Sono là, all’ombra dei porticati di Staglieno, tra i borghesi e le dame della buona società, tra gli angeli dalle ali lievi e accanto a visi innocenti di bimbi.
Sono là i volti dell’inquietudine, nel luogo dove ogni gesto ha un solenne significato simbolico.
L’inquietudine è armoniosa arrendevolezza, trova così la sua pace.
Ed è fuga precipitosa dal bosco oscuro e dall’ignoto che incute timore, la fanciulla ha le braccia protese, si muove nel buio, tenta di trovare un insperato appiglio, forse cerca un sentiero che la conduca fuori dalle tenebre.
E fugge, mentre la sua veste è mossa dal vento.
L’inquietudine è una giovane donna dalle movenze arrese, il velo le scivola sulle membra, tiene il capo reclinato e gli occhi chiusi.
Il turbamento è nei volti che non puoi vedere, in quelle mani che coprono il viso.
E nei pesanti mantelli scuri che celano i tratti e gli sguardi, nelle preghiere sussurrate, nelle litanie che pare quasi di sentire.
E’ affanno e confusione, ricordi, pensieri ed emozioni.
E tra le dita si stringe il libro dei giorni passati, un’aura mistica ammanta certe espressioni così umane e al contempo celestiali.
L’inquietudine è un angelo caduto dalle forme sinuose e dalla gestualità drammatica.
Il turbamento dell’animo è incertezza e attesa dell’inconoscibile, equilibrio tra luce e penombra.
La vita incontra la morte.
Pare restia, esitante, timorosa ed incerta eppure la guarda fissa, senza paura.
In my beginning is my end, in my end is my beginning.
Nel mio principio è la mia fine, nella mia fine è il mio principio.
E in questi versi di Thomas Stearns Eliot è racchiuso tutto il mistero dell‘esistenza.
E lì giace, sulle ginocchia di una fanciulla.
E poi ancora l’inquietudine è nei gesti fermi e decisi di un angelo, ci sono già tutte le domande e tutte le risposte.
E qui, tra i volti di questa inquietudine si ode una musica armoniosa, dapprima pare distante, sommessa e lontana, poi la melodia che segue il ritmo dell’universo risuona sempre più potente.
Ed è la quiete e la pace, sono note che accompagnano certi passi leggeri.
E il sole illumina di speranza questi visi.
E ci si affida ad un’eterea creatura celeste, svanisce così ogni tremore ed ogni insicurezza, si cammina sull’abisso dell’eternità.
Sotto a dolci sguardi di pura innocenza.
Nel’inesplicabile fitto mistero che lega inquietudine e serenità, tra la terra e il cielo.


















Poteva mancare un giretto a Staglieno oggi? Direi proprio di no!
Sai che i cimiteri non mi hanno mai inquietata? Da bambina in questo giorno insistevo con la mamma per fare il giro di tutti quelli dove c’erano i nostri antenati, mi divertivo così tanto! Roba da matti… 🙂
E tu ormai mi conosci, oggi proprio non poteva mancare un articolo su Staglieno, alcune di queste statue sono davvero molto inquietanti, è il loro fascino e la loro bellezza, anch’io da bambina amavo già andare a visitare Staglieno, tuttavia non ricordo di essere rimasta particolarmente turbata da questi monumenti, forse mi creava un certo senso di spaesamento quella statua alla quale ho dedicato un intero post, la morte che abbraccia la vita che ha le fattezze di una fanciulla, brividi.
Staglieno è un museo a cielo aperto. Un cimitero ricco di arte che pochissimo somiglia a quelli che visitavo da piccola, con quei campi di tombe in marmo tutte uguali. Vorrei, prima o poi, vederne l’impatto dal vivo, deve essere molto suggestivo. Bacioni cara!
Lo è davvero e una singola immagine non rende appieno l’atmosfera di questo luogo.
Ad esempio, il monumento che ritrae la ragazza nel bosoc l’ho trovato ieri per caso, stavo camminando in una galleria, ho svoltato l’angolo e me la sono trovata di fronte, non lo avevo mai visto e ti assicuro che l’impatto è stato piuttosto forte.
