Vico Assereto, la luce all’improvviso

Quei caruggi che salgono da Ravecca li ricordo in altri anni.
Quando ero ragazzina alcune case di questa zona non erano ancora state restaurate, era ben visibile la patina del tempo.
Ho iniziato allora a gironzolare per i vicoli, Genova era per me una continua scoperta.
I vicoli di quella parte della città hanno nomi dolcemente evocativi e fiabeschi, da Vico del Dragone a Vico delle Fate, da Vico della Fava Greca a Vico del Fico.
E poi Piazza delle Lavandaie e Vico Boccadoro, la poesia della città vecchia è anche questo, suggestione di luoghi e parole.
Oggi in quella zone non c’è più quell’atmosfera di decadenza, oggi gli edifici brillano di colori e di tinte calde.
Io non ho abbandonato le mie abitudini, come facevo da adolescente ogni volta che passo in Via Ravecca compio infinite deviazioni, su e giù per i caruggi e per le piazzette.
Ognuno di noi ha le proprie piacevoli consuetudini, questa è una delle mie.
Non cerco nulla, semplicemente cammino.
E inevitabilmente il tempo mi sfugge in questi caruggi.
Un istante solo, passa e scivola via, come un raggio di sole che vira veloce.
E’ la bellezza del caso per le strade della città vecchia e di una certa magia che semplicemente accade e poi svanisce.
In Vico Assereto, la luce all’improvviso.

Vico Assereto

37 pensieri riguardo “Vico Assereto, la luce all’improvviso

    1. Una magia durata un istante, mai avrei pensato di vedere una cosa simile, ho pensato che questa immagine meritasse un intero post.
      Grazie Viv, un bacione a te!

  1. ….io non sono mai passata di lì….quante cose mi….perdo…ma non mi sento sicura a camminare nei vicoli…
    …..ma oggi mi sarei aspettata un post sulle donne…….

    1. Sì, ti perdi vedute molto belle, il fascino della città vecchia è un’emozione particolare.
      E riguardo alla tua osservazione su questo blog sono spesso presenti, c’è un’intera sezione dedicata alle donne, ho scritto diversi post su grandi donne del passato.
      Ciao Gabriella!

  2. ecco io sono una persona fortunata ,perché ho incontrato te!! io non cammino molto per almeno due o tre motivi pero guardo le tue splendide fotoed e’ come se ci fossi ma ti dirò di piu che forse anche se ci fossi non vedrei quello che tu immortali quindi Miss carissima vai pure a girare per i vicoli che fa bene a te e anche a me !! sei unica !!!!! bacioni

  3. Ma che bella questa luce, l’ombra del lampioncino è perfetta. Anch’io da ragazzina mi divertivo ad esplorare i vicoli, il mio ideale era nelle mattine di tramontana e cielo cobalto, quando non c’era la scuola o ero in festa 😀

  4. Miss le tue rivelazioni mi sorprendono, come sempre.
    Ho più volte aversato quei vicoli, conoscevo i loro nomi ma non ho mai fatto caso al fatto che potessero evocare atmosfere magiche, una cultura di nomi destinati alle vie della città decisamente meno terrena e scontata di quella odierna.

  5. Wow… che foto! E che momento hai beccato!
    Sui nomi delle vie genovesi, se non sbaglio, c’è anche un dizionario, “Il dizionario delle strade di Genova” o qualcosa di simile. Avevo seguito tempo fa su Mentelocale una rubrica dedicata ai nomi delle vie della tua città, la cui fonte era proprio quel dizionario. Dimmi che l’hai consultato almeno una volta e diventi il mio idolo!!
    Buona serata.

    1. Ne ho più di uno di libri di quel genere, in realtà il mio preferito è uno in particolare ed è quello che consulto sempre, penso anche di averlo citato parecchie volte qui, il libro è stato scritto nel 1912 da Amedeo Pescio, ho una predilezione per il suo stile, oltre a raccontare eventi storici e a riferire notizie importanti, non manca mai una certa lievità e questo è un grande pregio secondo me.
      Buona serata cara, un bacione!

  6. quel lampione, pur essendo ombra, “b…n”, se illumina!… e poi, a un costo davvero irrisorio… tanto di cappello, Miss!… (non solo per la foto, ma anche per la dolcezza con cui l’hai presentata).

  7. Come sempre, bellissimo post che sa rendere la magia dei luoghi. Ma anche le sensazioni di chi quei luoghi ama da sempre, da quando c’era ancora “quell’atmosfera di decadenza” che testimoniava i secoli e le vicende storiche e che aveva un fascino tutto suo.
    Bravissima Miss Fletcher !!!

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