La leggenda di Salita all’Arcivescovato

Se andate per caruggi prima o poi vi capiterà di trovarvi in Salita all’Arcivescovato, la via che conduce in Piazza San Matteo dove si possono ammirare le fastose dimore dei Doria.
E forse anche a voi succederà di sentire il vento, il vento qui spesso spira potente, quel vento pochi giorni fa ha accompagnato il mio cammino.

Salita all'Arcivescovato (2)

E se dovesse accadere anche a voi di sentirlo sappiate che non è casuale, il vento in quella strada è proprio di casa.

Salita all'Arcivescovato

Una leggenda narra come egli sia capitato da quelle parti e spiega per quale ragione ancora soffi proprio in quel vicolo.

Salita all'Arcivescovato (3)

Dunque, il fatto avvenne diverso tempo fa, state un po’ a sentire!
Un bel giorno il vento se ne andava a spasso per le strade di Genova, non era solo, accanto a lui camminava il diavolo.
E così, gironzolando per la città, i due si ritrovarono in questa zona,  nei pressi di questa salita e del palazzo dell’Arcivescovato.

Salita all'Arcivescovato (4)
Il Diavolo si fermò proprio lì davanti e disse al vento che aveva alcune faccende da sistemare in quell’edificio, quindi chiese al suo compagno di aspettarlo lì sotto.
E sapete cosa successe?
Il vento si mise in paziente attesa ma il Diavolo non si fece mai più vedere, a quanto pare sembra che non sia mai uscito da quel palazzo!
E così il vento è ancora là ad aspettare da tanti, tanti anni.

Salita all'Arcivescovato (5)

Eh certo, la pazienza ha un limite e per ingannare il tempo il vento se da avanti e indietro e non si ferma mai, sta lì in Salita all’Arcivescovato e spira senza posa. Chissà, forse nella sua infinita attesa anche il vento ogni tanto alzerà lo sguardo verso quegli squarci d’azzurro, verso quel cielo che sovrasta Salita all’Arcivescovato dove un giorno capitarono il vento e il diavolo.

Salita all'Arcivescovato (6)

31 pensieri riguardo “La leggenda di Salita all’Arcivescovato”

  1. La cosa più curiosa di tutta la storia è il diavolo che permane nell’arcivescovado. 😉
    Tra parentesi… Strana quella T al posto della D, si tratta della forma arcaica? Comunque mi ha proprio divertita questa leggenda popolare in cui il diavolo è un puro pretesto per spiegare il perché del vento 🙂 e il vento c’è anche qui oggi si vede che si è fatto un giretto fin qui. Bacioni!

    1. Eh già, pare che l’ospite non si sia schiodato da lì 😉 E’ una leggenda gradevole e divertente, sembra di vederlo il vento che cammina avanti e indietro, poveretto!
      E sì, credo che la risposta alla tua domanda sia quella che hai dato tu!
      Bacioni cara, buona giornata!

  2. Poviou Vento,vatte a fia do Diao,so se infiou inte l’ Arcivescovou l’avian mandou onde o deve st-a,a l’inferno! Bella sta legenda!!! Eh,ciù che tante do Diao me p-a che ti ti nè sae unn-a in ciù de l-e !!!! bello,ciao cariscima e bongiorno!:)))

  3. Forse era entrato nel portone che si vede a sinistra della tua foto, quello era il palazzetto criminale, luogo terribile vi tagliarono la testa al Bonfadio, e nell’ottocento divenne Archivio di Stato.
    Il diavolo sarà rimasto chiuso dalle inferiate nella cella delle esecuzioni.
    Eugenio

  4. Una leggenda deliziosa! Il diavolo sarà entrato lì tanto per incominciare e poi si sarà spostato da un edificio all’altro perchè, come dici tu, c’era parecchio pane croccante per i suoi denti aguzzi e micidiali! E il vento? da allora non si dà pace, poveretto! e quando è più tormentato del solito esce dai caruggi, si spande per le vie della città fino a raggiungere i monti intorno e se incontra il fuoco gli si accende la speranza – vana, ahimè – di far uscire allo scoperto il diavolo, alimentando le sue fiamme! Bel post, mia cara Miss, che invoglia a inventarsi una favoletta! 😉

  5. certo che dire Genova è dire vento e viceversa! Anche in questo momento di cielo nero soffia parecchio e sul mare si vedono i lampi di temporali in arrivo.
    Grazie per le tue leggende, mi piacciono tantissimo. Emanuela

  6. … e quando poi si stufa fa una capatina a Granarolo dove infuria sfogando “la rabbia” di cotanta tediosa attesa 😉 ah ah 😀 bellissima leggenda che non conoscevo e a cui non potrò più fare a meno di pensare quando passerò di lì 😀

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