Tra una perturbazione e l’altra per fortuna capitano in sorte alcune belle giornate e allora bisogna approfittarne per ritemprarsi con piacevoli passeggiate e per godere di ogni ora di sole splendente.
Ecco, poi ci sono quelli che riescono a guadagnare posizioni privilegiate, beati loro!
C’è posto per tutti eh, non c’è bisogno di spingere, disciplinatamente ci si sistema con cura e si resta lì ad asciugarsi le piume.
Quest’anno, oltre a tutti gli altri uccellini, ci sono davvero tantissime rondini qui, la mia casetta è nel sottotetto è e quindi sopra le finestre ci sono i loro nidi.
E così mentre scrivo le vedo sfrecciare a un paio di metri dalla mia scrivania, è un continuo andirivieni, nel dubbio che una di loro inforchi la finestra in volo e si ritrovi per errore nella mia stanza senza poi sapere come uscirne, ho appeso una confortante tendina.
L’altro giorno le rondini si sono radunate su un filo della luce, pare che si tratti delle scenografiche prove generali prima della grande partenza verso altri luoghi, sarà davvero così?
Ho provato a contarle ma erano talmente tante che non ci sono riuscita, l’immagine ne ritrae solo una parte.
Erano lì, tutte insieme appassionatamente.
Allegre, ciarliere e chiacchierine, come mi piacerebbe sapere cosa si dicono, non ne avete idea!
Un solo scatto, un solo colore e in questo caso è azzurro profondo e intenso,
Per ora continuo a vedere le rondini, partono in picchiata dal mio tetto e poi tornano indietro, non si potrebbero avere vicini di casa migliori di loro.
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Di cielo e nuvole, di uccellini, casette e pozzanghere
E poi giunge il momento di partire.
Si torna a Genova, si torna a sentire l’odore del mare e il suono delle onde, si torna ad altri luoghi che amo.
Amo anche questo paesino con i suoi colori sgargianti, i colori della mia estate.
E amo il cielo, sempre così blu e intenso.
Il cielo e le montagne, nelle giornate d’agosto terse e luminose.
Il cielo che a volte incontra altri colori, guarda in su e vedrai il rosso che si staglia contro l’azzurro.
Il cielo attraversato dalle strisce bianche degli aerei e sono linee perfette che fendono l’infinito.
Amo il mio prato delle farfalle, le mie piccole amiche svolazzanti!
E a loro sarà riservato ancora uno spazio in questo scorcio di settembre che ci porterà verso l’autunno.
Le nuvole che a volte coprono le cime di queste montagne.
Le nuvole qui sono grandi, soffici, immense.
E così candide e pulite, belle, immensamente belle.
Spuntano dietro i castagni, incorniciano il bosco verde e fitto.
Nuvole bianche come i boccioli odorosi di rosa che sbocciano nei giardini.
Nuvole gonfie, morbide, grandi come gli alberi che sovrastano.
Qui tutto mi regala gioia, sorpresa e serenità.
E spesso mi sono imbattuta in personaggi di gran riguardo, da non credere!
E c’è chi resterà a scorrazzare tra l’erba alta, ma che meraviglia!
E insomma, si è trattato di un incontro fugace ma veramente piacevole, ve lo garantisco.
La pace, il silenzio, i prati verdi e il fieno.
Come essere dentro a un quadro, un’opera d’arte di grande bellezza.
E poi ci sono i fiorellini di campo gialli come il sole che brucia, ci sono i piccoli insetti operosi.
Guarda ancora verso l’alto, sopra quel filo!
Ma che felicità essere circondati da piccole creature cinguettanti!
E poi lassù c’è posto per tutti, eh?
Uno, due e tre: pronti al decollo!
A dire il vero alcuni sembrano un po’ ciccioni ma a quanto pare non hanno problemi di equilibrio!
In questa casetta, di sera, apro la finestra e la natura mi regala ogni volta uno spettacolo diverso.
Il sole scende tra le montagne e illumina di riflessi dorati l’orizzonte.
A volte invece ha sfumature di rosa delicato.
Oppure vira verso l’arancio, questo è il tramonto d’estate in Val Trebbia.
Ieri è venuta la pioggia.
