Vegliano sulle case e sui muri antichi, sulle vie che ogni giorno frequentiamo, sono le immagini sacre collocate nelle edicole della città vecchia: oltre agli sguardi della Madonna sui genovesi si posano anche gli occhi di uomini che portarono nel mondo la parola di Dio.
In Via San Luca, sull’angolo di un antico palazzo, c’è un’edicola che ospita un marmo raffigurante San Vincenzo Ferreri e le sue buone opere.
Nativo di Valencia, il devoto Vincenzo fu domenicano e fervente predicatore, visse tra la seconda metà del ‘300 e gli inizi del ‘400.
Le vite dei Santi hanno sempre tratti epici ed avventurosi, sono testimonianze di coraggio e di fiducia, di amore per il prossimo e di lungimiranza.
Le vie della fede condussero Vincenzo anche sulle strade di Genova, egli predicò nell’antica chiesa dedicata a San Domenico che un tempo si trovava nell’area dell’attuale Piazza De Ferrari.
In questa città di mare e di porto coloro che ascoltano la parola di Vincenzo Ferreri provengono da ogni parte del mondo.
Ed è il miracolo: egli parla nella sua lingua e ognuno lo comprende nella propria.
È rigoroso il domenicano, tuona contro gli eccessi di vanità e predica la modestia dei costumi.
Confida nella misericordia divina, nel tempo di una paurosa pestilenza vive in mezzo agli umili, prega per i malati e li confessa.
Sembra non temere nulla, le sue preghiere accompagnano le processioni per le vie della città.
E così, molto tempo dopo, in uno dei caruggi della città vecchia si volle ricordare la figura di questo santo e i suoi gesti generosi.
E c’è un istante che ho tentato di immaginare: è il 1747 e qui, in Via San Luca, si appone questo marmo testimonianza di un’antica fede.
E in quel momento esatto intorno a questa casa c’è un piccolo universo.
Giovani madri devote, anziani dalle spalle curve, bimbetti scalzi dagli abiti logori, padri di famiglie numerose.
E tutti, o per lo meno molti di loro, snocciolano continue preghiere.
E gli occhi si posano sulla figura del Santo e su quella giovane donna inginocchiata davanti a lui.
L’iscrizione rievoca i suoi miracoli e la sua generosità.
E c’è anche una targa in ricordo di un recente restauro.
C’è un tempo che non abbiamo veduto.
E in quel tempo qui vennero pie monache e donne di malaffare, nobiluomini e popolani, sono i volti di un piccolo mondo che abitava la Genova antica.
Sotto a questo cielo, il medesimo di allora.
Ed è trascorso quel tempo che non abbiamo veduto.
Era il 1747.
Da allora, in Via San Luca, San Vincenzo Ferreri veglia sul cammino dei genovesi e su tutti coloro che attraversano questa città.








Alcune vie sono storiche visto che li sono avvenute le storie che hanno dato via al nostro mondo.
Vero Marcello, proprio così.
Buona giornata a te!
L’edicola è davvero ben restaurata, speriamo possano rimettere a nuovo anche l’edificio che la ospita che sembra piuttosto scalcinato. Buon lunedì 🙂
E come darti torto Viv, certi palazzi quando sono restaurati risaltano al meglio.
L’edicola mi piace tanto e le ho dedicato finalmente lo spazio che merita.
Un bacione cara, buon lunedì.
Grande Miss! Grazie per aver riportato alla luce questa bellissima edicola del grande frate domenicano. Le edicole nel nostro centro storico hanno sempre qualcosa da insegnarci. Penso che dobbiamo sempre vivere il presente ricordandoci del passato. Buona giornata.
Sono d’accordo con te, cara Renata, le nostre edicole sono preziose testimonianze del nostro passato e dovremmo averne sempre cura.
Buon pomeriggio e grazie ancora!
