Bocca di Rosa scese dal treno a Sant’Ilario. E fu la rivoluzione, così si intitola il libro di Andrea Podestà dedicato ad una delle più note creature scaturite dal genio di Fabrizio De André.
Ho sentito l’autore parlare del suo libro in occasione del compleanno di De André in ViadelCampo29rosso.
Appena scesa dalla stazione del paesino di Sant’Ilario
Ma dov’è Sant’Ilario? E soprattutto, dove si trova questa stazione?
Sant’Ilario, come tutti i genovesi ben sanno, è un elegante quartiere a levante della città e là non si ferma alcun treno.
E allora immaginatemi in un negozio gremito di gente, mentre ascolto Andrea Podestà: racconta di essere andato alla Stazione Principe, di avere chiesto notizie della stazione di Sant’Ilario a un attonito impiegato, di aver sfogliato gli orari dei treni di molti anni fa per trovare traccia di questo luogo ormai parte dell’immaginario collettivo.
Una ricerca appassionata per un testo che non poteva non entrare nella mia libreria, ha trovato posto accanto a Non per un Dio ma nemmeno per gioco di Luigi Viva, splendida biografia di Fabrizio che di tanto in tanto riprendo in mano.
Cosa diceva Fabrizio di Bocca di Rosa? E’ la canzone che più mi somiglia, così rispose in occasione di un’intervista a Vincenzo Mollica.
Andrea Podestà e Bocca di Rosa, lui vi racconterà delle molte volte che l’ha incontrata, c’è sentimento nelle sue parole, nelle prime pagine narra di se stesso bambino e poi adolescente, racconta di come fosse immancabilmente attratto dagli LP dei suoi fratelli maggiori, di come scoprì i dischi di Fabrizio De André.
C’era anche lei, Bocca di Rosa, una presenza costante, vera e reale nella vita dello scrittore tanto da dedicarle questo libro.
Lei che va in direzione ostinata e contraria, così sono le creature di Fabrizio, non si omologano alle regole, le infrangono in nome delle propria libertà, sono le anime salve, come le graziose di Via del Campo.
Lei appartiene al mondo dei diversi cantati da De André come il Pescatore e il suo Gesù, Andrea Podestà vi spiegherà che queste due figure hanno molto in comune con Bocca di Rosa.
Ma i libri si leggono e non si raccontano, pertanto non intendo scendere nei dettagli riguardo agli studi dello scrittore.
Gli amori si vivono e non si raccontano, è questa è una storia d’amore, amore per la musica e per le parole.
Ed è questo un libro che offre piani di lettura affascinanti e imprevisti.
Pensate alle canzoni della vostra vita, alle canzoni di Fabrizio che paiono essere sempre esistite e da sempre sono parte delle nostre giornate, capita spesso di viverle come episodi isolati, fissati nel tempo presente, sono storie, quadri, ritratti.
Andrea Podestà nel suo libro riporta Bocca di Rosa al suo tempo, all’epoca nella quale questa canzone è stata scritta, vi porta nell’Italia degli anni Sessanta.
Com’era allora la nostra società? E quale morale comune vigeva?
Contro quali leggi doveva scontrarsi Bocca di Rosa?
Anatomia di una società, attraverso la lettura dei fatti di cronaca, dei giornali e di alcuni eventi del tempo, persino di certe leggi, tutto è fedelmente riportato nel libro, la rivoluzione del costume e della morale, in un’epoca nella quale sono avvenuti grandi mutamenti.
Il potere ha le sue regole, a queste si contrappone Bocca di Rosa con la sua rivoluzione, compiuta da lei che metteva l’amore sopra ogni cosa.
Una canzone, una protagonista divenuta ormai immortale.
E quante volte ancora adesso capita di leggere un giornale e di trovare altre donne definite con questo nome?
Anche questo vi racconterà Andrea Podestà, l’autore non tralascia nessun aspetto.
Ma chi è Bocca di Rosa? Ogni volta che sentiamo la voce di Fabrizio intonare quella canzone tutti noi la vediamo scendere dal paesino, insieme a lei i carabinieri, poi le comari, il parroco e la processione.
Un mondo, un universo nel quale ognuno ha un volto, è facile giocare con l’immaginazione quando i versi li ha scritti un poeta.
Ma lei chi era?
E dove si trovava la stazione di Sant’Ilario?
Non sarò io a dar risposta a queste domande, lascio il compito ad Andrea Podestà, il suo libro è una perla preziosa per chi ama Fabrizio De André.
