Sotto la pioggia

Un dicembre tiepido e poi, approssimandosi l’inizio dell’inverno, la pioggia.
La pioggia, quando poi non è troppo insistente, dona la sua parte di incommensurabile magia.
Il suono leggero delle gocce che cadono, una sorta di atmosfera quasi ovattata, un ritmo più lento.
L’aria fresca, il silenzio.
Di mattina, quando in giro non c’è ancora quasi nessuno.
Ho anche scordato l’ombrello ma non importa.
La pioggia.
Le strade lucide, gli impermeabili, le pozzanghere, gli stivali di gomma e i cappellini per ripararsi.
Lo sguardo che si alza a cercare le nuvole che sembrano sospese ed eterne e allora ti domandi chissà quando se ne andranno e invece, magari, domani non pioverà più.
Sotto la pioggia i pensieri si fanno più fitti, si accavallano, si ripropongono, altri svaniscono senza che tu possa trattenerli.
Tutto scorre, in qualche modo, inesorabile mentre cammino sotto la pioggia, in Via San Luca.

6 pensieri riguardo “Sotto la pioggia”

  1. E’ proprio cosi… sotto la pioggia i pensieri si affollano, restano e poi scivolano…alcuni neppure raggiungono terra, si nebulizzano nella pioggia … sotto l’ ombrello la prospettiva e’ limitata, non ti confronti con altri sguardi ma resti imprigionata dentro quel cupolone … potresti piangere o forse ridere all’ insaputa del mondo

  2. Miss, la pioggia è preferibile leggerla, soprattutto se a raccontarla è Miss Fletcher ed ha pure
    provveduto ad illustrarla con un caruggio…

Rispondi