Edicole preziose, che potrebbero passare inosservate ai più ma non agli occhi attenti di Miss Fletcher! Grazie per questa nuova chicca, cara amica e buon inizio di settimana
Susanna
Io amo tantissimo le nostre belle edicole, ognuna è una storia diversa.
Un bacio grande Susanna, grazie.
Le edicole sono tutte attraenti, non conoscevo questa storia. Grazie 🙂
Vero, sono splendide le nostre edicole. Grazie a te Paola!
Pensa che io ci passavo quasi tutti i giorni (frequentavo il liceo Colombo)per andare a prendere il 32 a caricamento e non l’ho mai notata…Grazie miss!
Eliana, allora sono felice di avertela fatta scoprire!
Buona serata a te.
Miss, le edicole sono una specie di fiore all’occhiello dei caruggi genovesi… ignoravo questo San Vincenzo Ferreri… i domenicani spagnoli, hanno una macchia importante nel loro curriculum vitae, cioè, l’Inquisizione… ma per meritarsi quel bell’altorilievo,Vincenzo deve proprio essere stato di un’altra pasta…
Pagina buia quella dell’inquisizione, senza alcun dubbio.
Le vicende dei santi a me affascinano sempre, c’è davvero qualcosa di eroico nelle loro vite, San Vincenzo Ferreri mi ha colpita e trovo che l’edicola a lui dedicata sia particolarmete bella.
Grazie Sergio, buona serata!
Consola vedere che si trova modo di restaurare questi piccoli gioielli. A prescindere dal valore religioso, va preservato quello artistico e storico
Vero Katia, la fede poi è un fatto personale però queste sono testimonianze del nostro vissuto e vanno preservate al meglio.
dunque da circa 270 anni San Vincenzo è lì a vedere il passaggio di persone di tutti i ceti e virtù. D’ora in poi alzerò gli occhi e chiederò la sua protezione. Grazie Miss
Eh sì, pensa da quanto tempo osserva le nostre vite!
Grazie Elisabetta, buona serata.
Interessante, quando passo gli chiederò quante ne ha viste in tutti questi anni,pensi che mi darà una risposta ? Ciao e grazie
Davvero, pensa quanta vita ha veduto in questi caruggi.
Grazie a te Ottavia, un abbraccio.
Miss Fletcher i tuoi post sono bellissimi,è un vero piacere leggerli !!! Grazie !!!
Grazie Nonna Nanna, troppo buona!
No, sono veramente belli. Mi sapresti dire di che palazzo è il portone dell’attuale negozio Full Home, ex Assolibro ? Sono in contatto Fb con Jerome Luc Muniglia Giustiniani, e mi sembra sia un ex palazzo dei Muniglia-Moneglia. Chiedi, se vuoi, la sua amicizia, la famiglia Moneglia, Madonnetta, villa Piaggio ex-Moneglia, e la famiglia Giustiniani, non ne parliamo sono interessantissime, ci sono varie pagine Fb. Un caro saluto Ninna
Grazie davvero, Nonnananna. Su quel portone mi informerò, al momento non mi viene in mente nulla di particolare, dovrei guardare sui miei libri che qui non ho. Buona domenica a te.
Ho cercato ancora notizie su quel portone, invano. Di via S.Luca vien nominato il portone del palazzo Salvago. Se trovi qualcosa al riguardo, te ne ringrazio.A risentirci, buona domenica.
Certo, non mancherò! Buona giornata a te.
Grazie della risposta. buona serata !!
A te!
Buongiorno; scusi se scrivo qui, ma non ho trovato altre modalità di contatto.
Volevo chiederle il permesso di riprodurre la prossima settimana la prima foto di questo articolo sul gruppo pubblico di Facebook dedicato a Tranquillo Marangoni; avrei piacere di confrontarla con una xilografia dell’artista in questione.
Buongiorno a lei. La ringrazio ma non desidero che le mie foto vengano pubblicate fuori dai miei articoli e in luoghi diversi dal blog. Buona giornata a lei.