Di cielo e nuvole, di uccellini, casette e pozzanghere

E poi giunge il momento di partire.
Si torna a Genova, si torna a sentire l’odore del mare e il suono delle onde, si torna ad altri luoghi che amo.
Amo anche questo paesino con i suoi colori sgargianti, i colori della mia estate.
E amo il cielo, sempre così blu e intenso.

Fontanigorda (2)

Il cielo e le montagne, nelle giornate d’agosto terse e luminose.

Cielo (1)

Il cielo che a volte incontra altri colori, guarda in su e vedrai il rosso che si staglia contro l’azzurro.

Cielo (2)

Il cielo attraversato dalle strisce bianche degli aerei e sono linee perfette che fendono l’infinito.

Cielo (3)

Amo il mio prato delle farfalle, le mie piccole amiche svolazzanti!
E a loro sarà riservato ancora uno spazio in questo scorcio di settembre che ci porterà verso l’autunno.

Fontanigorda

Le nuvole che a volte coprono le cime di queste montagne.

Nuvole

Le nuvole qui sono grandi, soffici, immense.
E così candide e pulite, belle, immensamente belle.

Nuvole  (1)

Spuntano dietro i castagni, incorniciano il bosco verde e fitto.

Nuvole (2)

Nuvole bianche come i boccioli odorosi di rosa che sbocciano nei giardini.

Nuvole  (3)

Nuvole gonfie, morbide, grandi come gli alberi che sovrastano.

Nuvole  (4)

Qui tutto mi regala gioia, sorpresa e serenità.
E spesso mi sono imbattuta in personaggi di gran riguardo, da non credere!
E c’è chi resterà a scorrazzare tra l’erba alta, ma che meraviglia!

Uccelli  (2)

E insomma, si è trattato di un incontro fugace ma veramente piacevole, ve lo garantisco.

Uccelli

La pace, il silenzio, i prati verdi e il fieno.
Come essere dentro a un quadro, un’opera d’arte di grande bellezza.

Fieno

E poi ci sono i fiorellini di campo gialli come il sole che brucia, ci sono i piccoli insetti operosi.

Fiori

Guarda ancora verso l’alto, sopra quel filo!
Ma che felicità essere circondati da piccole creature cinguettanti!

Uccellini  (2)

E poi lassù c’è posto per tutti, eh?
Uno, due e tre: pronti al decollo!

Uccellini  (3)

A dire il vero alcuni sembrano un po’ ciccioni ma a quanto pare non hanno problemi di equilibrio!

Uccellini

In questa casetta, di sera, apro la finestra e la natura mi regala ogni volta uno spettacolo diverso.
Il sole scende tra le montagne e illumina di riflessi dorati l’orizzonte.

Tramonto  (1)

A volte invece ha sfumature di rosa delicato.

Tramonto  (2)

Oppure vira verso l’arancio, questo è il tramonto d’estate in Val Trebbia.

Tramonto  (3)

Ieri è venuta la pioggia.
Forte, potente, acqua che cadeva a scrosci con il rimbombo del tuono in sottofondo.
E stamattina è tornato il sereno, a tratti compaiono ancora certe nuvole.

Fontanigorda (3)

E il bosco comincia ad avere altri colori, sono i colori dell’autunno.
Cadono le foglie gialle.

Foglie (1)

E’ luce e ombra, nel fitto del bosco.

Foglie (2)

E gocce che hanno atteso il sole per asciugarsi.

Foglie (3)

E pozzanghere.
Voi avete mai guardato il mondo nelle pozzanghere?
E’ come sempre questione di prospettive, ci puoi vedere le case e gli alberi.

Pozzanghere (2)

E quelle nuvole che qui, sopra l’asfalto, paiono più grigie.

Pozzanghere (3)

E poi puoi vedere il mondo sottosopra, a saper guardare.
Cercate una pozzanghera, il mondo vi sembrerà magicamente diverso!