Forte, potente, acqua che cadeva a scrosci con il rimbombo del tuono in sottofondo.
E stamattina è tornato il sereno, a tratti compaiono ancora certe nuvole.
E il bosco comincia ad avere altri colori, sono i colori dell’autunno.
Cadono le foglie gialle.
E’ luce e ombra, nel fitto del bosco.
E gocce che hanno atteso il sole per asciugarsi.
E pozzanghere.
Voi avete mai guardato il mondo nelle pozzanghere?
E’ come sempre questione di prospettive, ci puoi vedere le case e gli alberi.
E quelle nuvole che qui, sopra l’asfalto, paiono più grigie.
E poi puoi vedere il mondo sottosopra, a saper guardare.
Cercate una pozzanghera, il mondo vi sembrerà magicamente diverso!
E quanto tornerà il sereno anche lì vedrete il cielo blu!
In questa casetta c’è un’altra casetta.
E’ un oggetto di famiglia al quale sono molto affezionata, la mia bisnonna lo aveva regalato a mia mamma.
E che io mi ricordi è sempre stato qui, a Fontanigorda.
E’ un termometro e un barometro, c’è un omino che indica il bel tempo e una damina con l’ombrello.
E quando esce la damina vuol dire che pioverà, se poi esce troppo spesso vuol dire che è proprio tempo di partire!
E’ stata una bella estate, tanto.
Estate di profumi, colori e suoni.
Estate di prati e boschi.
Un sentiero che esce dal bosco, sullo sfondo le montagne.
E c’è sempre qualcosa da scoprire, c’è sempre qualcosa di nuovo che ci attende anche nei luoghi che conosciamo bene.
Gli uccellini di agosto
Nel cuore del caldo agosto qua attorno è tutto un cinguettare.
E c’è chi si intrattiene a lungo e sembra quasi fare dei lunghi discorsi, c’è chi se la canta beato e chi fischietta.
Che bella la vita!
E insomma, viene proprio voglia di fare amicizia!
E non è mica semplice, sapete?
Ehi, lassù! Che dici, facciamo due ciance?
Certo che a questa distanza è un po’ complicato!
Caspita, proprio in cima all’albero!
Quando sento cinguettare mi guardo sempre intorno: non si sa mai, magari qualche piccolo pennuto vince la timidezza e si lascia avvicinare.
Una mattina, sotto casa, noto uno strano movimento.
Un uccellino svolazza avanti e indietro, va verso gli alberi e poi ritorna.
Gira intorno alla casa di fronte e si posa prima sullo steccato, poi sul cartello stradale, sulla ringhiera e infine si dirige verso un luogo insolito.
E a sera il rituale si ripete.
E così per giorni e giorni ho seguito le imprese di questo tenero e grazioso uccellino.
Beh, se ti vieni a posare davanti a casa mia almeno conosciamoci!
E intanto, da quel nido improvvisato arrivavano dei teneri cinguettii.
Ed è in alto, sapete? Io a guardarci dentro non ci arrivo.
Però ho alzato la macchina fotografica e ho scattato, l’immagine è parecchio confusa, da principio mi pareva tutta paglia e invece a ben guardare si notano delle testoline con gli occhietti e il becco!
Sono i piccini!
E a dire il vero non so neppure dirvi se ad andare avanti e indietro sia un solo uccellino oppure due!
Mamma e papà si daranno da fare alla stessa maniera, immagino.
Che gran da fare, tutto il giorno in giro a cercar cibo per la famiglia!
E comunque eccolo qua, in postazione sullo steccato.
E’ una piccola splendida creatura con la codina rossa.
Non ne ho la certezza ma credo che si tratti appunto di un codirosso.
Eccolo ancora, sulla recinzione che delimita l’orto.
E comunque portare a casa la cena è una fatica, prima di volare verso il nido bisogna anche guardarsi in giro con circospezione e con grande cautela.
E poi ci si riposa, che caldo fa!
Sotto gli alberi però si sta bene.
Giusto qualche minuto, prima di ripartire in cerca di cibo.
Ehi, così però non vale!
Che dispettoso!
Io lassù come ci arrivo?
