Ricordi?
Eravamo sempre noi tre, sempre noi.
Una bicicletta, prima appartenuta al più grande e poi, a seguire, a noi più piccoli.
Noi tre.
Portavamo i pantaloni di velluto a coste, la gonnellina scozzese, i maglioncini blu con i disegni.
Codini, capelli a spazzola, riccioli ribelli.
Guance rosse, dentini caduti, graffi sulle ginocchia a volte.
Noi tre, sulla giostra, con lo zucchero filato che si appiccica sulla faccia, i bon bon di gelatina oppure il gelato nella bella stagione.
Stai seduto composto.
Niente gomiti sul tavolo.
Ricordati di dire sempre per favore e grazie.
Niente capricci.
Mica sempre però, dai.
Ogni tanto noi tre correvamo liberi e allora non c’era proprio verso di prenderci, quando giocavamo a guardie e ladri poi!
Noi tre sapevamo meglio di qualunque filosofo cosa sia quella cosa chiamata felicità, solo che spiegarlo ai grandi non è per niente semplice, tutto sommato.
Poi ci veniva il fiatone e ci veniva da ridere anche, tutto insieme in una volta sola ed era come un’emozione bellissima.
E ci mettevamo là, ognuno sulla sua seggiolina.
E avevamo questo segreto da custodire e così difficile da spiegare: il segreto della felicità.
Camogli

Deliziosa l’immagine….e delizioso il commento!!!
Grazie Antonella, buongiorno a te!
troppo carino tutto
Mi piacciono un sacco queste piccole sedie, grazie cara!
Uh ma che meraviglia! Quante belle immagini da tre seggioline… il segreto della felicità è saperla immaginare. Baci cara!
Questa foto è rimasta in un cassetto molto a lungo e fimalmente l’ho portata. Grazie Viv, un bacione a te!
Nella foto c’è una filiale della famosa fermata del bus? 😉
Semmai una fermata gozzi, dai <3
alle volte, Miss Fletcher è insuperabile… questa, è una di quelle volte…
Grazie Sergio, davvero troppo buono! Buona serata a te.
Eh si la felicita’ si puo’ percepire ancora attraverso questi oggetti ….hanno contenuto i ns desideri piu’ intimi, li hanno fatti deporre e stazionare per comprenderli… Io ricordo la mia seggiolina dei consigli o forse dei moniti che distribuivo alle mie bambole … Aveva una struttura metallica con le gambe un po’ divaricate per la stabilita’ ….la seduta era a trapezio e lo schienale con analoga foggia un po’ in alto… entrambe rivestiti interamente di un peluche giallo color pulcino…. Quel colore ha accompagnato la mia infanzia e fui soprannominata dai miei cari “la pulli” …
I ricordi d’infanzia sono sempre preziosi, sì! Buona serata!
grazie cara Miss, io porto ancora delle cicatrici nelle gambe per le cadute a giocare noi però eravamo 10 figli. Chissà se dentro a quella porta c’è una tendina!Che bello, grazie!
Dieci? Caspita quanti! Grazie Mauro, buona serata a te!
Che dolce ricordo… Un abbraccio e auguri. (ogni tanto appaio 🙂 )
Oh cara, che piacere, si sente la mancanza di Miss Meletta eh! Questo post è una romantica invenzione che però assomigli ai ricordi di molti di noi.
Un abbraccio e auguri a te cara, grazie di essere passata.
spaccati di vita che spesso hanno molto da raccontarci 😉
Grazie Max!
oggi tocchi il sentimento. Nostalgia 🙂
Grazie Katia, un bacione a te!
A Genova, con il suo clima meraviglioso, si sta fuori tutto l’anno a giocare
Oggi c’è un vento gelido per i miei gusti, mia cara!
ahahah!
Ma che bel pezzettino, Miss! Semplice e profondo allo stesso tempo 🙂
Grazie!