Pozzanghere (4)

E quanto tornerà il sereno anche lì vedrete il cielo blu!

Pozzanghere

In questa casetta c’è un’altra casetta.
E’ un oggetto di famiglia al quale sono molto affezionata, la mia bisnonna lo aveva regalato a mia mamma.
E che io mi ricordi è sempre stato qui, a Fontanigorda.
E’ un termometro e un barometro, c’è un omino che indica il bel tempo e una damina con l’ombrello.
E quando esce la damina vuol dire che pioverà, se poi esce troppo spesso vuol dire che è proprio tempo di partire!

Casetta

E’ stata una bella estate, tanto.
Estate di profumi, colori e suoni.
Estate di prati e boschi.
Un sentiero che esce dal bosco, sullo sfondo le montagne.
E c’è sempre qualcosa da scoprire, c’è sempre qualcosa di nuovo che ci attende anche nei luoghi che conosciamo bene.

Fontanigorda (4)

Gli ulivi e il mare

Una giornata dal clima dubbioso, un cielo contrastato dalle nuvole.
Una strada che sale, sulle colline, oltre Polanesi.
E lo sguardo che si perde a seguire la costa che si apre in un abbraccio per accogliere il mare.
E allora si cercano le parole, le più vere le ha scritte uno dei massimi poeti di Liguria.
Versi che divengono nostri, genuina espressione del nostro sentire.

Ulivi

Pure colline chiudevano d’intorno
marina e case; ulivi le vestivano
qua e là disseminati come greggi,
o tenui come il fumo di un casale
che veleggi
la faccia candente del cielo

 Eugenio Montale – Fine dell’infanzia (Ossi di seppia)

L’ulivo di Liguria che si protende sull’azzurro.
Lo sposalizio della terra con il mare.

Ulivo

Il cielo si incupisce, carico di pioggia.
Il mare diviene color dell’argento.
E tace l’ulivo, nessun vento smuove le sue foglie.

Ulivi (3)

La luce danza all’orizzonte.
E’ incerta, tentennante ma a tratti più decisa.

Ulivi (5)

E l’ulivo gentile si inchina alla costa e alle case, alle rocce e alle insenature.

Ulivi (2)

Gli ulivi di Liguria, forti e tenaci, coltivati a fasce.
Gli ulivi che narrano del nostro passato contadino e del nostro attaccamento alla nostra terra.

Ulivi (4)

Gli ulivi che incorniciano il panorama.

Ulivi (6)

Mentre la schiuma bianca e salina si dissolve evanescente contro gli scogli.

Ulivi (7)

E tacciono le colline scoscese, la chiesa e gli altri alberi che crescono rigogliosi accanto agli ulivi.

Ulivi (8)

Un istante.
E resta il cielo d’argento che si riflette sull’acqua, restano le foglie, sospese sull’orizzonte, mentre il sole pervicace continua la sua lotta con le nuvole.

Ulivi (9)

Resta la luce che si specchia nell’azzurro e illumina la superficie appena increspata dell’abisso.

Ulivi (10)

Silenzio.
Miracolosa pace.
Nessun rumore, neppure un soffio di vento.
Là, dove si compie lo sposalizio dell’ulivo e del mare.

Ulivo (2)

Sori in inverno e la danza delle onde

Vi porto a Levante, seguendo il vento e la luce, sulla costa, verso uno dei primi paesi che si incontra uscendo da Genova, Sori.
E allora mi sovvengono certe memorie dei tempi della scuola quando a primavera inoltrata, stagione che ai liguri già permette di frequentare le spiagge, partivo di buon mattino con il treno.
Lo zainetto sulle spalle, l’asciugamano da stendere in riva al mare.
La sabbia i sassi e le partite a pallavolo, chi di voi non se le ricorda?
A Sori, sulla spiaggia.