E’ una vera meraviglia avere amici così, basta guardare verso lo steccato.
Bentornato, che gioia rivederti!
Cauto e attento, scruta il circondario.
Dove si va?
Ci sono sempre i piccini nel nido di cui occuparsi!
E così sempre si ritorna con qualcosa nel becco.
Poco per volta, come natura vuole.
E con lo stupore e la gioia di chi osserva, gli uccellini mettono allegria e suscitano infinita tenerezza.
E’ anche un bel gioco, ormai conosco le sue abitudini.
Lo steccato, il cartello stradale, la ringhiera.
Un voletto attorno al palazzo e poi rieccolo qui!
Accade in estate, nelle giornate di agosto.
E così a volte mi siedo sui gradini e aspetto.
Aspetto che arrivi l’uccellino con la codina rossa.
Estate sul Lago del Brugneto
Ve lo avevo mostrato nel mese di gennaio.
E in inverno il lago del Brugneto ha altri colori, potete vederlo qui, sono i colori del gelo e del freddo.
In inverno la superficie dell’acqua pare quasi metallica, i rami sono spogli e le pendici delle montagne sono brunite e scure.
E adesso è estate e questa è l’estate sul Lago del Brugneto.
E l’aria è calda, il cielo terso, il sole batte sulle foglie verdi che vestono gli alberi.
L’estate sul Lago del Brugneto ha un suono melodioso che posso solo raccontarvi.
Qui, su queste acque, si librano decine e decine di uccellini cinguettanti.
E sono rondini e passeri che compiono infinite evoluzioni nel cielo, salgono su e si buttano gioiosi verso il lago per poi risalire ancora.
E tutto attorno è uno splendido cinguettare, un vero inno alla vita.
E sarei rimasta sulla diga a guardarli per un tempo infinito.
E che felicità volare lassù!
L’estate sul Lago del Brugneto è un bosco rigoglioso e fitto, pullulante di creature.
Ed è queste acque lucenti e chiare.
E qualcuno si siede sulla riva a prendere il sole.
Tra le montagne, tra gli uccellini che cantano.
E poi d’un tratto, nell’acqua, un rumore.
Pluf! Che succede? Un pesce!
Guizza fuori e poi si rituffa.
E come già vi dissi in passato al Brugneto si pesca, questo è un posto molto amato dai pescatori.
Si fanno delle belle passeggiate, si gode della bellezza del posto.
Si cammina lungo il sentiero, tra gli alberi.
Il Brugneto, riserva idrica della città di Genova, è un bacino artificiale che si inserisce con armonia nel panorama che lo circonda.
E’ un piccolo angolo di pace, nella quiete del Parco Antola.
E’ un posto semplicemente bello, perfetto per ritemprarsi dal caldo soffocante della città.
E’ aria pura e cielo azzurro.
E il sole scende piano e con i suoi raggi illumina le acque calme del lago.
In inverno qui tutto ha un colore diverso e si ammanta di toni d’argento.
Adesso è estate e brilla la luce dorata sul Lago del Brugneto.
Sull’albero di ciliegie
Nel bel mezzo di questa bizzosa primavera che ormai volge al termine vi avevo reso partecipi di un incontro mancato con un piacevole pennuto che amava stazionare sulla ringhiera del mio terrazzo.
Ricordate? Ve ne parlai in questo post.
Ecco, poi qui con la bella stagione è tutto un andirivieni di simpatiche bestiole, alcune sarebbe persino meglio che si dirigessero altrove, lasciatemelo dire!
Gli uccellini cinguettanti invece sono sempre graditi, siano benvenute le rondini, i pettirossi e le tortore.
E il misterioso visitatore? Chi mai sarà?
Dovete sapere che nei pressi di casa mia c’è un bell’albero di ciliegie, in questi giorni è carico dei suoi frutti rossi!
E che felicità per gli uccellini!
Anche loro devono far merenda!
E così può capitare di imbattersi in visitatori di un certo riguardo come questo elegantissimo personaggio, scusate se l’immagine non è tanto definita ma il figuro ha pensato bene di andarsi a piazzare su un ramo altissimo e per di più in controluce.
E comunque eccolo qua!
Quell’albero è una grande attrazione, sapete!
