L’incanto senza fine della baia di Lerici

Vi porto in riva al mare, fuori stagione.
E l’estate doveva ancora arrivare quando sono stata a Lerici, era un giorno di primavera.
Vi porto in riva al mare, mare di rime e di poesia, mare caro a Byron e Shelley che vissero in queste zone, a Lawrence che pure vi soggiornò.
E così questo scorcio di Liguria prese il nome di Golfo dei Poeti.

Lerici (1)

Era primavera.
E l’onda luccicante lambiva la riva accarezzando la sabbia sottile.

Lerici (2)

Deserta la spiaggia accanto alla quale si trova  la passeggiata.
E per me è più affascinante così il mare, con la danza delle onde e il loro eterno ritorno.

Lerici (3)

Una spiaggia che diresti forse di altri luoghi, in questa nostra regione che strappa lembi di terra al Mediterraneo.
Questa è Lerici, nell’abbraccio del verde che la circonda.

Lerici (4)

Brilla quel mare di poesie e promesse, di sospiri e pensieri.

Lerici (5)

Il mare celeste che si intravede tra gli alberi.

Lerici (6)

E si giunge a Lerici, dominata dal suo Castello che ha una storia molto antica e che certo merita un ulteriore spazio.
Il Castello venne costruito dai Pisani nel XIII secolo e ancora sovrasta le case e il porticciolo di questo splendido paese.

Lerici (7)

Lerici e le sue case alte che narrano delle sua appartenenza a questa terra, un tratto distintivo che è una parola: Liguria.

Lerici (8)

Era primavera ma d’improvviso ho creduto di essere in estate.
Tanta gente, le giostre, gli innamorati seduti sul muretto, i turisti seduti ai tavolini dei bar, le coppe di gelato con la frutta fresca, le maniche corte e il sole in faccia.
E Lerici con la sua eleganza retrò.

Lerici (9)
Una domenica d’aprile, ancora doveva giungere il solleone.
E’ così la Liguria, ti regala giornate d’estate quando la stagione del mare è ancora lontana.

Lerici (9a)

Una bella piazza che è un’armonia di colori.

Lerici (10)

E il campanile, il cielo azzurro, le palme.

Lerici (11)

E certo qui si trascorrono incantevoli vacanze.
E qui è bello tornare.
Nel Golfo dei poeti, tra parole ed emozioni.

Lerici (12)

Attesa.
Le barche si cullano leggere, verrà il momento della partenza.

Lerici (13)

E qui è bello tornare, in questa regione impervia, la Liguria in salita delle creuze e dei cieli accecanti.
La Liguria del pesce appena pescato, del Vino delle Cinque Terre, del sole che brucia.
Del tono di voce un po’ sommesso, dei sorrisi mai troppo generosi, diciamolo.
E poi abbiamo una terra così, con le strade inondate di luce.

Lerici (14)

Liguria di case di pescatori, ormai hanno ben altro valore, certo.
Liguria di rosa e di caruggi.

Lerici (15)

Caruggi.
E da questa sola foto forse sarebbe difficile riconoscere Lerici, a meno che non la conosciate bene.
Ma quest’unica immagine vi racconta dove vi trovate.
E Liguria di caruggi.

Lerici (16)

E di scale e di sedie di metallo rosso.

Lerici (17)

Le ripide prospettive di Liguria, in salita.

Lerici (18)

E luce calda sulle case di biscotto.

Lerici (19)

Sinuosi, stretti, alti caruggi di Liguria.
Ovunque siano, questo panorama per me è casa.

Lerici (20)

E se alzi lo sguardo, per le vie di Lerici, anche qui i palazzi sono uniti dagli archetti.

Lerici (21)

Attraverso ogni vicolo, cammino da un caruggio all’altro.

Lerici (22)

E alzo lo sguardo a cercare il cielo, lassù, tra le case così vicine.
E io sono abituata a cercarlo così, dove appena lo si intravede.

