I libri celano storie e ti portano in un altro tempo, leggi e così inizia il tuo viaggio.
Di recente ho acquistato un corposo volume dal titolo Genova Nuova, venne pubblicato nel 1902 dai Premiati Stabilimenti Cromo-Tipografici A. E. Bacigalupi.
Il libro narra i mutamenti della città nei suoi diversi aspetti ed è arricchito da belle immagini, curiosamente non è indicato l’autore del testo, gli mando comunque un sentito ringraziamento per le piacevoli passeggiate virtuali che mi sta regalando.
Genova Nuova: una città che cresce con strade ampie e eleganti, questa è l’epoca di importanti rivoluzioni urbanistiche e alcuni le hanno vedute con i loro occhi.
Il narratore segue lo spirito del tempo ed esalta le opere di valenti architetti e ingegneri, è un viaggio che ci riporta in luoghi noti permettendo di scoprire anche ciò che si è perduto: sono trascorsi più di cent’anni, quella Genova nuova del 1902 ha ancora mutato volto.
Tic tac, tic tac, tic tac.
Mettiamo indietro le lancette dell’orologio ed andiamo a quegli anni, in Corso Firenze.
Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo
Qui sorge una lussuosa dimora progettata dall’architetto Dario Carbone, la Palazzina Weil ha alle sue spalle una verde collina, è immersa in una ridente quiete bucolica.
È dotata di una loggia, ha un’elegante torretta e le sue finestre si aprono su un ampio orizzonte luminoso.
Un luogo incantevole, pacifico e paradisiaco.
E il nostro autore si lascia persino andare a divagazioni romantiche: dice che questo sarebbe il posto perfetto per “nascondervi i primi tête-à-tête” o per gioiose feste tra amici.
Immagine tratta da Genova Nuova – 1902 Libro di mia proprietà
Ecco il magnificente vestibolo, sullo sfondo si scorgono le vetrate.
Immagine tratta da Genova Nuova – 1902 Libro di mia proprietà
E poi i marmi pregiati dello scalone e della balaustra, opere di Giuseppe Novi.
Seguendo le suggestioni dello scrittore è facile immaginare due amanti che si inseguono su per queste scale per poi ritrovarsi lassù, a sospirare sulla torretta.
Immagine tratta da Genova Nuova – 1902 Libro di mia proprietà
L’edificio aveva ricche decorazioni, il salone era abbellito da opere di Cesare Viazzi, l’immagine che segue è un dettaglio di un dipinto dal titolo Diana Cacciatrice, un altro dipinto ritraeva le sirene.
Immagine tratta da Genova Nuova – 1902 Libro di mia proprietà
L’incanto della Palazzina Weil è catturato in certe immagini dell’epoca, forse ricordete una cartolina scritta da una certa Ester.
Ecco la dimora decantata nel tempo dei cambiamenti di Genova, si trovava su quell’angolo di Corso Firenze dove inizia Via Paride Salvago.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Ai nostri tempi la Palazzina Weil non esiste più, la sua bellezza è svanita come il ritmo di una musica jazz che lentamente diviene silenzio, il prestigioso edificio ha lasciato posto a una diversa costruzione.
Camminando in Corso Firenze, verso la spianata voltate gli occhi verso Castello Bruzzo, al di sotto di esso vedrete proprio questa palazzina rosa.
Tic tac, tic tac, tic tac.
Mettete indietro le lancette del vostro orologio e guardate ancora.
E d’improvviso è un altro tempo.
Sotto la torre di Castello Bruzzo svetta un’altra armoniosa torretta, era parte dell’incantevole Palazzina Weil.









Che bello; in una di queste foto c’è la casa dove abitavo io.
Buona Giornata.
Quarc
Che bello Quarc, ne sono felice!
Buona giornata a te.
É un vero peccato che questa palazzina non esista più. Bellissima! Chissà come mai è stata abbattuta…bombardamenti, piani edilizi? Comunque sia sarebbe bello tornare per un momento a quei giorni e affacciarsi da quelle finestre.
Bacioni!
Non so perché l’abbiano demolita, ho solo raccontato quello che ho trovato su questo libro meraviglioso.
Questo è rimasto un bel quartiere e Corso Firenze è sempre piacevole, alcune case sono davvero belle, la Palazzina Weil era in perfetta armonia con il contesto.
Un bacione cara, grazie!
Ma come era bella…..
Emanuela
Uno splendore, cara Emanuela!
Mi chiedo perche’ hanno distrutto una cosi bella palazzina! Forse perche i padroni erano ebrei?
Benvenuta qui, Rosalba.
Spero che non sia come tu dici anche se in certi anni cupi oltre alle tragedie che ben conosciamo accaddero certo anche fatti simili.
Non so quando e perché sia stata demolita questa palazzina, magari approfondirò l’argomento, il palazzo che ha preso il suo posto mi sembra relativamente recente.
Buona giornata a te e grazie.
Che splendore! E’ davvero un peccato che non esista più e consola solo un po’ poterla ritrovare in un libro
Diciamo che è già qualcosa poterla vedere così, proprio un peccato averla perduta.
