosciuti….o giovani esordienti….anche se sono primi nelle classifiche….
    Da qualche anno amo….rileggere i libri letti in passato, a volte mi sorprendono …mi sembrano diversi , nuovi…..

  5. Mia moglie ,che fa la scrittrice,dice che per giudicare un libro e ovviamente uno scrittore bastano le prime righe della prima pagina,se ti coinvolgono il libro va bene,io invece sono più emotivo cioè scelgo u libro a sensazione,però devo dire che certe volte i sensi mi tradiscono. ciao miss e buonissima giornata .

  6. Anch’io noto tutte le cose che osservi tu, però poi, se riesco a trovarlo, prendo sempre il libro che desideravo. Leggendo i classici posso permettermi la scelta dell’edizione (I love Einaudi) o, nel caso, della traduzione, fondamentale proprio perché leggere un testo in traduzione non è mai leggere l’opera originale, perché tradurre, con Eco, è “dire (quasi) la stessa cosa” e allora il traduttore diventa importante (quasi) come l’autore.
    Le copertine però sono davvero un canto di sirena! Una volta di mestiere volevo fare quella che sceglie le immagini per le copertine dei libri…

  7. Credo che la cosa fondamentale per me sia la grandezza del carattere. Essendo ipovedente, escludo a priori tutti i libri con caratteri minuscoli.
    È anche una delle ragioni per cui sono passato al digitale con il Kindle. All’inizio ero molto diffidente, ma quando mi sono abituato è stata una liberazione.
    E poi, sì! Le belle copertine devo dire che mi fregano sempre.
    Buona giornata.

    1. Ah le belle copertine mettono nei guai anche a me, a volte mi faccio attrarre da una bella immagine, poi giustamente bisogna vagliare il contenuto, senza quello resta un involucro vuoto.
      Un abbraccio carissimo, buona serata!

  8. Io non faccio testo per i libri, credo di amarli e desiderarli tutti, a prescindere dalla carta dalla grandezza del testo, certo in una cosa sono attenta : che siano rilegati,, non ha importanza con copertina rigida o meno, l’importante che non diano incollati ( e in malo modo)
    Per gli argomenti, purtroppo le mie curiosità sono talmente tante che escluso qualche triller il resto è da leggere, se non è lui che si fa lasciare dopo le prime pagine
    La streghetta stregata dai Libri

  9. sicuramente concordo per i caratteri che non siano troppo piccoli, e, nel contempo apprezzo anche la portabilità, visto che leggo molto durante gli spostamenti; sono d’accordo per una buona legatura, possibilmente cucito a filo refe anche se oggi ci sono delle accettabili brossure fresate; non amo le plastificazioni; io comunque a volte i libri li impagino per professione (piccola casa editrice locale…) per cui sono abbastanza esigente; per il prezzo, c’è da dire che una produzione di poche copie non consente grandi economie di scala; sicuramente un bel volumetto sulle curiosità di Genova da questo blog ci uscirebbe molto bene; un saluto affettuoso miss

    1. Tutte cose giustissime, concordo con te.
      Anche per il volumetto tratto da questo blog, se sapessi come farlo sarebbe già uscito, caro Diego!
      Grazie, un abbraccio a te!

  10. pure io, come Chagall, sono passato al Kindle. Del resto, solo così posso permettermi di leggere più di 50 libri l’anno.
    Per il resto, tutte le caratteristiche sono valide: grandezza, carta, interlinea…io ho rinunciato a tanti libri per questi motivi.
    E la copertina è traditrice, non per niente nel corso degli anni cambia. Sono pochissime quelle che rimangono invariate, forse solo Il Giovane HOlden ha mantenuto la copertina bianca, per sempre

  11. Io seguo Chagall e Pani… Il reader ha salvato le mie finanze e mi ha preservato da faticosissime letture notturne con lucine improbabili. Però se di carta deve essere la cosa che mi disturba maggiormente sono quei caratteri sbiaditi su carta grossolana… Le belle edizioni su carta patinata mi conquistano sempre soprattutto se si tratta di libri illustrati. 🙂 bacioni

  12. Tutto sacrosanto e condivisibile cara Miss Fletcher. Per me…lo so, è decisamente animalesco quello che dico, è importante anche l’odore del libro!
    Vuoi mettere il profumo di una pagina?
    Baciotto e buon fine settimana
    Susanna

