Una domenica al mare

Quando si avvicinava la stagione del sole e quando il vento finalmente si placava Geraldine iniziava a sognare.
Lentamente svanivano i rigori dell’inverno e lei sapeva che presto avrebbe sentito il fragore delle onde che si dissolvono sulla riva.
Il mare per lei era rinascita, speranza e vita, il mare era infinita libertà.
E avrebbe voluto trovarsi là da sola, avrebbe voluto camminare sulla battigia, raccogliere i sassi e le conchiglie, mettersi seduta sulla spiaggia e lasciar trascorrere il tempo immersa nei suoi sogni segreti.
L’ultima volta era andata là con tutta la sua famiglia, era stata una bella gita, in fondo.
C’erano suo padre e sua madre, la zia Sophie, suo fratello Antoine e Marie, la piccola di casa.
La sorella Adèle all’epoca era sposata da poco, ricordava di averla veduta allontanarsi dalla riva sorretta amorevolmente dal suo sposo, lui la stringeva a sé in un abbraccio tenero e protettivo.
Il cielo era turchese, l’acqua era fresca e frizzante.
Con una mano Geraldine teneva sollevato il lembo della sua gonna, con l’altra si teneva il cappello.
E con lo sguardo guardava lontano, verso l’orizzonte senza fine.
Il mare le accarezzava le caviglie, la brezza salata lambiva la sua pelle chiara, il sole potente la abbagliava.
Il mare, il suo mare.
Per lei era rinascita, speranza e vita, il mare era infinita libertà.

Cartolina spedita da Le Havre a Genova – Giugno 1924

15 pensieri riguardo “Una domenica al mare

    1. Vero? Ho scoperto che le cartoline francesi sono davvero belle e di particolare effetto, questa mi piace moltissimo.
      E i volti li puoi solo immaginare, giocando con la fantasia.
      Un bacione a te cara, grazie!

  1. Miss, racconto squisito di una fantastica domenica al mare! non precisamente “a mostrar le chiappe chiare”… ma del resto, pure i volti li possiamo solo immaginare…

  2. com’erano diversi i modi di rapportarsi al mare a quel tempo. Solo a vedere i costumi dell’epoca viene da sorridere pensando a come si va in giro ora. Eppure sono convinto che a quel tempo il mare, inteso come paesaggio marino, era meglio di oggi. (:-))
    Buon wek end.

    1. Vero, sicuramente era più selvaggio, la natura era più libera. Certo che andare al mare con quei costumi doveva essere piuttosto impegnativo.
      Buona giornata Max, grazie!

  3. Complimenti! Seguo da tempo questo blog che mi ha permesso di conoscere angoli per me ignoti della Genova che tanto amo, ho una bellissima casa a Cogoleto pur vivendo e lavorando a Firenze.
    Francesca

Rispondi