Non conoscevo questa storia, nonostante millanti la mia “appartenenza” a queste zone … grazie Miss, un altro tassello nella storia genovese
Forse non è così nota, sai, io per l’appunto l’ho trovata in questo libro che risale a più di cento anni fa.
Grazie Paola, buona serata a te.
Miss, che razza di cuore bisogna avere per distruggere una palazzina come quella? spero almeno che i demolitori abbiamo avuto il buon gusto di dare il tempo ai due amanti che si inseguivano sulle preziose scale, di raggiungere la torretta e non solo…
Eh, caro Sergio, non è ho veramente idea, proprio un peccato averla buttata giù… le tue considerazioni soo più che giuste!
Un vero peccato avere abbattuto la palazzina Weil,che non sapevo neppure esistesse.In quel palazzo che l’ha sostituita abitava un secondo cugino di mio Padre e io lo trovavo molto elegante.Certo quel che c’era prima era molto meglio,in carattere con il castello Bruzzo ,nella scia di quel gusto liberty che ha lasciato a Genova importanti testimonianze .Mi piacerebbe sapere perché l’hanno demolita.Buona giornata, Nicla
Vero, era una meraviglia questa palazzina, proprio in stile e in armonia con il resto, era da tanto che volevo scriverne e così sono riuscita a farlo grazie a questo nuovo libro che è una raccolta di perle!
Grazie Nicla, una buona serata a lei, a presto.
Il mio commento è sparito.Mi rammaricavo della sparizione della squisita palazzina che non avevo mai visto e mi chiedevo il perché.Infinecla salutavo cordialmente Nicla
Sembra impossibile per me stasera lasciare un commento è la terza volta che ci provo e ogni volta mi si richiede l’indirizzo è- mail.Un affettuoso saluto Nicla
Buonasera Nicla, ci sono i tutti suoi commenti, non si perde niente, erano finiti momentaneamente in moderazione. Grazie per la costanza <3
La ricordo, è stata demolita alla fine anni’50. Ricordo che c’era il comando della Finanza
Quindi se c’era il comando significa che era in buone condizioni.
Che peccato!
Grazie Luisa, buona serata.
Per quanto mi ricordo -da vecchio abitante della zona- la palazzina subì forti danni da bombardamenti bellici (il comando era alloggiato in un’ala del fabbricato ancora agibile) e fu lasciata degradare forse anche per speculazioni edilizie che hanno consentito negli anni ’50 uno sfruttamento del terreno con la costruzione del nuovo palazzo e di nuovi appartamenti certamente assai redditizi per il costruttore e per il proprietario dell terreno
Benvenuto qui Manlio, grazie delle preziose informazioni, davvero un peccato aver perso questa palazzina, era proprio affascinante secondo me.
Grazie del tuo benvenuto miss e complimenti vivissimi per il tuo blog che da tempo seguo sempre con interesse e piacere specie per le puntate dedicate a corso firenze (mia zona da tempo ormai e purtroppo immemorabile) sulla quale, se ti interessa, vorrei inviarti un’immagine -penso inedita- del 1870 che ho reperito fortunosamente. Fammi sapere come… ciao, manlio
Grazie a te Manlio, mi fa veramente piacere leggere le tue parole, io cerco solo di raccontare Genova come meglio riesco e mi fa piacere che le miei storie siano così gradite.
Mi piacerebbe molto vedere l’immagine della quale mi scrivi, ti invio una mail a questo indirizzo che vedo se per te va bene.
Buon pomeriggio intanto!
Il passato e il presente, che bella similitudine , bravissima ,ciao buon pomeriggio
Queste immagini antiche sono una vera magia… grazie Ottavia!
I miei nonni Bozano, abitavano all’ultimo piano del n° 9, dal terrazzo da bambina, fine anni 40-50, vedevo la villa Weil. Non la distrusse la guerra.
Che peccato averla perduta, era proprio incantevole.
Perché è stata demolita? Ma nessuno ha mai sentito parlare di speculazione edilizia? Adesso a suo posto si erge un anonimo ancorché signorile condominio con un invivibile pianterreno che fa rabbrividire. Stessa sorte ha subito un’altra palazzina, di cui non conosco la storia, in Corso Armellini.
Era proprio una bella palazzina, un peccato che non ci sia più!
Buonasera,
I miei genitori Ernesto e Maria hanno ha vissuto presso la villa negli anni 40.
Se serve ho una bella foto di loro con mio fratello Sergio appena nato, purtroppo non riesco a caricarla.
Buonasera, benvenuto su queste pagine, mi farebbe molto piacere vedere la sua foto e saperne di più da lei sulla villa, se avesse voglia di raccontarmi. Qui non possono inviare fotografie ma, se per lei va bene, potrei scriverle alla mail con la quale ha commentato su questo blog, mi faccia sapere se posso fare così. Grazie, buona serata a lei.
Buonasera, certamente.
Mi scriva pure e le invierò tutto via mail.
Grazie
Buonasera, grazie a lei, allora le scrivo subito!