Nel tempo d’autunno, nel tempo del ritorno nella grande casa di campagna.
Una villa tanto amata, immersa tra alberi possenti, all’ombra di rami dalle foglie dorate, nella stagione di mezzo, tra il caldo potente dell’estate e il rigido inverno.
Ogni volta che si andava lassù tra le ragazze si diffondeva un’emozionata concitazione: era un piccolo evento caro a tutte loro, ne avrebbero conservato il ricordo per sempre.
Il viaggio per arrivare a Torriglia pareva un’avventura interminabile e per ingannare l’attesa si perdevano in chiacchiere e in amabili conversazioni, ne avevano di cose da dirsi!
Sorelle, amiche, complici, da sempre.
In quella casa.
Il fuoco nel caminetto, le castagne profumate, le luci fioche a rischiarare le stanze.
E i passi sulle scale, la tovaglia bianca decorata a punto intaglio, la zuppiera fumante e il grande tavolo rotondo attorno al quale si riuniva la famiglia.
E i momenti da ricordare.
E la camicetta più elegante, quella con i pizzi e le trine.
E i capelli folti e indomabili, ti ricordi quanta fatica per pettinarli?
Le acconciature composte, un abito con le maniche importanti.
E gli sguardi, le espressioni serie.
Ti ricordi quel giorno a Torriglia?
La più timida di tutte loro là dietro, in piedi.
La più ambiziosa invece sfoggia l’abito più ricercato, così femminile e vezzoso con quel grande fiocco che cade sul suo petto.
Ti ricordi la sua leggerezza? Era impalpabile, come una nuvola.
Su questa fotografia una calligrafia garbata ha lasciato una dedica e una data: 21 Ottobre 1904.
E mentre voi leggete e forse immaginate le vite e le emozioni di queste ragazze di un altro secolo provate a pensare a questo istante esatto di 112 anni fa.
A Torriglia, in autunno.
Le giovani donne in posa per il fotografo andavano spesso a Torriglia, forse davvero avevano una grande casa lassù, ancora una volta ho giocato con la fantasia.
In un’altra foto che le ritrae sono insieme ad altre persone, di tutti loro vi ho già parlato in questo post.
E là, nel gruppetto di famiglia mi pare di riconoscere certi visi, ad esempio osservate la ragazza che sorride divertita al centro di questa immagine.
Credo di rivederla qui, mi sembra la prima sulla sinistra.
Era un giorno d’autunno, era un tempo che non è più.
A Torriglia, il 21 Ottobre 1904.








E’ stato un attimo rituffarmi nelle calde atmosfere di “Piccole Donne”.
Libro ormai superato per le nuove generazioni ma che a me è piaciuto tantissimo da ragazzina. Bellissimo questo tuo post.
Un abbraccio, buon fine settimana d’autunno
Susanna
Cara Susanna, che bellissimo collegamento hai fatto, Piccole Donne è un libro delizioso.
Queste immagini del passato sono piacevolmente nostalgiche, immaginare è un gioco per me sempre bellissimo.
Un bacione cara, grazie!
Miss, se al fascino delle foto del primo novecendo e a quello dell’abbigliamento femminile dell’epoca, si aggiungono i tuoi delicati ghirigori di fantasia… beh, la più bella delle sette meraviglie diventa l’ottava…
Grazie Sergio, sei sempre gentile, i ghirigori mi vengono proprio per la bellezza di queste immagini!
Che belle cose che trovi.
Grazie carissimo, sono loro ad essere belle, belle davvero!
Bello questo post così dolce e romantico…..Ciao Miss.
Grazie cara Orietta, sei sempre gentile!
È sicuramente lei, stai collezionando tutte le foto di famiglia di questa signorina… sarebbe bello scoprirne il nome. Un bacione, cara, queste foto sono una bellezza!
Eh magari cara, sarebbe bello! Ho preso solo queste due però sono state sufficienti per i miei voli pindarici.
Un bacione a te Viv, grazie.
Già, proprio 112 anni fa …Che foto romantiche … Quando fra 112 anni vedranno le nostre scattate col cellulare, che effetto faranno?
Eh, davvero Paola, chissà.
Le immagini di noi saranno meno rare e preziose, ho questo timore.
Meno rare di sicuro, siam sempre lì a scattare 😉
Eh, davvero!
Come Sempre una bella storia, forse non lontana dalla verità. Hai notato quanto poco si sorride in queste foto? Credo che all’epoca non fosse “di moda” sorridere davanti al fotografo, anzi, bisognava porsi compostamente
Fantasiose ipotesi abbastanza verosimili, lo penso anch’io.
Guai a sorridere a quell’epoca, in generale erano tutti abbastanza seri, hai ragione Katia!
Cara Miss che bel racconto con ambientazione Torriglia autunnale proprio la stagione più dolce e romantica per quel sito di montagna…quelle bellissime signorine mi ricordano le mie zie giovani che nelle poche foto che ho visto da quelle di mio padre erano vestite e acconciate nello stesso modo….ma non erano le belle di Torriglia….complimenti Miss un abbraccio 👏
Queste signorine di buona famiglia in villeggiatura sono molto eleganti, danno sognare queste immagini, succede sempre.
Chissà che belle le foto delle tue zie! Grazie carissimo, buona giornata a te.
Grazie per questo bellissimo ed affascinante post…che magia il tempo di una volta.
A presto.
Grazie a te Lena, benvenuta su queste pagine!
Grande!mi piacerebbe mandarti le vecchie foto della mia famiglia per vedere che storie saresti in grado di ricamare…..
Questo che segue non c’entra nulla col post ma non riesco più a trovare quello di riferimento.ho visto che hai parlato del Rompicollo della Cheullia.Anche. a Sampierdarena c’era una salita detta Rompicollo di cui sopravvive
solo la pendenza in via Millelire
Oh, Eliana, mi piacerebbe tanto vedere le foto della tua famiglia, sarebbe un onore!
Riguardo a Salita di Rompicollo ho scoperto che anche a Nervi c’è una creuza con un nome simile, bisogna che vada a scoprire queste altre strade.
Grazie di cuore per il tuo entusiasmo Eliana!