I talenti di Fortunata Bottaro

Questa è la storia di una donna dai molti talenti e per narrarla bisogna partire da Savona, luogo dove nel 1833 nasce la nostra Fortunata Bottaro.
Fortunata ha appena 10 anni quando, con la famiglia, si trasferisce a Genova, la bambina cresce in un ambiente agiato e non le mancano certo gli stimoli culturali: Fortunata ama appassionatamente gli studi nei quali si applica con fervore ed eccelle in maniera particolare.
Ha un fratello maggiore di nome Luigi, lui è sacerdote e cultore di studi umanistici, Luigi diventerà socio dell’Accademia di Filosofia Italica fondata nel 1850 da Terenzio Mamiani, insegnante di filosofia, cattedratico di logica e antropologia nell’ateneo di Genova e, a partire dall’anno 1859, anche giornalista.
Fortunata è una giovane donna con il talento per la scrittura, diverrà lei stessa affermata giornalista e scrittrice e nel 1862, all’età di 29 anni, insieme al fratello e al pubblicista Domenico Caprile, fonderà il mensile “La donna e la famiglia”.
La rivista ha un programma di “istruzione, educazione e ricreazione” e si avvale di firme di successo: tra i collaboratori ci sono Raffaello Lambruschini e Niccolò Tommaseo, amico caro di Fortunata.
La rivista riscuote molto successo tra il pubblico femminile genovese, su quelle pagine si trattano in maniera approfondita le diverse tematiche della questione femminile.
E così rifulge l’astro del talento di Fortunata Bottaro.

Con la rivista uscirà, a partire dal 1863, la strenna annuale “Letture femminili”.
E Fortunata volge lo sguardo verso nuovi orizzonti: nel 1868 infatti si trasferisce con il fratello a Parigi e nella Ville Lumière porta il suo talento e la sua cultura.
A Parigi fonderà “La femme et la famille”, edizione francese della sua apprezzata rivista.
L’opera principale scaturita dalla penna di questa donna così speciale è “La famiglia e la felicità”, testo nel quale la Bottaro illustra le sue teorie nel campo della pedagogia.
Un giorno, per caso, il destino mi ha fatto incrociare lo sguardo di Fortunata.
Mi trovavo ad uno dei soliti mercatini e stavo guardando delle fotografie francesi quando, ad un tratto, ho veduto lei.
A tergo della Carte de Visite una mano provvidenziale aveva scritto il suo nome, io allora non conoscevo la storia di Fortunata ma, con inspiegabile ottimismo, acquistai la fotografia con la speranza di trovare tracce di lei e della sua vicenda.
E così ho fatto la gradita conoscenza di Fortunata Bottaro e ho trovato diverse notizie su di lei in alcune pubblicazioni d’epoca.

Le vicende che avete letto sono tratte dal “Dizionario biografico dei Liguri dalle origini al 1990” di William Piastra e scritte dalla Professoressa Marina Milan e anche dal volume “La stampa periodica a Genova dal 1871 al 1900” della medesima Professoressa Marina Milan che a lungo è stata Docente di Storia del Giornalismo alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Genova ed è una profonda conoscitrice della straordinaria storia di Fortunata Bottaro.
E così qui ringrazio di cuore la Professoressa Milan per l’aiuto che mi ha dato fornendomi i materiali da me consultati per raccontarvi questa bella vicenda, alla Professoressa Milan dedico questo mio piccolo omaggio a Fortunata Bottaro.
Fortunata Bottaro lasciò questo mondo il 13 Luglio 1893, la sua rivista invece venne pubblicata fino all’anno 1917.
Per una di quelle casualità che non saprei davvero spiegarvi, pochi giorni fa il destino ha nuovamente messo davanti ai miei occhi il nome di Fortunata.
Stavo percorrendo la Galleria Semicircolare del Cimitero Monumentale di Staglieno quando, scolpito nel marmo, ho veduto il nome di lei.
Sulla semplice lapide che protegge il suo sonno eterno si decantano le virtù dell’intelletto di questa scrittrice e giornalista, si elogiano la sua operosità, la sua sempre saggia e costante ricerca della verità.
E così io voglio ricordarla: qui riposa Fortunata Bottaro, educatrice sapiente.

14 pensieri su “I talenti di Fortunata Bottaro

  1. Non sempre è di scena la bacchetta magica per ESSERE.La si nota dal portamento che parla anche senza proferire parola.
    A madame Fortunata Bottaro giunga la mia gratitudine e la mia preghiera.
    Grazie Dear Miss della deliziosa presentazione di madame Bottaro

  2. Dopo una lunga assenza tornata a casa, ritrovo e rileggio i vostri articoli, cara Miss Fletcher. Mi hanno mancato. Ha fatto una scoperta interessante! Questa Fortunata Bottaro era certo un educatrice intelligente. Mi piacerebbe leggere una delle sue idee sull’ educazione nel questo tempo. Un abbraccio forte forte.

  3. Solo “Casualità”?… manca qualsiasi pur minimo fondamento per una conferma rispettosa del rigore storico ma mi piace pensare che Fortunata l’abbia “condotta” alla propria tomba, cara Miss Fletcher… perchè QUESTO era quel che essa desiderava. Sovente si creano invisibili legami… mi è capitato. Grazie per l’ interessante e coinvolgente racconto che è un inno alla cultura

  4. Grata all’infinita curiosità di Miss Fletcher che sempre riesce a trovare fili e nodi preziosi. Ancor più in questo caso perchè con gli scritti di Fortunata Bottaro avevo trascorso giorni e mesi di esplorazione tra biblioteche e archivi d’Italia e di Francia per ricostruire una storia tutta al femminile (ma non femminista) del giornalismo italiano iniziata proprio a Genova ma con lo sguardo rivolto a quel che accadeva nell’Europa più emancipata.

  5. Un filo rosso unisce i tuoi incontri, che siano a Staglieno o sui banchetti dei mercatini, e per certi versi crea dei delicati intrecci tra te e i tuoi concittadini del passato che da semplici nomi assurgono a forma e vividezza al pari di persone note. Che gran bel consesso di genovesi! Complimenti per questo nuovo incontro! Baci!!!

  6. Buongiorno Miss Fletcher hai già bevuto il caffè?
    Per tornare sui passi della Grande Fortunata Bottaro,sono persuaso anch’io che Madame abbia guidato i tuoi passi e tu l’hai incontrata. Perchè sei passata proprio li e non altrove?
    Ti potrei raccontare fatti ed esperienze da me vissute,che non c’é alcuna spiegazione senza l’esperienza di questi fatti.Mi imedesimo nelle tue emozioni,che sono anche le nostre.Continua,nella tua Genova c’é ancora moltissimo da sapere.

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