Il generale inverno arriverà cavalcando tumultuosamente, attraverserà pianure spazzate dal vento gelido e boschi innevati, con il suo mantello sfiorerà i rami degli alberi lasciando dietro di sé la traccia del suo percorso.
Il generale inverno non teme ghiaccio, pioggia, turbine o tempesta, è un cavaliere indomito e temerario, non lo ferma il gelo pungente e neppure una terribile tormenta.
Procede spedito, sotto al cielo plumbeo e minaccioso, lasciando alle sue spalle l’autunno e inaugurando così la stagione del freddo.
Il generale inverno giungerà alle porte della Superba e troverà nella piazza dei genovesi un altro generale in sella al suo destriero.
Passerà accanto all’abete addobbato a festa, poi scenderà giù davanti al mare inquieto dai toni d’argento e dalla superficie increspata.
E sarà così il suo tempo, il tempo del generale inverno.

Il tuo commento Miss lo tramuto in favola per bambini.Ma come ti ascolto!Sai? Ogni volta mi lascio prendere da quella buona nostalgia che mi rimane al termine del racconto che invece vorrei che continuasse.E’ molto bello e poetico nello stesso tempo.
Grazie Miss Fletcher
Grazie di cuore, carissimo, ti abbraccio!
…e’ così poetico il tuo generale inverno che viene voglia di arruolarsi ed uscire all’ aperto indossando calde divise ed elmetti di lana!
Grazie, carissima!
Miss, ce lo avrei visto bene, a protezione del freddo, un “poncho” sudamericano, indosso all’altro generale in sella al suo destriero…
Ah sì, perfetto!
Bellissima ode al generale inverno ma, caro generale, spero che la sua cavalcata sia rapida perché il gelo non fa per me. Baci cara!
Ecco, diglielo, mia cara!
Meraviglioso e temibile generale inverno. Complimenti.
Grazie Claudio, sei gentile! Buona serata.
Ho in programma qualche giorno a Genva, spero che il generale inverno sia clemente …
Speriamo!