Attraversando Vico sotto le Murette

Attraversando Vico sotto le Murette, a poca distanza da Piazza Sarzano.
Case colorate, mattoni antichi, il cielo che così si svela.

Questo è uno dei quei luoghi che sempre mi sembra ancora avvinto al passato, camminare qui è come andare a ritroso nel tempo.

E qui è stata anche ripristinata l’antica pavimentazione a ciottoli, tutto mi pare a suo modo armonioso e perfetto, in questa parte di Genova che tanto racconta dei suoi abitanti e della nostra maniera di vivere.

E ampio e spazioso Vico sotto le Murette, camminando all’ombra di queste case si possono immaginare madri di famiglia che chiamano i figli dalle finestre e ragazzini che corrono avanti e indietro e un’antica quotidianità pervicacemente autentica.

C’è una bella edicola in questo vicolo e davanti all’immagine di Maria di certo si raccolsero in preghiere certe anime devote.

Toni di pesca e albicocca sfumano dolcemente sfiorati dalla luce del sole.

E scende sinuoso il Vico dietro il Coro di San Salvatore che così conduce a Vico sotto le Murette.

Un tempo, nel lontano 1926, in Vico sotto le Murette c’erano una calzoleria, una rivendita di carbone e un negozio di frutta e verdura.
L’ho letto come sempre nella mia Guida Pagano di quell’anno, da queste pagine ho anche appreso che c’era anche un’osteria dove si beveva di certo vino buono.

Questa Genova dai tanti colori caldi di sole.

Di scalette, muriccioli e ombra.

Questa Genova di case alte e di bucato che asciuga sospinto dall’aria di mare.

Questa Genova antica e bellissima che ancora si ritrova attraversando Vico sotto le Murette.

14 pensieri riguardo “Attraversando Vico sotto le Murette


  1. Davvero affascinante Vico sotto le Murette ed io ci abito. Proveniente dal ponente operaio di Sestri Ponente quasi 20 anni fa mi sembrò di entrare a far parte della storia di Genova. E questo vicolo, che a tratti si spalanca sul mare, è diventato la mia rivincita. Dopo anni finalmente lo hanno ripavimentato e speriamo lo rendano pedonale del tutto. Non conto le mie segnalazioni ad Amiu, Aster e Comune per farlo tornare splendido. Ora speriamo solo che gli abitanti si rendano conto del gioiellino di architettura dove stanno vivendo e lo curino anche per il godimento di chi si ritrova, a volte per caso, a passeggiare in questo angolo di medioevo. Ho incontrato turisti milanesi e americani che vengono a farsi i selfie davanti alle Mura del Barbarossa e chiedono come mai non le trovano segnalate…Le mura megalitiche costruite dai genovesi…

    1. Sì, è veramente un gioiello, uno scorcio genovese di una bellezza straordinaria, grazie di questo commento così pieno di amore per la nostra bella città.

  2. Miss, io c’ero capitato sottopassando il Ponte di Carignano, poi, giù per vico Superiore di Campopisano e vico Sotto le Murette fino alla chiesa di Sant’Antonio alle Mura della Marina… percorso stupendo… unica pecca, che il mare sottostante non s’infranga più contro le suddette Mura…

  3. Grazie,Lei è la memoria storica della Genova che noi amiamo molto e che in gra parte non c’è più,grazie ancora.


  4. E’ un po’ che non ci passo: bellissima pavimentazione! Ogni tanto fanno ancora qualcosa di buono. Come la pulizia delle mura sopra Cirso Saffi. Ma non comela demolizione demenziale dell’Hennebique.

  5. Sì, è vero Miss ,un luogo suggestivo e silenzioso,come il vicino Campo Pisano,in cui si torna volentieri.

    Grazie Miss!

    Carlo

  6. io ci sono stato,e mi pare che poco distante c’è quello che rimane del colle di San Andrea.Mi confermi Miss?grazie e sempre riconoscente,un abbraccio.

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