E giusto ieri sera ho sorpreso un altro ladro di ciliegie.
Era con un suo degno compare ed entrambi mangiavano a quattro palmenti.
Ho le prove, mica parlo a vanvera!
Però non tutti si posano lì sopra, c’è anche chi si impossessa di una succosa ciliegia e con il prezioso bottino nel becco se ne svolazza un po’ più in là a godersi in santa pace cotanta delizia.
Era una bella mattina di sole e passando accanto al giardino dei dirimpettai ho sentito un certo fruscio tra le foglie.
Chi è?
Signore e signori, dopo accurate ricerche credo proprio di aver identificato la mia gradita ospite ed è con viva e vibrante soddisfazione che vi presento questa vezzosa ghiandaia.
Credo, eh! Se ci sono intenditori di pennuti di vario genere si facciano avanti!
E comunque le piacciono le ciliegie, sì!
Come la capisco! Una tira l’altra, no? Era lì che beccava per i fatti suoi, aveva un gran da fare!
E certo non si è soffermata molto a cianciare con me, che peccato!
Giusto il tempo di mangiucchiare qualcosa e poi via, verso altri alberi e verso nuove mete!
Anzi, vi dirò di più l’altra sera il traffico aereo era decisamente intenso.
Oltre ai due pappagalli di cui vi ho appena narrato le gesta è arrivata pure lei, la ghiandaia!
Si è posata un momento sul palo della luce e ha dato un’occhiata intorno per poi spiccare il volo.
Quindi si è fregata una ciliegia e ha tagliato la corda!
E ma non si fa così, accidenti!
Almeno facciamo due chiacchiere, no?
Arrivederci cara piccola amica dalle ali azzurre, torna presto!
Ti aspetto dall’albero di ciliegie!
La città e la primavera
Avanza la bella stagione, ogni mattina il cielo è più terso e il clima è più caldo.
Via gli abiti pesanti, è tempo di giornate soleggiate e serene.
E vorrei spendere qualche parola sulle mie liete dirimpettaie che occupano in pianta stabile la grondaia del palazzo di fronte.
Eccole le rondini che garriscono festose, che gioia sentirle!
Credo che nel nido ci sia un nuovo nato, noto un certo via vai che mi fa pensare che uno dei genitori sia intento a portare a casa il cibo per i più piccini.
E sì, come sempre provo ad appostarmi sul terrazzo in attesa che si mettano in posa per me.
Vana speranza, non c’è verso che si fermino un attimo!
Sto quasi pensando di allestire un punto di ristoro davanti alla mia finestra, che ne dite?
In compenso poderosi gabbiani sorvolano i tetti e le case.
E’ un palese sconfinamento, non mancherò di farlo presente: il mare vi attende!
C’è anche un nuovo ospite per ora non identificato che l’altro giorno si è posato sulla ringhiera del mio terrazzo: è un pennuto di dimensioni ragguardevoli dal piumaggio color tortora scuro e con il collo allungato, mi pare che avesse anche una sorta di collarino.
Ma che mai sarà?
Ci siamo già incontrati un paio di volte ma appena tento di presentarmi quello si mette a sbattere le ali e se ne va!
Che carattere scontroso!
E insomma, le manovre di avvicinamento sono parecchio complicate, se riuscirò a svelare il mistero sarete i primi a saperlo.
E intanto la natura si fa spazio nei luoghi più impensati.
Improvvisa ed imprevista si manifesta con tanti piccoli fiorellini viola che crescono spontanei e colorano un muro dei caruggi.
Ci sono punti della città vecchia nei quali il sole batte generoso, non solo sui tetti, anche in certi giardini che godono di luce e di aria.
E’ nei vicoli questa splendida pianta ricca di teneri bocci che presto fioriranno.
La primavera di città.
E a volte le nuvole incombono.
Durerà il bel tempo?
E intanto ci si gode il bel clima e ci si siede all’aperto a sorseggiare una bibita fresca.
Via Ravecca
E non sono soltanto i petali dei fiori a ricordarci che è mutata la stagione, picchia il sole sulle creuza e sui mattoni di Vico Amandorla.
E’ tenue e gioiosa la primavera di città, piacevole e solare.
