Genova sotto le luci

Genova sotto le luci.
E sono le luci di Natale che si confondono con quelle della città, in certe strade ampie e spaziose.
E splende e brilla la prospettiva di Via Venti Settembre, tra finestre accese e vetrine.

Via XX Settembre (2)

Resto, osservo la sera che scende piano.

Via XX Settembre

La sera ha riflessi dorati che accarezzano Palazzo Ducale e l’acqua calma della fontana.

Piazza De Ferrari (2)

Ed è un bagliore di blu e uno scintillio di rosso.

Piazza De Ferrari (3)

Ancora oro, oro e musica e il Teatro Carlo Felice.

Piazza De Ferrari (4)

A guardar tra i rami, oltre quelle luci.

Piazza De Ferrari

Genova sotto le luci, come ovunque accade, nel periodo di Natale.
Anche in riva al mare, dove il sole al tramonto si infuoca, nella bella Nervi.
Ed è il verde brillante a illuminare il Viale delle Palme.

Nervi

Ma alcuni, come me amano gironzolare per i caruggi, anche quando non c’è nessuno.

Via San Luca

E in certi luoghi sono altri gli effetti luminosi che creano potenti suggestioni.
Accade quando il buio avvolge ogni cosa e un luce vivace cade sui marmi e sui portali di certi edifici, sui fregi e sugli angeli che decorano la facciata della chiesa di San Siro.

Chiesa di San Siro

E poi certe luci sono d’effetto perché mettono ancor più in risalto la bellezza di certi palazzi.

Via Luccoli

Ed è azzurro, quasi come di ghiaccio o come fiocchi di neve in Via Luccoli.

Via Luccoli (2)

Ed è oro ancora sulla facciata di Palazzo della Meridiana.

Palazzo Della Meridiana

Brilla e riluce Genova, quando scende la sera.

Piazza della Meridiana

E più di ogni altro luogo risplende Via Garibaldi, un tempo detta Strada Nuova, tra musei e dimore nobiliari che hanno veduto i fasti di Genova.

Via Garibaldi (2)

Sotto la luce bianca e candida della luna.

Via Garibaldi (3)

E io con la mia passione per i caruggi mi infilo in Vico del Duca e mi guardo indietro.

Via Garibaldi (4)

E poi ancora, passeggiando in Strada Nuova, sotto i riflessi d’argento e di bianco.

Via Garibaldi (5)

In questa che è sempre, in qualunque stagione la strada più elegante di Genova.

Via Garibaldi (6)

E poi altrove, dove Natale diventa archi d’azzurro, caruggi e Madonnette.

Vico del Ferro

Giù per i Macelli, che fatica aspettare che non passi nessuno!

Macelli di Soziglia

Una stella cometa brilla davanti a San Matteo.

Chiesa di San Donato

E un’altra ancora in San Filippo, in queste chiese che non hanno bisogno di alcuna luce artificiale per colpire lo sguardo del visitatore.

Chiesa di San Filippo
Un cielo di stelline sovrasta Via di Scurreria, una delle strade che trovo sempre affollata.

Via di Scurreria

Scendo e intanto guardo le stelle, guardo i palazzi, le persiane aperte e certi soffitti.
Osservo la città solo le luci.

Via di Scurreria  - Campetto

E poi via, via dalla folla, cercando un luogo dove non ci sia nessuno.

Vico Lavagna

E a cercare la luce e il buio nella città verticale, sotto la Torre dei Maruffo illuminata dai faretti.

Torre dei Maruffo

Davanti agli splendori della Superba.

Palazzo Ducale (2)

Quando scende la sera e Genova è sotto le luci.

Luminaria

Luci

Sotto le luci, quando ancora non è scesa la sera.
Tardo pomeriggio, in Canneto il Lungo, una striscia di cielo lassù, tra i tetti.
E noi qui, sotto le luci blu.

Canneto il Lungo (3)

A saper guardare, ogni dettaglio ha un significato.

Canneto il Lungo

Luce dorata per le strade lussuose del centro, in questo dicembre che ormai si approssima al Natale.

Via XXV Aprile -

Su per certe salite eleganti brillano le stelle.

Salita Santa Caterina

Contro i palazzi.