Sori (22)

E oggi torno qui con voi, in una giornata di nuvole che nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (3)

Inverno, un cielo che incombe.
E una salita.

Sori (9)

Il mare.
Il mare calmo, fermo e piatto.
E un molo proteso su una distesa d’argento.

Sori (18)

Caruggi che vi dicono che siete in terra di Liguria, con le creuze e le case dai colori vivi.

Sori (11)
Alberi che vi narrano di una Riviera che è casa del sole e del caldo.
Mediterraneo di limoni odorosi e profumati.

Sori (13)

Un campanile, le barche e i sassi.
Scorci da cartolina sulla spiaggia di Sori.

Sori (4)

Camminando per le strade del paese, in una giornata d’inverno, è tutta per voi la semplicità di questo borgo marinaro.

Sori (2)

Uno scorcio di cielo bigio.
Ma le nuvole nulla tolgono alla bellezza di Sori.

Sori (7)

Una fontanella di pietra che certo vi tornerà utile in certe giornate calde e assolate.

Sori (14)

La spiaggia.
La spiaggia delle partite a pallavolo, della focaccia ristoratrice all’ora di pranzo, della domeniche trascorse a prendere il sole in un luogo così vicino a Genova, Sori è a pochi chilometri eppure venendo qui ci si sente già in vacanza.
E intanto il vento alimenta la furia delle onde.

Sori

E diviene sempre più forte e sempre più potente.
E si resta qui ad ascoltare il mare che monta, cresce e ruggisce.

Sori (17)

E sono onde bianche e spumeggianti che si abbattono sulla riva.

Sori (19)

Un movimento che ha il ritmo della natura, che ha una voce, un suono e uno scenario.
Una danza dell’acqua che diviene padrona del litorale.

Sori (25)

Sabbia e sassi lambiti dalle carezze del mare.

Sori (16)

E allora si resta qui, a guardare come nasce lo spettacolo delle onde e del vento.

Sori (24)

E poi si cerca il gioco del colore che regala l’inverno.

Sori (5)

Finestre che si aprono sul blu e finestre nate da una mano d‘artista.

Sori (6)

Un paese che narra di panni stesi che sono parte integrante del panorama.
E’ così in Liguria, in questi luoghi da cartolina.

Sori (8)

Luoghi dove le piante  si arrampicano alla vita, strappando spazio alle rocce.

Sori (15)

A levante.
Arriverà la primavera, con il sole che illumina e riscalda e allora la spiaggia si affollerà.
Arriveranno i giorni dei tuffi e delle nuotate, delle risate e dei pomeriggi pigri, dei bambini con le formine e delle mamme che chiacchierano sulla spiaggia di Sori.
Ma è ancora inverno e l’acqua del mare danza gioiosa sulla sabbia e sui sassi.

Sori (10)

Fontanigorda e la neve, una fiaba d’inverno

Il paesino delle mie vacanze.
Il paese delle biciclette, della corda da saltare, dei cento nascondigli per giocare a guardie e ladri.
Il paese dei prati e dei boschi, per alcuni il paese delle partite a bocce e dei tornei di calcetto, delle sfide a carte al tavolino del bar e delle chiacchiere in piazza della Chiesa.
E qui ci sono i miei ricordi d’estate, qui le immagini delle fontane di Fontanigorda sotto il sole caldo d’agosto, è così che sono abituata a vederla.
Ma oggi vi racconto una fiaba, una fiaba che ha la luce abbacinante della neve caduta sui tetti e sui rami, una fiaba d’inverno.
In Val Trebbia, a Fontanigorda.

Fontanigorda

E questa è una fiaba di foglie racchiuse nel gelo, di ghiaccioli che pendono dagli alberi carichi di neve.

Fontanigorda (3)

Una fiaba che racconta di un ponte quieto e silenzioso, sul quale c’è traccia di passi.