  13. Che bell’argomento hai scelto. A parte i casi in cui si cerca un libro preciso, quello è e basta, entrare in libreria e aggirarsi per gli scaffali è un momento di magia. Ci sono feeling tra me e un libro che nascono dalla copertina, certo, ma anche dall’editore perché ci sono certi editori che amo più di altri, per le scelte che fanno, per la qualità dei loro scrittori, per il formato/rilegatura/peso della carta. La copertina però è fondamentale, come il titolo, ma a volte sono rovinati dalla sinossi nel risvolto di copertina. Ci vuole abilità per parlare di un libro senza dire troppo né troppo poco, ma nemmeno banalizzandolo. Un libro che sul risvolto di copertina ha scritto: “Una travagliata storia d’amore”, non lo compro anche se è Anna Karenina. Mondo difficile quello degli editori 🙂

    1. Hai ragione, condivido in pieno quello che hai scritto.
      E davvero a volte certe descrizioni tradiscono lo spirito del libro in questione, quando capita io faccio come te, lo lascio lì!
      Mondo difficilissimo quello degli editori!

  14. Cara Miss, con me sfondi una porta aperta… Ci vorrebbe un po’ più d’attenzione nella progettazione dell’oggetto libro. I caratteri tipografici sono fondamentali, sia dal punto di vista oculistico che da quello psicologico. Io ho letteralmente un blocco consolidato verso i libri Einaudi: scritti fitti, fitti, caratteri piccolissimi e autori pesanti qualche tonnellata a pagina. Dimenticavo: copertine deprimenti.
    anche il peso non è un fattore secondario: una volta, presa dal sacro furore ho comprato un volume assai economico con tutti, o quasi, i romanzi di Jane Austen. La sera a letto ho scoperto che il mio stomaco, su cui il tomo andava a posizionarsi, non avrebbe potuto reggerli a lungo. Ergo, sono ancora lì, intonsi anche se desidererei tanto leggerli…

    1. Eh quei volumoni pesanti sono faticosi da reggere, hai ragione!
      Sì, ci vorrebbe una maggiore attenzione per il lettore e per il suo piacere di tenere un libro tra le mani.
      Grazie, un bacione!

  15. Di un libro quello che mi colpisce prima di tutto la copertina , la preferisco non rigida, sono dei tempi degli Oscar Mondadori, poi leggo sul retro ,controllo i caratteri li preferisco normali, poi compro e leggo di tutto, a parte thriller, è difficile che non finisca un libro, anche se brutto o non di mio gradimento sono curiosa di vedere come va ha finire.
    Qualsiasi libro dice qualche cosa , così si può confrontare il proprio pensiero ,con altri . Ciao bell’argomento

  16. Lo sai che invece io non ho davvero preferenze? Mi piacciono grossi come mattoni, sottili di un centinaio di pagine, scritti minuscoli, scritti enormi, con le copertine brutte e con le copertine da incorniciare.
    Sarà che io un po’ li distruggo, perché li porto in giro in borsa per un sacco di giorni e poi gli faccio gli angoli e li sottolineo 😀
    Da poco ho iniziato anche a leggere gli ebook, però devo ancora capire se mi piace 😉

    Ah, ho scoperto una passione immensa per i libri illustrati, ne ho comprati una marea e sì, su quelli faccio più caso all’esterno, a come sono rilegati, alla forma.

    Un bacio, Miss, è sempre un piacere leggerti :*

    1. I tuoi libri hanno una vita intensa, anch’io me li porto in giro però non li sottolineo.
      Il famoso ebook dicono tutti che sia tanto comodo per tanti motivi ma io non credo che faccia per me.
      Un bacione Cla, grazie!

  17. bell’articolo, Miss!… i Libri sono cari (e cari mi sono), quindi, nel tentativo di ammortizzarne il costo, leggo pure i numeri di pagina (li preferisco in basso, a destra)… dei quasi 5000 Libri che abbiamo, un buon 70% li abbiamo comprati usati… mi piacciono vissuti, però in buono stato, niente sottolineature, eh, e devono avere rilegatura a filo di refe, ahimè, sempre meno diffusa… sono un lettore disordinato, leggo di tutto, meno i gialli… l’argomento preferito è mutato nel tempo, negli anni 60-70 tendevo al saggio politico, poi alla Toponomastica di Milano… negli 80, Esegesi Biblica (pur capendo solo il 50% di quello che leggevo, la trovavo affascinante), poi, sono arrivati i Romanzi Russi e non… e poi e poi e poi… il risultato è che avendo la casa piccola, non sappiamo più dove metterli o, meglio, ormai sono loro a non sapere più dove metterci… i Libri si leggono con gli occhi, ma mentre io li leggo, ho come la sensazione che qualcuno me li sussurri all’orecchio… che dici, sarà l’età?

    1. Che belle cose hai scritto, questo è vero amore!
      Anche io, sai, non gradisco tanto i gialli, non sono troppo nelle mie corde.
      E capisco il problema dello spazio, tutti i lettori prima o poi fanno i conti con questa questione.
      Buongiorno a te Sergio!

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