Uno dei capitoli si intitola Dentro il testo di Bocca di Rosa, qui lo scrittore racconta di alcune particolarità della canzone De André, analizza poi la scelta delle parole e dei tempi dei verbi, presta particolare attenzione alle figure retoriche, quelle che avevamo studiato a scuola, le ricordate?
Ai tempi le cercavamo annoiati sulle poesie che ci costringevano a studiare, adesso le ritroviamo sorpresi nelle canzoni di De André.
Un testo da scoprire, una scrittura attenta, avvincente e sincera, ho un aggettivo per questo libro: vero.
Vero come le parole che scaturiscono da vera passione.
Qui trovate il sito di Andrea Podestà, qui la pagina della casa editrice dedicata al libro.
E poi c’è la musica, c’è la vita e c’è l’amore.
E la voce di Fabrizio che canta di Bocca di Rosa che metteva l’amore sopra ogni cosa.
C’ero anch’io il giorno del compleanno di De André, in quella stanza gremita di gente ed ho ascoltato le parole di cui narri la storia, mi ha colpito l’analisi fatta da Podestà e mi ha incuriosito, così ho deciso di acquistare il libro per approfondire una vicenda ascoltata in musica per anni e mai analizzata veramente fino in fondo.
Ciao
Oh, Maria Giulia! Come mi sarebbe piaciuto salutarti di persona!
Quanta gente c’era, vero? Si, la presentazione è stata avvincente, ho comprato il libro il giorno dopo ed è stata una lettura per me importante.
Un bacio carissima, a presto.
E’ inevitabile che mentre io legga questo tuo bellissimo post mi parta dal cuore la SUA musica, la SUA calda voce…acquisterò certamente il libro che citi Miss Fletcher!
Un abbraccio e buona giornata
Susanna
E’ un libro molto bello, Susanna, sono certa che lo troverai interessante.
E la musica di Fabrizio è sempre una splendida compagna.
Un abbraccio cara Susanna!
Io a suo tempo, cercando dove fosse questo paesino di Sant’Ilario, ne avevo trovato uno in Emilia, munito di stazione ferroviara…
Un altro tuo bellissimo ricordo del vostro grande cantautore!
Sant’Ilario è qui, è un quartiere bellissimo che un giorno vi mostrerò.
Grazie Giulia, contenta che ti sia piaciuto questo post, il libro merita, sono certa che lo leggeresti con interesse.
Non m’importa sapere dove sia Sant’ilario, magari è un posto inventato per ricollegarlo all’immagine della processione. A volte, nella vita sacro e profano non sono così divisi e poche persone come de Andrè sono riuscite a cogliere il sacro negli angoli più bui della vita.
Hai ragione Sandra, Fabrizio sapeva vedere nella profondità delle nostre vite meglio di chiunque altro.
Pensa che avrei giurato esistesse davvero! Magia del testo che fa vivere le parole come le pennellate di un dipinto… A proposito di sacro e profano io ho adorato “La buona novella”! bacioni
Anch’io adoro la Buona Novella! A cosa ti riferisci quanto scrivi che avresti giurato che esistesse davvero? Alla Stazione di Sant’Ilario? Se è questo che intendi la stazione esiste, Andrea Podestà spiega dove si trovava nel suo libro.
Bacioni Viv!
E’ bello che ci siano testi che spiegano tutti i segreti celati dietro ad una canzone che è alla fine una poesia. Sono molto affezionata a “Bocca di Rosa”. Anche questa, cantata mille e mille volte assieme al mio papà. Leggo che Andrea Podestà studia da anni la canzone d’autore italiana e l’opera
di Fabrizio De André. un bellissimo lavoro. Complimenti a tutti e due. Un bacino Miss.
Sì Pigmy, è uno studioso di musica e mi comprerò gli altri suoi libri, scrive veramente bene, questo libro su Bocca di Rosa è veramente significativo, una bella lettura.
Grazie, bacioni!
Le domande sul dove e sul chi storici con Bocca di Rosa vanno a infrangersi contro la grandiosa universalità del personaggio. Sopra le righe e colma d’amore.
Vero, è un bellissimo personaggio, semplicemente lei, Bocca di Rosa.
Vabbè, io adoro questa canzone.
La risento adesso, dopo un po’, prima di andare a letto. Bella sensazione :*
Fabrizio è sempre una splendida compagnia, Cla!
Un bacione!
eh! Una stazione di Sant’Ilario c’è in tutte le città
E già, in senso metaforico è proprio così!