Lerici (23)

E so anche che là fuori, poco distante, c’è il mare e  quella spiaggia di sabbia fine e delicata.

Lerici (24)

Nugoli di antiche case che si affacciano sul porticciolo, reti da pesca e gozzi, nella baia amata dai poeti inglesi.

Lerici (25)

Sabbia umida e gabbiani che sono i signori del litorale, la spiaggia è tutta loro in questa giornata limpida.

Lerici (26)

E ancora si sale, su per la mattonata.

Lerici (27)

E la vita cresce in posti impensati.

Lerici (28)

Si passa sotto agli archi tinti del color dei girasoli.
Colori d’estate e di riviera.

Lerici (29)

In salita, su per la creuza, con i vasi allineati uno accanto all’altro e addossati al muro.

Lerici (30)

Salite di ulivi e di scorci di costa che si intravedono tra le belle abitazioni di Lerici.

Lerici (31)

Salite, muretti, gatti e ancora salite di Liguria.
E mare, profumo di sale e sassi.
E voci allegre di bambini che salgono accanto a me.

Lerici (32)

E ancora, giare colme di piante grasse e rigogliose.

Lerici (33)

E poi ancora salita.
E come spesso accade in Liguria si cerca il mare tra le case.
Dov’è il mare?
Oltre i muri, le finestre, i vetri i pensieri.

Lerici (34)

E infine lo sguardo incontra la collina verde e le case dolcemente posate su quel pendio.

Lerici (35)

E ci si trova ai piedi del castello maestoso che tutto predomina.

Lerici (36)

E ancora oltre a pochi passi, lo sguardo trova l’azzurro immenso e l’orizzonte.
E la memoria trova certe parole, sono i versi che Percy Bisshe Shelley scrisse nel 1822.
Lines written in the Bay of Lerici, così lui la vide, così ancora noi guardiamo quel mare.

I sat and saw the vessels glide
Over the ocean bright and wide,
Like spirit-winged chariots sent
O’er some serenest element

Mi sedetti e vidi le navi
scivolare sul mare luminoso e vasto,
come carri di spiriti inviati
sopra il più sereno elemento

Lerici (37)
Il mare grande e infinito che ispira ai poeti versi struggenti.
Il mare che ti si apre davanti agli occhi quando ti affacci dal belvedere e guardi verso quel braccio di costa l’azzurro disseminato di bianchi scafi.

Lerici (38)

E poi si ridiscende, verso il paese, verso altre scale.

Lerici (39)

Verso il porticciolo e i pontili, verso le acque calme di un giorno di aprile.

Lerici (40)

E qualcuno parte, con le reti a bordo per una pesca che sarà fruttuosa, in questo mare ricco e generoso.

Lerici (41)
E l’onda batte gentile sulla sabbia chiara, nel suo continuo fluire.
E risuona dolce il suo rumore, nell’incanto senza fine della baia di Lerici.

Lerici (42)

Tra le reti

E vi racconto ancora del mare, forse dell’eco del mare e del suo profumo.
In una mattinata qualunque, tra le calate e i moli.
C’è gente, alcuni camminano lentamente, altri con passo svelto, è facile distinguere chi è qui per diletto e chi invece è soltanto di passaggio.
Siamo a poca distanza dal Galata, al Porto Antico.

Porto Antico (2)

L’eco e la musica del mare risuonano di onde che scivolano via, tra le reti, onde che fuggono, nulla può impigliarle e trattenerle.
Le onde amano la libertà, sono come alcuni di noi, inafferrabili.
Le reti invece vivono di acqua e luce, ora stanno qui ad asciugare al sole.
Semplici reti da pesca.

Reti da pesca

Alcune paiono vesti di una principessa d’oriente, con organze trasparenti e collane di perle.

Reti da Pesca (2)

Altre giacciono una sull’altra, estenuate dalla lotta quotidiana contro le invincibili onde.