Le vetrine delle belle pasticcerie sfoggiano tovagliette color confetto sulle quali trionfano piccole tortine con i frutti di bosco.
Pasticceria Profumo
E a breve distanza da casa mia un temerario papavero sboccia sul ciglio della strada e un gioco di luce proietta la sua ombra contro il muro.
Si aprono le fresie odorose davanti alla mia finestra, nell’aria si spande il loro delicato profumo, uno dei più gradevoli che io conosca.
E la vita risplende di luce.
E’ tenue e gioiosa la primavera di città, piacevole e solare.
Attendo che si posino le rondini, ho fiducia in un inaspettato colpo di scena.
E aspetto che torni il misterioso visitatore, sulla ringhiera c’è spazio per tutti.
E intanto sboccia il ciliegio carico di candidi fiori.
La primavera di città per alcuni è lenta e pigra, per altri è operosa e offre ogni giorno nuove mete e nuove bellezze da scoprire.
L’arte di godersi la vita
In primavera tornano le rondini.
E davvero non c’è nulla di più gioioso di uno stormo di rondini che cinguettano inseguendosi nel cielo.
Quando arrivano le rondini, le vedo volare a una velocità supersonica attorno al palazzo, eccole in formazione, salgono su e poi scendono in picchiata, a volte passano talmente vicine alle finestre che quasi ho il timore di dare una capocciata contro una di loro.
Ciò che mi affascina degli uccelli migratori è che arrivano da molto lontano.
Lo so, è un pensiero infantile e anche romantico!
Le rondini vengono dall’Africa, non è stupefacente che attraversino un continente per venire a svolazzare sulle nostre città?
Poi si leggono queste notizie e il dispiacere è grande, come sempre l’uomo è il primo colpevole dei danni causati alla natura.
Quando arrivano le rondini, davvero significa che la primavera è sbocciata.
Di fotografarle non se parla neppure, ci ho provato, caspita sono troppo veloci, impossibile catturare un’immagine!
Se per caso si fermano, si vanno a infilare sotto al tetto della casa vicina, dove probabilmente hanno il nido, ecco, allora potrebbe esserci la concreta possibilità di immortale una codina che spunta da una grondaia!
Le rondini mi mettono proprio allegria.
A me piacciono tutti gli uccellini, mi sembra che sappiano godersi la vita in maniera sublime.
Canticchiano, svolazzano allegramente di qua e di là, insomma se la spassano.
Secondo voi questo pettirosso avrà tante preoccupazioni?
Per me andare in Passeggiata a Nervi è un privilegio, come voi ho il vizio di andare a lavorare.
Lui invece se ne stava beatamente al sole, che invidia!
Ho due foto di questo pettirosso, nell’altra scrutava l’orizzonte, in questa, come potete notare, mi guardava, come dire:
– Bella giornata, eh? Oggi si sta d’incanto!
Eh gli uccellini, fortunati!
Piacerebbe anche a me trascorrere le mattinate a spasso per i giardini di Palazzo Reale come fa questo merlo, che vita faticosa!
Ma io appunto devo andare in ufficio, dal lunedì al venerdì.
E il sabato e la domenica gradirei dormire, grazie.
Ecco questo era per avvisare, nel caso eventuali disturbatori avessero intenzione di venir a ciarlare davanti alle mie finestre ad ore inopportune.
Per chi non lo sapesse, a Genova ci sono i pappagalli.
Per fortuna quest’anno ce ne sono di meno, questi qua sotto, comodamente appollaiati sull’antenna del palazzo di fronte, giravano per questi paraggi l’anno scorso.
Ecco, appunto, doveste tornare, vi pregherei caldamente di tenere basso il tono delle vostre conversazioni, capisco che tra IMU, tasse e sventure varie ci sia da accalorarsi, ma io vorrei riposare in santa pace, senza essere risvegliata di soprassalto dalle vostre petulanti chiacchiere.
Mica passo la vita a oziare su un’antenna, io.













































