Ti aspetto a Genova Viv, mi piacerebbe conoscere le tue impressioni su questi momumenti.
Un abbraccio a te cara, buona giornata.
Stupende sculture, è impossibile andare le volte successive e non scoprirne di nuove. Eppure sono là da chissà quanti anni.
Ne ho trovate di bellissime anche nei cimiteri della provincia di Genova. Sarebbe bello conoscerne la storia che racchiudono il loro.
Io in tutti i miei viaggi faccio sempre qualche visita al cimitero della città nella quale mi trovo, però Staglieno ha un fascino davvero tutto speciale, non ho ancora trovato un luogo paragonabile a questo.
Anche io, se ne ho l’occasione, vado sempre a fare una visita ai cimiteri. Mi incuriosisce il Cimitero di Montjuïc a Barcellona che si vede molto bene arrivando dal mare. Prima o poi mi sono ripromesso dio visitarlo ma penso che una sola giornata non basti. Senza andare molto lontano, ho scoperto lo scorso anno una statua nel cimitero di Voltri che mi ha colpito moltissimo. Se sapessi come fare, ti manderei la foto.
Non sono mai stata a Barcellona e neanche al cimitero di Voltri, però a quest’ultima mancanza si può rimediare.
Il blog non consente di inviare immagini però io vedo la tua mail e se non ti spiace posso scriverti lì così puoi mandarmi la fotografia se vuoi!
Puoi scrivermi senz’altro. Sarò ben lieto di poter dare il mio piccolo contributo per contaccambiare tutte le belle cose che ci fai conoscere.
Ma grazie a te Vittorio!
A Stagén besöriæ pasâghe de setemann-e intrêghe (ma da vîvi, perché da mòrti se ghe staiâ pe de lóngo!): gh’é tante de quelle bèlle stàtoe da védde che no se finisce mai de scrovîne de nêuve.
Grassie pe tutte quelle che, co-e tò fotografie mâvegiôse, ti ne fæ scrovî tì.
A Staglieno bisognerebbe passarci delle settimane (ma da vivi, perché da morti ci si starà per sempre!): ci sono tante di quelle belle statue da vedere che non si finisce mai di scoprirne di nuove.
Grazie per tutte quelle che, con le tue fotografie meravigliose, ci fai scoprire tu.
Verissimo, ogni volta che ci vado scopro qualcosa di nuovo, per non parlare di certe celebri tombe che ancora non ho mostrato.
Grazie a te Isabella, sono contenta che tu abbia gradito questo articolo!
Nelle urne foderate di pianto
È forse il sonno della morte men duro?
Anche la Speme, ultima dea
Fugge i sepolcri, o Pindemonte…
…a egregie cose il nobile animo accendono
l’urne de’ forti, o Pindemonte,
E bella e Santa fan al pellegrin
La terra che le ricetta
Caro Massimo, non potevi scegliere versi più adatti di questi per questo post.
Pensa che al Liceo la professoressa di italiano ci aveva fatto studiare a memoria tutti i Sepolcri, alcuni brani li ricordo ancora.
Un abbraccio e buona domenica!
grazie per queste tue meravigliose fotografie. Grazie perchè, dietro ad ognuna di esse, c’è il ricordo di qualcuno…
Neppure a me i cimiteri inquietano, mi danno, anzi, un grande senso di pace. Forse perchè tutti i miei cari son in due piccoli cimiteri di paese, in cima alla collina , ai quali si arriva dopo aver percorso un viale di cipressi. Forse perchè son esposti al sole, anche in inverno e si va lì, davvero, per salutare e festeggiare tutti coloro che abbiamo amato. Emanuela
I piccoli cimiteri di pase sono luoghi di pace silenziosa, piacciono anche a me Emanuela, capisco bene cosa intendi.
Un abbraccio, a presto!
Grazie!
A te Graziella, felice che ti sia piaciuto. Buon pomeriggio!
Sin da piccola ho sempre adorato fare un giretto a Staglieno che oltre ad essere un cimitero è un museo d’arte e di cultura! Grazie per avermi accompagnato così soavemente con queste tue splendide foto e riflessioni! <3
Grazie a te cara amica, Staglieno è un posto talmente unico, non ho ancora finito di scriverne!
