Un presepe che ha una storia lontana, ideato e creato da Franco Curti, un’opera alla quale egli lavorò con vera, emozionante dedizione.
Un presepe meccanico con oltre 150 figure in movimento, questo allestimento della Natività fu esposto per la prima volta nel 1947 a Carmagnola, in seguito fu allestito anche in altre città, nel 2010 ebbe come palcoscenico Piazza Duomo a Milano.
Da molti anni si trova al Museo Beni Culturali Cappuccini di Genova ed è qui che potrete ammirarlo insieme agli altri presepi dei quali ho già scritto in questo articolo.
Un presepe ambientato nei luoghi biblici e a precedere la Natività sono alcuni quadri dedicati alle parole dei profeti che annunciarono la venuta del Redentore.
E poi si incontra lo scenario nel quale si compie il miracolo della nascita di Dio.
E davanti a voi vedrete le città di quelle terre, questa è Betania, dove si trova la casa di Lazzaro, c’è un mulino e un fiume che scorre tra le case, è il fiume Giordano.
E c’è uno specchio d’acqua, questo è il lago di Tiberiade dove navigano senza posa le barche.
Un presepe è sempre un piccolo mondo, questo mondo è quello nel quale nacque il figlio di Dio.
E ovunque si lavora con inesorabile solerzia, senza mai fermarsi.
Questa è Gerusalemme con il tempio.
E poco distante c’è la chiara Betlemme, luogo natale del piccolo Gesù.
Ma laggiù, a Gerusalemme, c’è un re temuto e crudele, lo troverete assiso sul suo trono mentre i suoi servi gli fanno aria, il suo nome è Erode.
E poi scale, carri, porticati, finestre e il popolo di un altro tempo al lavoro.
E le donne filano la lana e tutti si muove ed è vivo e reale.
La gran parte di queste statuine è stata scolpita da artigiani della Val Gardena.
Si cammina tra le verdi palme, sullo sfondo il profilo delle montagne.
Ci sono volti e gesti a noi cari, la dolcezza di certe espressioni è tipica delle statuine di ogni presepe.
E c’è un mondo e la sua prospettiva.
Laggiù, nella casa del falegname, fanno eco gli attrezzi e gli strumenti.
E le mani sono protese verso Colui che verrà.
E poi scende la sera, il chiarore si dirada, diventa soffuso e fioco.
E si accendono le luci che illuminano la capanna dove si trova la Sacra Famiglia.
Un pastore conduce con sé le sue greggi.
E intanto i telai si muovono operosi, in ogni casa si lavora alacremente.
Brilla la ricca Gerusalemme adorna d’oro, con il sovrano della Giudea così fragilmente umano, c’è un Re dei Cieli che neanche Erode può contrastare.
E scende piano la sera.
Ma si resta vigili, nell’attesa che arrivi il giorno che cambierà le sorti degli uomini.
E in ogni casa si accende una luce, brilla e luccica nella notte scura.
E puoi essere un sovrano, un soldato o uno schiavo, puoi essere ricco o povero.
Non è ciò che possiedi a fare di te una persona migliore, non sono le parole che dici a fare la differenza, sono soltanto le tue azioni e la purezza che hai nel cuore.
E forse tu sei come quell’uomo , piegato dalla fatica del suo lavoro al mulino, eppure proprio tu puoi essere più grande di un re.
Dal cielo scendono gli angeli, annunciano la venuta del figlio di Dio, c’è grazia e bellezza nei loro movimenti, nella luce chiara che illumina Betlemme.



























Che lavorone. Veramente stupendo. Ogni Natale anche noi andiamo in giro per le chiese di Roma ad ammirare i presepi.
Stefy
I presepi mi piacciono tanto, quest’anno ne ho visti parecchi e sono contenta.
Un bacione a te cara, grazie!
Elaboratissimo questo presepe! E dire che da piccina mi sembrava già grande e laborioso quello che facevamo sul grande tavolo preso dalla soffitta. Immagino che ti sarai persa dietro ogni singolo particolare perché la ricchezza dei dettagli merita davvero tutto il tempo che gli hai dedicato 🙂 splendido! Bacioni
E molto complesso e articolato, mi è piaciuto molto, immagino il lavoro del suo creatore, davvero incredibile.
Un bacione Viv, grazie!
Voliamo sempre più in alto,sia come importanza e bellezza del soggetto che per spettacolarità e grande capacità di rappresentazione; il merito è del presepe che è un gran capolavoro,ma tu Miss sei una regista,sceneggiatrice,fotografa da infiniti premi Oscar,semplicemente grazie,senza parole in più!!! Un caro saluto….Grandissima!:)
Caro Pino, sei sempre così generoso con me, non so più come ringraziarti.
Questo presepe è davvero unico e speciale e da solo merita la visita al Museo dei Cappuccini.
Un abbraccio grande a te caro, passa una bella giornata 🙂
Bellissimo. Quando ero piccola i miei genitori mi portarono a vedere un presepe meccanico, che io e mio fratello chiamavamo “in movimento”. Era così bello e suggestivo che volevamo tornarci ogni anno. Si sentivano i rumori dell’acqua e del lavoro degli artigiani e c’era il ciclo della giornata con i cambi di luce, dall’alba al tramonto alla notte. Non mi sembra però che l’ambientazione fosse biblica come questo che ci hai mostrato, mi sa che era decisamente nostrano!
Ciao 🙂
Ogni presepe è un mondo diverso, i presepi meccanici poi sono splendidamente suggestivi, i bimbi restanto incantati a guardarli, come facevi tu da piccina 🙂 !
Bacioni a te cara, buona giornata!