Via XXV Aprile - Via Roma

E forse avrei dovuto mostrarvi le strade ampie e larghe, le arterie spaziose e aperte, la prospettiva di Via XX Settembre che pure è spendida.
Forse avrei potuto.
Ma io sto sempre altrove.
Io sono nei luoghi che sanno dire certe parole, a saperle ascoltare.

Via Orefici

Nel saliscendi della città vecchia.

Via di Scurreria (2)

Dove  la bellezza si copre di magia.

Via di Scurreria

Dicembre, Natale, tanti auguri Genova.

Palazzo Tursi

Sfavilla il cielo rosa della sera.

De Ferrari

E  le luci vestono di splendore certe prospettive.
Vedere e saper guardare.

Via Luccoli

E immaginare, un giorno, un passato, una notte buia ora illuminata.

Via Luccoli (3)

Chiaro e scuro, la penombra che si ammanta di mistero.

Via San Bernardo

E l’oro che si staglia contro il blu, davanti al mare.

Porto Antico (2)

In questa città, ora più lucente e chiara, in questi giorni.
In questa città nella quale sempre brillano alcune sue luci.

Genova

Via di Scurreria e Gio Giacomo Imperiale, quando il volgo non bada alle epigrafi

Si era nella seconda metà del ‘500 e dalle parti di Campetto aveva dimora una famiglia molto rinomata, la famiglia Imperiale.
E sapete, tra Campetto e Piazza San Lorenzo correva una strada stretta ed angusta, in questa che era la contrata scutariae.
Una zona di artigiani e di laboratori.
Gli Indoratori, gli Scudai, coloro che forgiavano gli scudi, in Scurreria.
Federico Alizeri, illustre storico delle vicende della Superba, narra di quanto meraviglioso fosse il palazzo degli Imperiale, un giorno porterò qui le sue parole.
E in particolare racconta di Gio Giacomo Imperiale, al quale proprio non andava giù di avere sotto casa quel budello.
Sapete, l’ Alizeri definisce quel vicolo oscuro e ignobile, quindi forse Gio Giacomo non aveva tutti i torti!
No, non si poteva andare avanti così, bisognava aprire una nuova strada, una strada ampia e bella.
L’attuale Via di Scurreria.

E numerose sono le bellezze di questa via, oggi però questo spazio è dedicato a Gio Giacomo Imperiale e al suo sogno, una strada magnificente.

E così, nel 1587 Gio Giacomo Imperiale comprò alcune abitazioni site in quel vicolo buio e le fece abbattere, ugualmente fece demolire alcune sue proprietà che si trovavano in quella zona e donò alla città questa strada, ancora oggi una delle più frequentate del centro cittadino.

Una strada che offre splendide prospettive, a chi sa vederle.

E lui, Gio Giacomo? I genovesi hanno memoria di questo loro concittadino?
Oh no! E anzi, in realtà, questa strada avrebbe dovuto chiamarsi Via Imperiale, sapete?
Sì, in onore di Gio Giacomo, che nel 1617 divenne doge.
Ma che volete, il volgo non bada alle epigrafi! E queste non sono parole mie, sono dell’Alizeri.
E infatti Scurreria conservò il suo antico nome, altro che Via Imperiale!
E di Gio Giacomo nessuno si ricorda più! Che ingiustizia!

Beh, comunque siamo sempre in tempo per rimediare, sapete!
Cari genovesi, quando passate in Campetto, distraetevi dalle vetrine e alzate lo sguardo.
E fermatevi a leggere cosa fece per noi questo nobiluomo.
Il volgo non bada alle epigrafi, alcuni di noi invece sono mossi da curiosità, dal desiderio di sapere e di ricordare.
A memoria perenne di Gio Giacomo Imperiale alcune parole che celebrano il dono che fece a Genova, una strada luminosa e larga, come poche ce ne sono nei nostri caruggi.

Il ricordo di lui, inciso sulla pietra in quella che avrebbe dovuto portare il suo nome e invece, ahimé, ancora è nota come Via di Scurreria.

Gio Giacomo Imperiale figlio di Vincenzo per la pubblica e privata utilità
e provvedendo al decoro della città
prese e distrusse molteplici abitazioni,
con il suo denaro si curò di erigere, ornare e aprire questa via,
alla quale è stato imposto il nome dalla famiglia di colui che la eresse 1587