Shall I compare thee to a summer’s day?

Shall I compare thee to a summer’s day?                               
Thou art more lovely and more temperate. 
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer’s lease hath all too short a date.

Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d,
And every fair from fair sometime declines,
By chance, or nature’s changing course untrimm’d;

I fiori, le api

But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow’st,
Nor shall death brag thou wander’st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow’st.
So long as men can breathe, or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee.

Un fiore

 

 Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei più amabile e moderato.
Venti impetuosi scuotono i cari boccioli di maggio
e il corso dell’estate ha durata troppo breve.
Talvolta l’occhio del cielo splende troppo intensamente,
e spesso il suo aspetto dorato viene oscurato;
e ogni bellezza dalla bellezza talora declina,
per il caso o per il mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà appassire,
né perdere quella bellezza che ti appartiene;
né la morte si vanterà del tuo vagare nella sua ombra,
quando in versi eterni nel tempo tu crescerai,
Finché gli uomini potranno respirare o gli occhi vedere,
 questi versi vivranno  e daranno vita a te.

William Shakespeare,  Sonetto XVIII

 fiori 2

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