Se scenderete da Via Martin Piaggio lasciando dietro di voi il monumento a Giuseppe Mazzini è così che vedrete queste due imponenti statue.
Ritte ed austere, sono dedicate a due illustri concittadini, sulle spalle di ognuno è posato un lungo mantello il cui drappeggio arriva fino a terra.
Là, sulla balaustra che sovrasta la Galleria dedicata al patriota Nino Bixio vigilano silenziosi due grandi genovesi, il loro sguardo viene da lontano, dai tempi della grandezza della Superba.
A effigiare i loro tratti fu lo stimato scultore Eugenio Baroni, colui che realizzò il monumento di Quarto e che impresse il suo stile in diverse opere che potete ammirare al Cimitero Monumentale di Staglieno.
Le statue che sovrastano Piazza Corvetto, come si può leggere sui basamenti, risalgono al 1929.
Un particolare già svela il carattere guerresco di un uomo indomito e senza timori.
Il suo sguardo è fiero e lungimirante, non lo fermò mai nulla durante le sue imprese.
Ha la spada sul fianco e l’armatura, questo è l’orgoglio di Guglielmo Embriaco detto Testa di Maglio, qui trovate la sua storia.
Così lo rappresentò Eugenio Baroni.
Gli è accanto una figura altrettanto illustre per questa città, ha occhi magnetici e severi, lo contraddistingue il piglio deciso di un valoroso condottiero.
È l’Ammiraglio Andrea Doria e la sua imponente figura svetta contro il cielo azzurro di Genova.
Le statue, come ho già scritto, sono del 1929 e quando vennero collocate sulla Galleria la stessa era intitolata alla Regina Elena.
E insomma, c’è da dire che all’epoca non incontrarono proprio il gusto estetico del tempo, sulle pagine di Il Secolo XIX si trovano lettere di protesta, il gusto e lo stile di Baroni non andavano a genio a diverse persone.
Un lettore suggerisce di collocare al posto delle statue dei bei vasi come quelli che si trovano sulla balaustra di Via Garibaldi.
A quanto si evince dal giornale anche i membri dell’Associazione A Compagna ebbero da ridire sulle statue, proprio non erano gradite e fecero storcere il naso a tanti genovesi.
Ebbene, con buona pace dei cittadini del passato che espressero così apertamente la loro disapprovazione, l’Embriaco tuttora domina orgoglioso su quella balaustra.
E vicino a lui c’è il più celebre dei Doria.
Posano il loro sguardo austero sui genovesi di questo tempo, su coloro che sono nati e vivono nella città che li vide risplendere per il loro valore.















Devo dirti, stavolta mi sento molto allineata a quei genovesi che non apprezzarono molto queste statue, stile per altro che si accorda al gusto di quegli anni. Un bacione, cara!
Si tratta di uno stile particolare e a me non dispiace, è vero, tipico di quegli anni.
Nel caso specifico mi ha fatto sorridere la vibrante indignazione dell’epoca, ai nostri tempi Baroni è invece molto apprezzato, tra l’altro è stato di recente restaurato un suo monumento a Staglieno.
Un bacione cara, buona giornata a te!
Due grandi opere, Baroni è e restera un grandissimo scultore, subì forti pressioni e venne escluso dai grandi lavori in corso in quel periodo, a causa di quella storia d’amore con Guendalina.
Io adoro i suoi lavori.
Invito la Signora stravagaria, a leggere la biografia di Baroni scritta da Paglieri, e visitare Staglieno cercando le opere che ha fatto, sopratutto nel suo periodo più difficile.
Carissimo, so bene che Baroni è una tua grande passione, i suoi lavori sono per me molto suggestivi, queste due statue in particolare sono molto d’effetto.
Un abbraccio a te, grazie.
Molto particolari queste sculture. Dei visi spigolosi, severi, quasi surreali. Eppure a me piacciono.
Anche io le trovo particolari, la collocazione poi mi sembra perfetta!
