Era da tempo che non incontravo l’amico Elio Ghelli ma, per fortuna, l’altro giorno ci siamo per caso incrociati!
Per caruggi, in una bella giornata di sole.
Con la sua tenuta direi primaverile, dato che qua il caldo si fa già sentire e bisogna essere preparati.
Un copricapo, il fedele strumento musicale al seguito e il saluto di rito.
È sempre una gioia incontrare l’amico Elio, credetemi!
E così, una mattina di maggio, una cornamusa in Campetto.
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Sorella in Via San Luca
Ci siamo incrociate una mattina di maggio, in Via San Luca.
Io gironzolavo qua e là, come sempre nei caruggi.
Lei incedeva, sicura e decisa, con il suo abito scuro così ondeggiante.
Davanti a lei, nella stessa prospettiva, c’era anche un prete.
Il mio sguardo però ha seguito lei e la sua figura sottile, nel chiaroscuro del vicolo in una mattina di primavera.
Con questa grazia, una sorella in Via San Luca.
Il colore dei pensieri
Il tempo del cappello di paglia
E poi, senza quasi accorgersi come sia accaduto, all’improvviso è il tempo del cappello di paglia.
E delle camicie leggere, degli abiti chiari, sono giorni da zainetto sulle spalle e bibite fresche.
Esplorando luoghi nuovi e sconosciuti e osservandoli con lo sguardo meravigliato che nasce ad ogni nuova scoperta, con sorprendente entusiasmo.
Oppure ripercorrendo queste strade note e ben conosciute e le piazze sempre frequentate, salendo i gradini di una chiesa molto cara e ritrovando, ancora, una prospettiva che appartiene all’anima e al cuore.
Nella bella stagione, quando a Banchi e nella nostra Genova ritorna ancora il tempo del cappello di paglia.
Piazza Banchi
Archivolto di Nostra Signora della Guardia: un altare per la Madonna
Camminando nei caruggi di Genova, nei pressi della Chiesa di San Siro, vi capiterà di notare un luogo antico, quasi nascosto, che custodisce la memoria della Madonna della Guardia e la devozione a Lei riservata dai genovesi.
Ecco così il nostro Archivolto di Nostra Signora della Guardia, uno di quegli angoli della vecchia Genova che certo meritebbe maggiore cura.
E là, a metà dell’archivolto, c’è proprio un altare dedicato alla Madonna della Guardia.
Un luogo speciale, dove in qualche modo si respira la suggestione del tempo antico con le sue tradizioni di fede e devozione.
L’altare dedicato alla Madonna è protetto da una robusta cancellata e questa era già presente in anni lontanissimi in quanto ne fanno cenno anche i fratelli Remondini che a metà dell’Ottocento scrissero ampiamente delle edicole e dei luoghi di culto.
Diversamente da oggi a quell’epoca l’altare era sempre adornato riccamente e rischiarato dalla luce di molte candele, c’erano anche i voti d’argento lasciati davanti alla statua della Madonna.
E poi era frequente notare fedeli devoti inginocchiati in mezzo al vicolo e raccolti in preghiera.
In occasione della festa del 29 Agosto poi l’archivolto era addobbato a festa come si conveniva per celebrare la Madonna della Guardia.
Negli anni passati mi è capitato spesso di vedere l’altare privo dell’immagine sacra ma da qualche tempo, invece, è stata lì collocata questa suggestiva statua della Madonna della Guardia con il beato Pareto al cospetto di Lei.
Una piccola targa è posta dell’altare.
E sul cancello spiccano le lettere M e V che intrecciate compongono il monogramma di Maria.
Se passate nei caruggi fermatevi presso l’Archivolto dove la luce rischiara la bella e commovente immagine della Madonna della Guardia.
Sorelle in Vico Inferiore del Portello
Sono due sorelle che a passo svelto scendono verso i caruggi, attraversando Vico Inferiore del Portello.
I veli azzurri, le giacche nere, il piglio dinamico e sicuro.
E gli abiti color del cielo smossi da quella camminata leggera e così fiduciosa, verso la meta della giornata.
E questa volta non sono io l’autrice dello scatto, la bellissima fotografia è di mia nipote Maddalena e qui la ringrazio per aver colto perfettamente questo istante di assoluta armonia.
Due sorelle, con questa grazia, in Vico Inferiore del Portello.
Nel passato di Via San Luca: la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi
Ritorniamo a camminare nel passato della Superba, saliamo ancora sulla macchina del tempo per ritrovarci sotto il cielo turchese che sovrasta le case antiche di Via San Luca.
E qui ce ne andiamo a far compere, come da consuetudine dei genovesi di ieri e di oggi.
Cerchiamo un prestigioso esercizio commerciale fondato nel lontano 1880 e che ha la sua sede proprio in Via San Luca.
È il negozio del Signor Giuseppe De Bernardi, successore di Enrico.
Qui si trovano strumenti per bande e orchestre, macchine parlanti, pianoforti e accessori di ogni tipo.
Tratto da Guida Pagano del 1922 di mia proprietà
E secondo voi, camminando in Via San Luca, riusciremo a trovare il favoloso negozio del Signor De Bernardi?