Fontanigorda (5)

In una fiaba d’inverno i rami si curvano sotto il peso gentile della bianca visitatrice e creano un riparo, un passaggio.
Oh, forse qui potremmo incontrare la principessa dei ghiacci con il suo cavaliere?

Fontanigorda (18)

In certi giorni, nel paese delle fiabe, le nubi minacciose sovrastano le montagne.

Fontanigorda (10)

Ma giunge poi la luce del sole che tutto rischiara e illumina i tetti, le scale e le strade.

Fontanigorda (12)

E scalda la ruota del mulino, così è nelle fiabe d’inverno.

Fontanigorda (22)

Il tempo e le stagioni mutano i luoghi, in estate ronzano le api e le farfalle si posano sui petali dei fiori, è un’esplosione di colori vivaci ed allegri, la vita sboccia in sfumature sgargianti.
Ma in gennaio una candida coltre ricopre ogni luogo e quasi si fatica a riconoscere posti tanto familiari.
Una strada che sempre percorro sotto il sole, in estate ci si siede là sotto per ripararsi dal caldo.
Tutto è silenzio e pace, in questa fiaba d’inverno.

Fontanigorda (30)

E il ghiaccio disegna arabeschi sui rami, è la magia del freddo e del gelo.

Fontanigorda (17)

Sono sommerse di neve certe panchine dove a volte mi fermo a leggere un libro.

Fontanigorda (27)

E sono spogli e nudi gli alberi al Bosco delle Fate.

Fontanigorda (23)

La neve ricopre lo scivolo, le altalene e gli steccati.

Fontanigorda (16)

E certo non è questo il tempo per due calci al pallone!

Fontanigorda (25)

Ma quassù  c’è qualcuno che davvero se la spassa, sapete?

Fontanigorda (29)

E tutto attorno cala l’incanto del candore e di questa luce chiara.

Fontanigorda (28)

Una fiaba d’inverno racconta di montagne dalle quali si domina la vallata e di cieli pennellati di oro.

Fontanigorda (19)

Una fiaba d’inverno racconta del ricamo del ghiaccio che gelido adorna certi rami.

Fontanigorda (2)

Racconta di un’orizzonte niveo dove il cielo sfuma tra il celeste e il rosa.

Fontanigorda (32)

Di tavoli e panche vestiti di bianco.

Fontanigorda (24)

Di fontane dalle quali in estate ci si ferma a bere per ristorarsi.

Fontanigorda (26)

Di una campana il cui rintocco potrebbe seguire il ritmo del creato.

Fontanigorda (21)

Di steccati, di alberi e di nuvole e dell’infinita bellezza della natura.

Fontanigorda (6)

Una fiaba d’inverno racconta la gioia e la felicità della condivisione e del gioco, cosa c’è di più bello di avere un amico con il quale trascorrere il proprio tempo?

Fontanigorda (33)

E racconta il silenzio e la pace.

Fontanigorda (14)

Goccia a goccia, un disegno di ghiaccio sui rami.

Fontanigorda (20)

Goccia a goccia, non cade, si ferma e si trasforma in cristalli.

Fontanigorda (8)

Goccia a goccia, ora dopo ora e giunge la notte e aggiunge altra magia ai giochi dell’acqua.

Fontanigorda (9)

Una fiaba d’inverno narra di luoghi che si coprono del lucente incantesimo del freddo e dell’attaccamento per la propria terra.
Narra dello sguardo innamorato verso la propria casa e il proprio mondo, uno sguardo che riesce a fissare nelle fotografie l’affetto per questi boschi e per Fontanigorda.
Le splendide immagini che avete veduto non sono mie, io non ho mai visto il mio paesino avvolto in questa meraviglia invernale, un giorno spero di riuscirci!
Le fotografie appartengono ad un fontanigordese DOC, Alessandro Garbarini, il proprietario del bellissimo cane che avete visto scorrazzare felice nella neve e  dell’albergo Augustus, del quale qui trovate il sito.
Grazie Alessandro, il tuo sguardo attento e le tue immagini raccontano l’incanto di questa fiaba d’inverno.