Reti da pesca (3)

L’eco degli abissi è corde, catene e trame fitte.

Reti da pesca (4)

Ognuno vede ciò che sa vedere.
La superficie dell’acqua cela un fondale di conchiglie e coralli tra i quali guizzano mille pesciolini d’argento.
E il velo della sposa del mare attende solo la fanciulla che lo indossi.
Forse una sirena che si tufferà gioiosa tra i flutti?

Reti da pesca (5)

Reti che hanno le tinte calde della terra, reti di rosso e di ruggine, i colori del Mediterraneo, di certi suq e certe bancarelle.

Reti da pesca (7)

E intanto i pescatori portano a riva le casse ricolme di pesci, il frutto di un duro lavoro.

Pesci (2)

Reti di smeraldo e dai toni d’arancio.

Reti da pesca (8)

Corde distese e arrese che giocano con le ombre e il sole.

Reti da pesca (9)

Reti che nascondono e svelano, che velano e rivelano, al di là c’è il mare, il viaggio, l’avventura e un nuovo giorno che verrà.

Reti da pesca (6)

In una mattinata qualunque, tra le calate e i moli.
Ognuno vede ciò che sa vedere, tra le reti dei pescatori al Porto Antico.

Reti da pesca (10)

Ancore e reti sotto il sole di Liguria

Ancore e reti da pesca, i simboli della gente di mare, di chi vive in quei luoghi che si affacciano sul blu, come Camogli.
E sì, vi avevo già mostrato questa immagine, in questo post, quando vi portai a spasso per Camogli, oggi ve la ripropongo perché rappresenta pienamente la semplice bellezza della vita marinara.

Le reti sono appese ad asciugare, sotto il sole di Liguria.

Ma se come me guarderete attraverso quelle reti, vedrete le barche e le case colorate di Camogli.

E magari, quando sarete a Camogli, vi infilerete in uno dei suoi tanti rebighi.
Oh, forse farei meglio a usare un termine italiano, così capireste tutti al volo!
Il fatto è che nessuna parola rende altrettanto bene l’idea, strada stretta non è certo così poetico come rebigo, direi proprio di no!
Un rebigo che conduce al mare.

A scogli battuti dalle onde, dove troverete questa grande ancora.

Ma la gente di mare è fiera delle proprie origini e l’ancora diventa anche un suggestivo battente per un portone.

Quando sono stata a Camogli, sul molo c’erano i pescatori che sistemavano le corde e le reti, un lavoro certosino.
Parlavano in camoglino stretto e avevano un gran da fare!
Attenta Miss Fletcher a non inciampare e a non finire dritta in acqua!

Meglio osservare a distanza di sicurezza, che mole di lavoro quei pescatori!

La loro fatica avrà il suo trionfo nella giornata di domani, quando per le strade di Camogli si svolgerà la Sagra del Pesce.
In questa occasione molti sono i visitatori che si mettono in coda per poter pregustare la loro porzione di fragrante frittura, da accompagnare con un bel bicchiere di vino bianco.  I pesciolini guizzeranno nell’olio bollente  e da questa pentola andranno a deliziare il palato di molti buongustai.


Quest’anno la sagra del pesce abbina la buona cucina alla più nobile delle finalità, verrà infatti richiesto un piccolo contributo e i proventi verranno devoluti in beneficenza in favore della cittadina di Borghetto Vara, recententemente colpita dall’alluvione.
Cosa ne dite, ci sarete anche voi tra i tanti che domani affolleranno Camogli? Se vi occorre, trovate qui tutte le informazioni relative alla manifestazione.
Quando camminerete sul molo,  guardate attraverso quelle reti, coglierete tutta  la dolcezza del borgo, la calma quiete del porticciolo, con i suoi gozzi allegri e variopinti, pronti a prendere il mare  in una mattina di primavera, sotto il sole di Camogli.