Un bacione Katia, grazie.
Quante volte le ho viste, ma mai guardate così bene!
Un abbraccio
Emanuela
Meritano, cara Emanuela! Un bacione a te!
A dirti la verità, anch’io come Viv mi accodo alle proteste dei genovesi che furono…
Già che ci sono colgo l’occasione per augurarti buon 8 marzo 🙂
Se mai verrai a Genova ti mostrerò le opere di Baroni a Staglieno, meritano davvero. Buona festa anche a te cara!
A Staglieno, se non sbaglio, ci sono anche opere di alcuni scultori dell’Alto Varesotto, Pellini e Bozzolo: ti dicono niente?
Francamente non credo proprio di conoscerli, Tiptoe.
Miss, se devo dire la verità, “di quegli anni”, lo stile di quelle statue è l’unica cosa che salverei… non mi dispiacciono, soprattutto l’Andrea Doria… bravissimo, Baroni!… sono andato pure a curiosare, come suggeriva Eugenio, alla signora Stravagaria, ma anche a tutti noi, la storia di Baroni e Guendalina, sua modella… roba da scriverci un libro… e buona Giornata delle DONNE, anche se a quest’ora sta per finire…
Anche a me piacciono, sono fierissime, vero?
Eugenio è un intenditore e profondo estimatore di Baroni, ho avuto il privilegio di essere insieme a lui a vedere le opere di questo artista a Staglieno.
Grazie Sergio, buona serata!
Cara Miss Fletcher, ho visto questa foto di Piazza Campetto e mi sono chiesta se per caso non sia quello che si vede a destra il negozio dei suoi nonni. Un abbraccio, Simona Inviato da iPad
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Oh Simona, benvenuta qui e grazie! Io però qua non vedo nessuna foto, forse non si può mettere immagini nei commenti… per caso riesci a mandarmela via Facebook alla pagina del blog? Sarebbe bello vederla, sono curiosissima!
Quanto bene le conosco, erano sul mio percorso abituale quando abitavo a Genova! Grazie Miss 🙂
E allora le conosci proprio bene! Grazie a te Paola!
abitavo lì sopra …
Proprio a due passi allora!
Lei mi ha reso felicissimo con l’indicazione di via Martin Piaggio!! Ho passato buona parte della mia infanzia frequentando la zona di Portello (sia per le scuole elementari e medie, sia per la mia compagnia) ammirando da sempre le statue e gli alberi visibili dal basso, salendo dalle Battistine ero come ipnotizzato dalle mura alla destra, anch’esse costeggiate dagli alberi ma pressochè irragiungibili! Ora so come fare per visitare quelle zone che mi hanno sempre affascinato. (Tra le altre, il giardino segreto del palazzo Podestà è sempre stato un sogno a occhi aperti per me) Mille grazie da parte di un giovane Genovese amante della propria città 🙂
Grazie a te, mi fa piacere che l’articolo sia interessante e che abbia dato risposta a una tua curiosità! Benvenuto qui e buona serata a te.
Cara Miss Fletcher,
Sono un insegnante di Scuola secondaria di Secondo grado. Preparando un tour di Genova per una classe, mi sono imbattuto, tra le tante fonti consultate, in questo articolo. Confrontando le foto con quelle di un altro articolo di un altro blog (C’era una volta Genova) relative alla galleria Nino Bixio, mi sono chiesto se i vasi di via Garibaldi indicati qui sopra, non potessero trovarsi un tempo nel palazzo che costeggiava salita delle Battistine e che ora delimita piazza Portello dal lato di Fontane Marose.
Posto qui il link dell’articolo in questione: https://ceraunavoltagenova.blogspot.com/2013/10/piazza-portello-e-gallerie-bixio-e.html
Sperando di ricevere risposta, la ringrazio
Buonasera, conosco il blog dell’amico Gianfranco Curatolo. In merito alla sua domanda sinceramente non ne ho idea, se ha voglia di svelare l’arcano potrebbe andare a cercare in qualche archivio. Buona serata.