Fontanigorda (11)

Sulle strade del Parco Antola, una storia di montagne e di nuvole

Una storia di montagne e di alberi.
Una storia d’inverno, di una stagione che tutto ammanta di tinte brune.
Di rami che incorniciano una strada in salita, la via che conduce a Pentema.

Alberi

E di strisce bianche che si incrociano nel cielo, come pennellate d’artista.

Montagne

E poi d’un tratto qualcosa che appartiene alla pienezza dell’universo cattura lo sguardo e lo trattiene lì, sulla linea dell’orizzonte.
E si resta a guardare.
E questa diviene una storia di montagne, di alberi e di nuvole.

Montagne  (2)

Bianche, dense e gassose.
Questo è lo spettacolo che potrete ammirare percorrendo certe strade del Parco Naturale Regionale dell’Antola.
Il tempo.
Il tempo qui ha una diversa dimensione, è scandito dalla pace.
Le cime silenti emergono su un tappeto candido.

Montagne  (3)

Un oceano tra le vette.

Montagne  (4)

E se si osserva, in lontananza, si scorgono i ghiacci che in certi tratti virano al celeste, ma il bianco delle montagne prevale e i contorni si stagliano contro il turchino del cielo.
E questa diviene una storia di montagne, di alberi, di nuvole e di neve.

Montagne  (5)

E si avanza ancora, tra curve e pendii.
E laggiù è un fluire di onde che si susseguono.

Montagne

Il tempo.
Il tempo ha il colore delle ore che scorrono.
E scende la sera sulle montagne e si tinge la distesa di nuvole, il cielo assume riflessi nuovi.
E questa diviene una storia di montagne, di alberi, di nuvole, di neve e di luce.

Montagne (2)

Di nuvole e di rosa.

Montagne (4)

Di sfumature più intense e vivaci.

Montagne (7)

Fratello sole si accende di porpora e infuoca l’aria e il cielo.

Montagne 7

Lo salutano le foglie e i rami, nell’eterno fluire di tutte le cose, nel ritmo di ogni giorno che si abbandona al proprio sonno.

Montagne 8

Lo salutano le creature della terra e del cielo.

Montagne 9

E questa diviene una storia di montagne, di alberi, di nuvole, di neve, di luce e di un’orizzonte d’oro.

Montagne 10

Rami d’inverno

Vi racconto di boschi e di monti, di certe giornate d’inverno, di cieli freddi e orizzonti appena dorati, così il pomeriggio si allontana lento, nelle valli che circondano Viganego.
Vi racconto di rami nudi e spogli protesi verso l’infinito, di foglie tremule sospinte dal vento.
Del silenzio.
Del tempo.
Di quando il giorno incontra la sera.

Alberi 1

Di case dai tetti rossi sulle quali cala il velo delle ore notturne, che porterà un cielo trafitto di stelle.

Alberi 2

La vita è un ramoscello sospeso sull’azzurro.
La vita attende di sbocciare in germogli e gemme, che porteranno altra vita, nel meraviglioso concatenarsi del mistero bello dell’universo.

Alberi 3

E viene quasi da credere che i folletti e le fatine del bosco, quando scende la sera, escano fuori e con il pennello intinto in certe magiche pitture traccino una linea bianca nel cielo e dipingano di rosa le nuvole.
Invece la vita fa da tutto sé, la vita è pioggia, tempesta, vento e fulmini, la vita è il cielo sereno che saluta la fine del giorno.

Alberi 4

Le stelline brillano nel fitto di certe foglie.

Alberi 5

E una croce scintilla tra rami spogli.

Alberi 6

E scende la sera, così è in inverno.

Alberi 8

E giungerà la notte scura, con il suo manto coprirà ogni luogo.