Eccoci qua davanti, amici musicisti e melomani, l’emozione è davvero grande ed io sono curiosa di andare a scoprire le meraviglie esposte in vetrina!
E poi balzando all’improvviso dal passato ai tempi moderni, ecco il luogo nel quale un tempo si potevano udire melodiose armonie.
Alzando lo sguardo e ammirando altri dettagli di questa cartolina pubblicitaria che appartiene alla mia piccola collezione noteremo alcuni straordinari particolari.
L’orologio segna le 12.37 ed è lì a testimoniare un’altra importante attività: il Deposito di Orologeria del Signor Carlo Tragni.
Osservate poi con attenzione le finestre, lì sono poste due mampae e cioè quei telai che si usavano a Genova per riflettere la luce nei vicoli scuri, ne scrissi diffusamente anni fa in questo post.
Le finestre sono ancora lì e custodiscono il ricordo di tempi lontani.
All’epoca il nostro Signor De Bernardi sapeva proprio il fatto suo, infatti sul retro della cartolina aveva fatto stampare il dettaglio della ricca offerta della sua Casa Musicale.
Autopiani, armoniums e tutto il resto!
E sale di audizione!
E, badate bene, cataloghi gratis!
In effetti avvicinandosi alle vetrine c’è da rimanere a bocca aperta: spartiti, grammofoni, accessori di ogni tipo.
E dischi per tutti i gusti!
E trombe, flauti, chitarrine e romantici mandolini, ci sono strumenti di ogni genere.
Nel mio girovagare per caruggi, come sempre faccio in questi casi, ho portato con me la cartolina pubblicitaria di questo bel negozio, riconducendo così questa immagine proprio in quel luogo che fu scenario dei successi di questo abile commerciante.
E così, la prossima volta che passerete in Via San Luca, provate a guardare con attenzione: potrebbe capitarvi di vedere con gli occhi dell’immaginazione la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi.
Una meraviglia nascosta in Canneto il Lungo
Accade sempre di lasciarsi cogliere dalla meraviglia, nel nostro centro storico.
E succede una volta di più varcando la soglia di un’antica dimora che custodisce il fasto di secoli lontani.
Ci troviamo in Canneto il Lungo, al civico 17 presso il Palazzo di Gio Andrea Cicala risalente al XVII secolo e in seguito divenuto di proprietà della famiglia Donghi.
L’edificio è annoverato tra i Palazzi dei Rolli, è quindi una di quelle dimore che la Repubblica utilizzava per le visite di stato.
E qui, in questo luogo, nell’atrio è posto un suggestivo ninfeo.
È protetto da una cancellata ma avvicinandovi potrete ammirare i dettagli.
Secondo l’uso antico che di frequente si ritrova nella Superba il ninfeo è sontuosamente decorato con splendide conchiglie.
E pietre minute sistemate a mosaico compongono alcune figure.
Due fiere creature sovrastano il ninfeo.
E uno stemma decora la vasca marmorea nella quale un tempo zampillava l’acqua.
Rimane, sempre viva e presente, l’opera della mano dell’uomo, la traccia di colui che in un giorno che non conosciamo sistemò con pazienza certosina le fragili conchiglie in un gioco di armoniosa perfezione.
E così persiste l’antica gloria di Genova, nella bellezza delle sue antiche dimore che gelosamente racchiudono antichi splendori.
Una di queste meraviglia si ammira nell’atrio di un favoloso palazzo in Canneto il Lungo.
La luce e la Madonna del Rosario in Via della Maddalena
Ritornando nella città vecchia vi porto ancora ad ammirare l’edicola della Madonna del Rosario in Via della Maddalena, ho già avuto modo di mostrarvela in passato ma in un giorno di questa nostra primavera la luce l’ha illuminata in maniera incantevole.
Questa nicchia ospita oggi una copia fedele della statua originale della Madonna della Guardia risalente al XVII secolo e attualmente conservata presso il Museo di Sant’Agostino.
E il sole attraversa il vicolo, incontra l’ombra e così disegna i contorni delle case alte.
In un gioco di tenui contrasti.
Così si rimirano la grazia di Maria, la dolcezza del piccolo Gesù e la devozione degli angioletti.
Un chiarore miracoloso ravviva i colori e fa risaltare i dettagli della scultura.
Accade in Via della Maddalena, quando la luce rischiara la sacra immagine della Madonna del Rosario.
Sorella in Salita San Siro
C’era il tempo allegro di una giornata tersa, in sottofondo le voci gioiose degli studenti in visita alla Chiesa di San Siro.
C’erano la luce e l’ombra, nella solita incantevole alternanza garantita dalle case alte dei vicoli.
E c’era lei, con il suo velo che cadeva sulla sua schiena con una simmetria perfetta.
Con questa grazia e con il suo incedere leggero verso la sua meta.
Nel tempo di primavera, una sorella in Salita San Siro.










































