Alla Stazione di Sori

Alla stazione di Sori sono arrivata senza conoscere l’orario del mio treno e così, come a volte accade, mi sono affidata alla buona sorte.
Ho sceso qualche gradino e con mia grande sorpresa mi sono ritrovata su un colorato e fantasioso binario, mi è sembrato che il mio viaggio iniziasse con i migliori auspici.

E c’era un lampione per rischiarare le notti di Sori e svettava il campanile della chiesa, risuonava il lontananza quel suono dolce e ritmato, did don dan, din don dan!

Sullo sfondo caruggi, case dalle tinte calde, persiane e finestre che celano agli sguardi la vita di ogni giorno.

Nel turbinio di movimenti che anima una stazione: mani che salutano, passi che rimbombano, bagagli che racchiudono sogni, speranze e nuovi inizi.
Ritorni.
Certi viaggi sono avventure e a volte iniziano alla stazione.

E poi là, alla stazione di Sori, c’erano alcuni viaggiatori: ognuno aspettava il proprio treno, c’era chi ostentava modi annoiati e chi invece sembrava attendere con una sorta di trepidazione.
Vite diverse e apparentemente lontane alla stazione paiono sfiorarsi appena per qualche istante: condividono un percorso per una certa frazione di tempo.

E c’erano gozzi e delfini nella prospettiva insolita della stazione di Sori.
Un sogno a occhi aperti e ho poi scoperto che a realizzarlo qualche anno fa sono stati gli studenti della Scuola Secondaria di Sori nell’ambito del Progetto Scuola-Ferrovia promosso da Rete Ferroviaria Italiana.

E io ho appena fatto in tempo a guardarmi attorno, in quel momento stava proprio arrivando il mio treno!
Corri, corri, io sul vagone desidero sempre avere un posto accanto al finestrino, così posso guardare il panorama.
Arrivederci Sori, tornerò presto, alla prossima!

23 pensieri riguardo “Alla Stazione di Sori

  1. Ma che bello questo murales! Proprio ieri guardavo in tv un servizio sulla Street Art: accipicchia se adesso fanno cose meravigliose, anche su facciate di case di borghi, dove si armonizzano e non deturpano nè cozzano con la bellezza delle strutture che li ospitano.
    Un abbraccio, cara Miss Fletcher
    Susanna

  2. Miss, dai finestrini dei treni che percorrono la Liguria, più che guardare il panorama, si impara la geografia…

  3. Ah, che emozione leggere questo post…. Quando facevo la madrelinguista di tedesco a Genova nel lontano 1988/89 abitavo proprio a Sori e spesse volte sono partita da lì. Anche se negli ultimi anni ci sono tornata un paio di volte – mai più in treno. Grazie di cuore, Miss Fletcher

  4. Basta poco per rendere gradevole un ambiente di solito un po’ squallido delle stazioni…a me commuovono anche le piccole aiuole fiorite curate da capistazione di buona volontà.Se poi anche i treni fossero in orario sarebbe il top,ma questa è un’altra storia….

    1. Grazie carissimo, le ho scattate in fretta e anche un po’ stupita della sorpresa, era da tanto che non passavo in questa stazione.
      Buona serata Domenico!

  5. ma guarda un po’ che curiosa questa stazione, non mi è mai capitato di prendere il treno lì, di solito ci passo e basta, le poche volte che sono stato a Sori ci sono andato in macchina.
    Molto belle le tue immagini 😉

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