Ritratto di famiglia alla Madonna della Guardia

Ritratto di famiglia, in un giorno lontano, al Santuario della Madonna della Guardia.
La località è stampata in un angolo di questa fotografia dove sono immortalati certi genovesi che in un tempo distante andarono fin lassù, nel luogo della devozione e delle preghiere.
Una famiglia, il legame più profondo.
E sono tutti seri, in una certa maniera.
C’è il ragazzino con lo sguardo fiero, una mano amorosa è posata sulla sua spalla.

Il patriarca ha la barba bianca e quella saggezza infinita negli occhi.
Accanto c’è lei con il suo abito impreziosito da ricami e quel cappello vezzoso, le sta vicino un ragazzetto che ha dipinte sul viso l’innocenza e la spavalderia dell’adolescenza.
C’è ancora tanto mondo e c’è tanta vita da conoscere, ma il nonno saprà aiutarti a trovare la strada del tuo destino e tu questo lo sai.

Il più piccino della compagnia, un po’ timido secondo me.
E le donne della famiglia hanno belle borse e ombrellini da passeggio, sono le solite eleganze del tempo andato.

Un cappello ampio, la giacca avvitata con i bottoni grandi, l’espressione austera.
E pare luccicare la catena dell’orologio posata sul panciotto di questo signore, lui è uno che sa il fatto suo, non c’è nemmeno bisogno di pensarci troppo su, vi basta guardarlo.

I bambini, sempre numerosi nelle famiglie di un tempo.
Fratelli o cugini, comunque complici.
Seduti sul gradino, nell’attesa di diventar grandi.
Il cappello sottobraccio, i piedi incrociati, un mezzo sorriso.
Il tempo che verrà è sconosciuto e mica lo sai come sarà, però lo aspetti con fiducia.
Là, sugli scalini.

E poi non per tutti è facile rimanere seri, certi proprio non ci riescono.
Fratello e sorella, credo di sì.
Chissà lui quanti dispetti le avrà fatto!
Lei è dolce, composta, obbediente, è una brava bambina.
E intendiamoci, anche lui è un bravo bambino ma è anche una piccola peste, non si può non avere un debole per un tipo così.
La mano sulla faccia, la fossetta sulla guancia, gli occhi che ridono.
Sempre aspettando il tempo che verrà, sugli scalini.

Quel tempo fermato in questa immagine è ormai trascorso.
Accadde molti anni fa e loro erano tutti insieme.
Lassù, alla Madonna della Guardia.

Anni ’30: una giornata alla Madonna della Guardia

Una giornata alla Madonna della Guardia, negli anni ’30.
Un folto gruppo di pellegrini, provengono da Campomorone e tutti si mettono in posa per la foto di rito.
Un ricordo, una memoria che rimarrà, un frammento di vita impresso in un’immagine.

Alla Guardia

Tutti insieme, grandi e piccini, questi sono i volti di una comunità: c’è il borghese che per l’occasione sfoggia l’abito di buon taglio e a breve distanza il semplice uomo del popolo che porta il cappello calcato sulla testa.

Alla Guardia (2)

Donne.
Amiche, madri, sorelle.
Serie espressioni compite, sorrisi appena accennati, pettinature raccolte e ordinate, fiori appuntati sul bavero della giacca.
Tra loro spicca una ragazza, ha i lineamenti regolari, la carnagione nivea e due lunghe trecce le scendono sul petto.

Alla Guardia (3)

Giovani uomini in giacca e cravatta per una giornata importante.
E poi c’è lui: bello, atletico, sicuro di sé, per la sua posa si distingue dagli altri.
In questa circostanza avrà forse infranto qualche cuore? Davvero non me ne stupirei!

Alla Guardia (4)

Il tempo che ricorderai nel tempo che verrà.
Gli uomini sullo sfondo sono persone concrete, questa è gente che conosce il valore della fatica e del lavoro, lo si comprende dai loro sguardi fieri ed onesti.
E ancora, in basso sulla sinistra un giovane dal sorriso smagliante, accanto a lui una ragazza che tiene le labbra serrate come se fosse impacciata, poi c’è una fanciulla dai tratti particolarmente aggraziati, mi ricorda certe attrici dell’epoca.

Alla Guardia (5)

E se siete attenti osservatori avrete notato che molte di queste persone portano al collo le reste, le collane di nocciole.
Le hanno anche queste due bimbe che a mio parere sono sorelle.

Alla Guardia (6)

E le indossano le donne, sarà il ricordo di una bella giornata trascorsa alla Guardia.

Alla Guardia (7)

Famiglie intere, a volte mi pare di ravvisare delle parentele.

Alla Guardia (8)

Gli adulti dietro e i bambini davanti, seduti per terra.
I bambini e il futuro, quel tempo che ancora non si conosce.
I bambini timidi, insicuri e indifesi, quando saranno grandi sapranno salvarsi dai pericoli della guerra?
Mi capita sempre di fare questo pensiero quando osservo i visi di coloro che sono stati piccoli prima del secondo conflitto mondiale.
Intanto sono lì, alla Guardia, c’è chi tiene in braccio il fratellino.

Alla Guardia (9)

Bimbette vezzose, con il loro cappellino e la borsettina tra le mani.

Alla Guardia (10)

Ritrose, imbarazzate, sorprese ed emozionate, una di loro stringe un ombrellino.
Tutte hanno un sorrisetto dolce, tutti i bambini di tutti i tempi sorridono alla stessa maniera.

Alla Guardia (11)

E stanno seduti così, a gambe incrociate.

Alla Guardia (12)
Sapete, in certe immagini del passato trovo sempre uno sguardo particolare, un visino che più degli altri suscita la mia attenzione, anche in questa fotografia c’è una persona che per me ha una luce particolare negli occhi.
Sta vicino ad un ragazzino con le orecchie un po’ a sventola, lui tiene la collana di nocciole a tracolla.
Lei invece ha un abitino chiaro e la giacchetta scura, un fermaglio nei capelli, gli occhi scintillanti di gioia, di sicuro è una bambina dall’intelligenza curiosa.
Ed è vivace e allegra, potrebbe chiamarsi Ida o magari Maria.

Alla Guardia (13)

Questa bella fotografia appartiene ad un amico di questo blog, lo ringrazio di averla condivisa con me e con tutti voi.
Ed io non so nulla delle molte persone ritratte in questa immagine, soltanto di uno di loro conosco il nome.
È un gentiluomo di una certa età, ha baffi importanti, piglio sicuro, tiene entrambe le mani sul bastone da passeggio.
È un tipo carismatico, ha carattere e sa il fatto suo, credetemi.
Quel giorno, alla Guardia, c’era anche lui.
Una vita, una bella storia di Genova ancora da raccontare.

Alla Guardia (14)