Alberi 10

Sfiorerà i rami, le foglie, i figli della terra e del cielo.

Alberi 9

Cala gentile la carezza del buio, arriva leggera e impalpabile e tutto avvolge, istante dopo istante.

Alberi 7

Così è quando il giorno incontra la sera, quando il profilo delle montagne si staglia contro l’infinito.
E quando i rami salutano le ore trascorse, il tempo andato, in attesa del mattino che verrà.

Alberi 12

Riflessi d’inverno

E’ quasi inverno e, a differenza di quelli d’estate,  i riflessi d’inverno hanno colori imprevisti.
E sono la luce e le nuvole a giocare con la superficie del mare.
Grigio perla, bianco e metallo, in una sera che promette pioggia.

Genova (2)

E rosso all’orizzonte che illumina e imporpora il cielo.

Genova (3)

Luna, rotonda e piena che domina da lassù.
Silenzio.

Genova

Sono così i riflessi d’inverno.
Sono così le sere di dicembre.
In certe giornate terse le barche si riflettono sull’acqua.

Porto Antico

E’ il mondo all’incontrario, dai contorni tremuli.

Barca

Il mare.
Nulla in natura è più versatile, mutevole, misterioso e sorprendente.
Il mare travolge tutti i cinque sensi e alla vista regala esperienze irripetibili.
Guarda la superficie, guarda ciò che ti appare come profondità e invece è solo riflesso.

Porto Antico (2)

Cipria dorata sul mare.

Porto Antico (3)

Acqua fredda, pennellata di rosa.

Acqua (2)

Un gioco di nuvole.

Genova (4)

Uno specchio luminoso e brillante.

Genova (5)

La sera che scende, sulla città e sul suo porto.

Genova (7)

Sulle barche, sulla vita che palpita su questo mare.

Genova (6)

E un artista sapiente le regala questi colori.

Genova (8)

Così sono i riflessi d’inverno, con tinte forti, di bronzo e di luce mentre il giorno ci abbandona per lasciare spazio all’oscurità.

Genova (9)

L’azzurro di dicembre spazzato dal vento improvviso che sorprende.
Cielo di nuvole barocche, come cantava Fabrizio.
Cielo sopra di noi e ai nostri piedi, sulla superficie piatta del mare.

Genova (10)

Clouds

Ci si può perdere, a guardare le nuvole.
Ci si può perdere, quando sono confuse e in eterno movimento, come certi nostri pensieri.

O quando si infiammano, di sera.
E’ una pennellata d’artista a renderle rosee.
E’ un quadro impressionista, sul quale gioca la luce.

Ci si può perdere e ci si può ritrovare, nello squarcio del sole che trafigge le nuvole.

E fluttuano, leggere, quasi evanescenti, a tratti trasparenti.
Di cipria e di bianco.

Di perla e d’argento, in certe sere d’autunno.

Ci si può perdere, a guardare le nuvole.
A volte il cielo vince e le nuvole si scostano e si spalancano, e generose si aprono sull’azzurro.

Può rimanere lì, una nuvola, sospesa.
Ferma, immobile.
Senza vento, senza tempesta.
Come sono certe assurde insicurezze, certe esitazioni.
Ferme, immobili.

Le nuvole scorrono e passano, si addensano e si dileguano, ritornano, come i nostri pensieri.

A volte sono plumbee e cupe, ma la luce ne disegna il contorno, così come certe nostre speranze tengono vivi i nostri sogni.

A loro vanno i nostri sospiri.
Lo sguardo, che si perde in cerca di qualcosa che appare lontano.
L’immaginazione, la fantasia, il sogno.
Il destino ancora da scrivere, il futuro che c’è, sopra di noi.
Questo possono essere, per alcuni di noi, le nuvole.

Le nuvole vengono galleggiando nella mia vita, non più per portare vento o tempesta, ma per aggiungere colore al mio tramonto.

(Rabindranath Tagore)