Se andate per caruggi prima o poi vi capiterà di trovarvi in Salita all’Arcivescovato, la via che conduce in Piazza San Matteo dove si possono ammirare le fastose dimore dei Doria.
E forse anche a voi succederà di sentire il vento, il vento qui spesso spira potente, quel vento pochi giorni fa ha accompagnato il mio cammino.
E se dovesse accadere anche a voi di sentirlo sappiate che non è casuale, il vento in quella strada è proprio di casa.
Una leggenda narra come egli sia capitato da quelle parti e spiega per quale ragione ancora soffi proprio in quel vicolo.
Dunque, il fatto avvenne diverso tempo fa, state un po’ a sentire!
Un bel giorno il vento se ne andava a spasso per le strade di Genova, non era solo, accanto a lui camminava il diavolo.
E così, gironzolando per la città, i due si ritrovarono in questa zona, nei pressi di questa salita e del palazzo dell’Arcivescovato.

Il Diavolo si fermò proprio lì davanti e disse al vento che aveva alcune faccende da sistemare in quell’edificio, quindi chiese al suo compagno di aspettarlo lì sotto.
E sapete cosa successe?
Il vento si mise in paziente attesa ma il Diavolo non si fece mai più vedere, a quanto pare sembra che non sia mai uscito da quel palazzo!
E così il vento è ancora là ad aspettare da tanti, tanti anni.
Eh certo, la pazienza ha un limite e per ingannare il tempo il vento se da avanti e indietro e non si ferma mai, sta lì in Salita all’Arcivescovato e spira senza posa. Chissà, forse nella sua infinita attesa anche il vento ogni tanto alzerà lo sguardo verso quegli squarci d’azzurro, verso quel cielo che sovrasta Salita all’Arcivescovato dove un giorno capitarono il vento e il diavolo.





Stupendo racconto, dovresti raccogliere un libro di visite e storie di Genova! Un bacione!
Grazie cara, un bacione a te!
La cosa più curiosa di tutta la storia è il diavolo che permane nell’arcivescovado. 😉
Tra parentesi… Strana quella T al posto della D, si tratta della forma arcaica? Comunque mi ha proprio divertita questa leggenda popolare in cui il diavolo è un puro pretesto per spiegare il perché del vento 🙂 e il vento c’è anche qui oggi si vede che si è fatto un giretto fin qui. Bacioni!
Eh già, pare che l’ospite non si sia schiodato da lì 😉 E’ una leggenda gradevole e divertente, sembra di vederlo il vento che cammina avanti e indietro, poveretto!
E sì, credo che la risposta alla tua domanda sia quella che hai dato tu!
Bacioni cara, buona giornata!
Poviou Vento,vatte a fia do Diao,so se infiou inte l’ Arcivescovou l’avian mandou onde o deve st-a,a l’inferno! Bella sta legenda!!! Eh,ciù che tante do Diao me p-a che ti ti nè sae unn-a in ciù de l-e !!!! bello,ciao cariscima e bongiorno!:)))
Hahaha, mitico Pino, questo commento è da incorniciare, mi hai fatto proprio ridere 🙂
Grazie e un abbraccio a te caro, passa una bella giornata!
Magnifico, poetico racconto! La chiusa è poesia pura! <3
Sei sempre generosa Anna Maria, grazie! Felice che ti sia piaciuto, un bacione a te!
♥
Buona giornata Rosa!
Forse era entrato nel portone che si vede a sinistra della tua foto, quello era il palazzetto criminale, luogo terribile vi tagliarono la testa al Bonfadio, e nell’ottocento divenne Archivio di Stato.
Il diavolo sarà rimasto chiuso dalle inferiate nella cella delle esecuzioni.
Eugenio
Sì, tremendo davvero! Bisogna che andiamo a guardare se per caso si è spostato proprio lì Eugenio 🙂 Un abbraccio a te!
mi sa che Eugenio ne sa proprio “una più del diavolo”
La leggenda dice prorio che il diavolo si è fermato all’Arcivescovato ma in effetti in quella zona c’era pane per i suoi denti!
Una leggenda deliziosa! Il diavolo sarà entrato lì tanto per incominciare e poi si sarà spostato da un edificio all’altro perchè, come dici tu, c’era parecchio pane croccante per i suoi denti aguzzi e micidiali! E il vento? da allora non si dà pace, poveretto! e quando è più tormentato del solito esce dai caruggi, si spande per le vie della città fino a raggiungere i monti intorno e se incontra il fuoco gli si accende la speranza – vana, ahimè – di far uscire allo scoperto il diavolo, alimentando le sue fiamme! Bel post, mia cara Miss, che invoglia a inventarsi una favoletta! 😉
Sì Genova è davvero la città del vento, io lo amo il vento, la tramontana è proprio aria di casa!
Grazie delle tue belle parole Barbara!
Le leggende mi piacciono molto, hanno il fascino del tempo, degli uomini. Certoche il vento è stato beffato. Bellissima la prima foto
Sì, io me lo immagino arrabbiatissimo 🙂
Grazie cara!
certo che dire Genova è dire vento e viceversa! Anche in questo momento di cielo nero soffia parecchio e sul mare si vedono i lampi di temporali in arrivo.
Grazie per le tue leggende, mi piacciono tantissimo. Emanuela
Sì Emanuela, il vento è un ospite consueto a Genova, proprio vero!
Grazie a te, felice che ti piacciano queste storie del passato, buona serata!
Povero vento… quasi mi spiace… Certo che però ora vive in una zona bellissima!
Buona serata, Miss 🙂
Che forte che sei Tiptoe 🙂
Bacino cara, grazie!
belle foto, sarebbero bellissime anche in bianco e nero
Grazie Pani!
… e quando poi si stufa fa una capatina a Granarolo dove infuria sfogando “la rabbia” di cotanta tediosa attesa 😉 ah ah 😀 bellissima leggenda che non conoscevo e a cui non potrò più fare a meno di pensare quando passerò di lì 😀
Eh sì, è bella davvero! Il vento la fa da padrone in molte strade di Genova ma lì ha una ragione in più 😉
Grazie Fra, buona giornata!
è vero è un posto davvero freddo e quando piove ci si bagna tutti nonostante uno abbia l’ombrello ! bella storia
Ma sì, quando piove è un mezzo disastro! Grazie cara, buona serata!
Questa leggenda la conoscevo anche io… 😉
Miss, il vento ha un diavolo per capello!
E non si potrebbe dirlo meglio, grazie Sergio!