Un dicembre tiepido e poi, approssimandosi l’inizio dell’inverno, la pioggia.
La pioggia, quando poi non è troppo insistente, dona la sua parte di incommensurabile magia.
Il suono leggero delle gocce che cadono, una sorta di atmosfera quasi ovattata, un ritmo più lento.
L’aria fresca, il silenzio.
Di mattina, quando in giro non c’è ancora quasi nessuno.
Ho anche scordato l’ombrello ma non importa.
La pioggia.
Le strade lucide, gli impermeabili, le pozzanghere, gli stivali di gomma e i cappellini per ripararsi.
Lo sguardo che si alza a cercare le nuvole che sembrano sospese ed eterne e allora ti domandi chissà quando se ne andranno e invece, magari, domani non pioverà più.
Sotto la pioggia i pensieri si fanno più fitti, si accavallano, si ripropongono, altri svaniscono senza che tu possa trattenerli.
Tutto scorre, in qualche modo, inesorabile mentre cammino sotto la pioggia, in Via San Luca.

E’ proprio cosi… sotto la pioggia i pensieri si affollano, restano e poi scivolano…alcuni neppure raggiungono terra, si nebulizzano nella pioggia … sotto l’ ombrello la prospettiva e’ limitata, non ti confronti con altri sguardi ma resti imprigionata dentro quel cupolone … potresti piangere o forse ridere all’ insaputa del mondo
Esatto, è proprio così, mia cara.
Grazie Brunattola, buona serata.
Da noi oggi siamo in piena “Brianza velenosa” per dirla con Mogol-Battisti, però la pioggia che descrivi tu piace molto anche a me. Buona giornata!
Caspita che citazione, mia cara! Un bacione!
Miss, la pioggia è preferibile leggerla, soprattutto se a raccontarla è Miss Fletcher ed ha pure
provveduto ad illustrarla con un caruggio…
Grazie carissimo, questo commento mi piace molto! Buona serata a te!