Un bacione!
Che belle queste foto, le statue sembrano parlare.
Stefy
E’ così, hanno una potenza espressiva davvero unica.
Ciao Stefy, un abbraccio!
Incantevoli le immagini, coinvolgente il post, tra struggimento e fascinazione…
Patrizia
Patrizia, Staglieno è indescrivibile, le parole non sono mai abbastanza.
Grazie a te cara, buona serata.
Sei meravigliosa, questo tuo itinerario con descrizione poetica è semplicemente delizioso, non potevi fare omaggio più grande, sia alla nostra città che a tutti coloro che in questi centocinquanta anni, hanno lavorato per lasciarci questo grande patrimonio di arte e di storia.
Grazie Eugenio
Eugenio, quando mi scrivi cose come queste mi commuovo!
Il monumento con la ragazza che fugge tra gli alberi non lo avevo mai visto prima di ieri, è veramente notevo.
Grazie di cuore carissimo, ci vediamo presto, ti mando un abbraccio grande!
Ecco, ora vado a dormire tranquilla…
Uh, spero che tu abbia riposato bene, cara! Buongiorno!
Quanta armonia e delicatezza hai saputo descrivere in queste riflessioni sull’inquietudine! Staglieno è un luogo che incanta, forse perchè è palpabile questo abbraccio, come tu dici, tra vita e morte, nell’attimo in cui tutto sembra rimanere in sospeso. Mi piace poter pensare che quell’attimo abbia il volto di fanciulla…Un post emozionante e pieno di suggestioni: grazie, mia cara Miss!
In queste statue c’è un’incommensurabile bellezza, mi sembra che non bastino mai le parole Barbara.
Grazie a te cara, buona giornata.
sai che per me Staglieno ha un significato speciale! Le tue immagini e le tue parole confermano tutta la bellezza e la serenità che emana da questo posto incantato, pieno di pace per l’anima dei viventi che possono ritrovarvi l’affetto ed il calore delle proprie origini e di una famiglia. Grazie anche all’opera meritoria del Sig. Eugenio che custodisce e ridona splendore a queste opere d’arte…
Ah lo so, lo so bene.
E come sempre mi unisco a te nel dovuto elogio a Eugenio per il suo lavoro e il suo grande amore per le opere di Staglieno, Eugenio è un grande!
Un abbraccio Angelica, grazie!
Io son davvero innamorata di quel luogo, delle statue così espressive e…stupende nei loro dettagli paricolareggiati! Ma ti ho detto che quando ho cercato di fotografare le tombe monumentali al Verano in Roma…il custode che girava con con la macchina di servizio è tornato indietro, mi ha fermata, ammonita, voleva multarmi perchè ero senza permesso speciale di non so quale Soprintendenza e mi ha invitato a cancellare le foto? Non ho adempiuto del tutto al suo invito.Non facevo nulla di grave. Ma ho violato la privacy di più di una famiglia…;)
Bacetto Susanna
Me lo ricordo bene, cara Susa, questo episodio al cimitero di Roma.
E’ un vero peccato, credo che sia un cimitero ricco di opere davvero notevoli.
Un bacino a te cara, grazie.
se vengo a genova sarà la prima che visiterò
Ti piacerebbe, ne sono più che certa, sai?
Miss, dici benissimo, le parole non sono mai abbastanza quando si tratta di Staglieno… io lo avevo visitato giusto 50 anni fa, in tempo di naja e mi ero emozionato, e non era stata una visita lunga quanto, in realtà, meritassero i simbolismi e le inquietudini che vedevo e che tu mirabilmente interpreti in questo post… però, a parte, il fascino emotivo che le pietre sanno infondere in simili posti, anche dormire tutti in un semplice campo di grano vegliati da mille o solo due o tre spontanei papaveri rossi, non sarebbe male, no?
buona giornata.
Staglieno è un luogo pieno di tante suggestioni e non si smette mai di scoprirle.
Anche le canzoni di Fabrizio sono così, hai ragione Sergio. Buon pomeriggio a te!